Una guerra senza fine, anche se non è vero che non ci sono dei vincitori. Almeno sul terreno, la Russia ottiene dei risultati. A quale prezzo è tutto un altro paio di maniche. E anche Volodymyr Zelenskyj ottiene ciò che in definitiva cercava: mantenere il potere, suo e della sua cricca, avendo raggiunto l’obiettivo propagandistico principale: dimostrare che non c’è motivo di temere la Russia – un punto con cui gli alleati europei di Kiev hanno ripetutamente giustificato una certa riluttanza negli ultimi anni, ad esempio, riguardo alla fornitura di missili da crociera Taurus.
Zelenskyj non teme un attacco generalizzato minacciato dalla Russia. Anche se non lo dice, lo desidera. Se la Russia dovesse mettere in atto le sue minacce, potrebbe presentarsi come vittima e in tal modo impressionare Donald Trump; ma se ciò non si concretizzasse o non raggiungesse l’intensità minacciata, Zelenskyj ha comunque già ottenuto il suo scopo: le minacce di Mosca sono rimaste senza effetto e, pertanto, non vi è alcun rischio di un’ulteriore escalation. Andiamo avanti così, mandateci altri soldi, tanti.
Come stanno a dimostrare i conflitti dal ‘900 in poi, si vince solo con l’annientamento totale dell’avversario. Se necessario anche con l’uso delle armi nucleari. Oppure col genocidio della popolazione civile. Cosa che la Russia in Ucraina non può permettersi per varie ragioni. Tuttavia sembra stiano emergendo in Europa altre considerazioni, visto come stanno andando le cose in Medio Oriente. Prima li sordi, poi i princìpi. Resta da vedere quale linea prevarrà tra le camarille europee.
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