domenica 3 maggio 2026

Anche per chi non voleva vedere

 

Come ha fatto l’Iran a resistere più di due mesi contro la potenza militare combinata di Israele e degli Stati Uniti? Trump non comprende quanto la guerra asimmetrica abbia rimodellato la geopolitica negli ultimi anni. Gli Stati Uniti non sono pienamente preparati alla rapida evoluzione della nuova guerra e la loro base industriale della difesa non è pronta per un conflitto prolungato.

Anche il blocco marittimo sta mostrando delle crepe: secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, il Pakistan ha aperto sei corridoi terrestri lungo i suoi 900 chilometri di confine con l’Iran, e si dice che 3.000 container siano già in transito. Questo permette a Teheran di aggirare, almeno in parte, gli effetti del blocco.

Mercoledì, davanti alla commissione del Congresso per le forze armate, il segretario alla Difesa Pete Hegzeth ha stimato il costo dell’operazione Epic Fury intorno ai 25 miliardi di dollari. Tuttavia, secondo funzionari a conoscenza delle stime interne, come riportato giovedì dalla CBS News, questa cifra è circa la metà del costo effettivo. Internamente, le stime arrivano fino a 50 miliardi di dollari, considerando che la sola sostituzione delle munizioni esaurite richiederebbe anni.

Inoltre, si registrano danni all’aeronautica militare statunitense, che l’istituto di ricerca strategica CSIS di Washington stima tra i 2,3 e i 2,8 miliardi di dollari solo per aerei e sistemi radar, incluso un aereo da ricognizione AWACS distrutto del valore di 700 milioni di dollari.

Il complesso di gas naturale liquefatto (GNL) di Ras Laffan in Qatar, il più grande al mondo nel suo genere, richiederà dai tre ai cinque anni per il completo ripristino. Le fonderie di alluminio della regione, tra cui Emirates Global Aluminium ad Abu Dhabi e Aluminium Bahrain, hanno subito danni stimati superiori a 20 miliardi di dollari, con tempi di riavvio fino a due anni. Inoltre, sono stati colpiti gli impianti di desalinizzazione, distrutte le infrastrutture portuali e i settori dell’aviazione e del turismo sono crollati.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte di una crisi globale senza precedenti. Non sappiamo ancora quando Trump darà l’ordine di attaccare nuovamente l’Iran, ma in tal caso, probabilissimo, anche le conseguenze economiche saranno inedite. Soprattutto per l’Europa. Non si può escludere che nei prossimi mesi, al massimo entro il tardo autunno, vi possano essere disordini sociali di ampia portata e scene di panico generalizzato.

Ho sentito Massimo Cacciari affermare che Trump persegue un disegno strategico (soggiungo: come per altri simili casi, di un futuro migliore per la popolazione iraniana non gli frega nulla di nulla). È quello che, più modestamente, pensavo anch’io assieme a moltissimi altri. Per quanto mi riguarda (e per quanto possa importare, ovvio) non penso più si tratti solo di perseguire un disegno strategico in prospettiva del conflitto con la Cina. C’è dell’altro: Trump e Netanyahu hanno inaugurato un’era hobbesiana priva di norme, leggi e ordine.

Trump ha messo in chiaro, anche per chi non voleva vedere, che cos’è in realtà l’America, il suo carattere più autentico. Per quanto riguarda Netanyahu, ha demolito splendidamente la favola del sionismo e di Israele, e ciò che rimane è una storia ancora tutta da raccontare.

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