Se Trump vuole tirarsi fuori dalle difficoltà che si è creato con la guerra all'Iran, non c’è altra via che raggiungere un compromesso con Pechino. Cosa può mettere sul tavolo?
Questo incontro è ben più di un semplice confronto tra i due leader internazionali più importanti. L’attacco israelo-americano all’Iran ha rischiato di innescare un conflitto su vasta scala e ha gravemente colpito l’economia globale. L'esito dell’incontro è quindi atteso con grande impazienza.
Trump ha definito Xi un “bravo ragazzo”. È molto probabile che il ragazzo sia proprio Trump, il quale ha annunciato di voler discutere con Xi la vendita di armi a Taiwan, considerata parte della Cina continentale dal diritto internazionale. Taipei ha annunciato una “cooperazione rafforzata con il suo alleato più importante” per “sviluppare efficaci capacità di deterrenza”. L'obiettivo, ha affermato, è “la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan”.
Tuttavia, Trump ha lasciato aperta la possibilità di un accordo con Xi per la cessazione del supporto militare a Taipei. Solo che ciò che dice o promette Trump è credibile come un oroscopo.
Non vi è dubbio che la posizione negoziale della Cina è ulteriormente migliorata rispetto al primo mandato di Trump. La Cina ha riacquistato notevole potere e influenza. Gli Stati Uniti, d’altro canto, sono in declino, un processo che Trump non ha fatto altro che accelerare. Washington non è ancora riuscita a prevalere nemmeno su Teheran. Come possono gli Stati Uniti affrontare la Cina senza autodistruggersi? L’unica domanda è se la leadership statunitense, che sotto Trump ha agito con un livello di avventatezza e arroganza senza precedenti, sia ancora in grado di comprenderlo.
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