domenica 5 aprile 2020

Si metta a verbale

La morte, diceva Céline in un suo scritto minore, è l’unica verità di questo mondo. Il vecchio medico girovago, che tante ne aveva viste e raccontate assai di più, aveva ben ragione. Quale altra verità? Avrebbe potuto dire, per maggior dettaglio, che questa è l’unica verità assoluta.

Possiamo riprodurre in laboratorio i fenomeni chimico-fisici della natura e dimostrare con ciò che la nostra comprensione di quei fenomeni è quella giusta. Procedendo in tal modo abbiamo messo fine alla cosiddetta “cosa in sé” kantiana. Tuttavia si tratta di quelle verità che risiedono nel processo infinito della conoscenza, e riguardano la natura che esiste indipendentemente da ogni nostra interpretazione. Anche in tal caso non si arriva a scoprire alcuna verità assoluta e in modo che la storia del pensiero trovi una conclusione definitiva. Viene da dire: per fortuna.

Non credo Céline volesse escludere questo genere di verità, bensì alludesse alle menzogne piccole e grandi che ci spalmiamo ogni giorno, delle quali siamo tutti prigionieri, vuoi perché arresi per stanchezza e disperazione, vuoi perché categorici e compiaciuti fino al fanatismo.

Troppo umani, come disse quell’altro; ma anche troppi iscritti a copione come eroi, mi pare.

Per l’appunto, ci aveva ragione il dottore: basta dire che quella è l’unica verità. Si metta a verbale.

2 commenti:

  1. Da povero ignorantello quale mi professo, leggendo questo post mi viene in mente l'Antiduhring, il primo libro che mi ha illuminato sulla dialettica, non avendo potuto studiare al tempo giusto.

    RispondiElimina
  2. Il problema è che, per l'ordine costituito (in questo periodo poi così poco "costituzionale"), tale verità non sarà mai considerata un'attenuante.

    RispondiElimina