giovedì 25 giugno 2015

Non resta che ripartire da .....


La cosiddetta classe media, oggettivamente proletarizzata e senza prospettive, non può dall’oggi al domani mutare i suoi tratti psichici e le sue convinzioni ideologiche. Ha bisogno di proletarizzarsi ancora di più e di subirne le conseguenze. Infatti, pur vivendo una condizione proletaria essa resta per lungo tempo sotto il dominio e l’influenza dell’ideologia dominante ed è perciò estremamente vacillante nelle sue posizioni. E poi bisogna dire che gli specialisti della manipolazione operano bene, anche se con la facilità con cui un ferro caldo entra nel burro.


Sarà dura e ci vorrà del tempo prima che a livello di massa la realtà dei fatti, e dunque la realtà storica del capitalismo, diventi senso prevalente. Si prenda dunque atto che questo sistema economico, volto all’estorsione del plusvalore, non solo non vuole, ma non può farsi carico della sostenibilità di un sistema sociale in perenne squilibrio finanziario senza tradire la propria ragione e natura. La situazione della bótte piena (profitti) e della moglie ubriaca (welfare) può durare molto a lungo, ma non all’infinito.



E però – dicevo – pur essendo l’ideologia dominante contraria agli interessi ed alle aspirazioni degli schiavi salariati, dobbiamo tener conto che il suo successo dipende dal suicidio della teoria rivoluzionaria, oltre che dal fatto che l’ideologia borghese è più antica, più elaborata in ogni direzione e dispone di mezzi di diffusione incomparabilmente più potenti. Del resto non basta essere proletari o precipitati in una condizione proletaria per avere una coscienza di classe proletaria.

Fino a quando i sistemi sedicenti comunisti sono rimasti in piedi, e con essi i partiti che in occidente si spacciavano per comunisti, in qualche modo il bluff ha retto, anche perché sulla sponda della borghesia c’era chi aveva interesse a mantenere in piedi l’equivoco e giocare la carta dell’anticomunismo. Dopo la caduta del famoso Muro il bluff si è rivelato per ciò che era: di là c’era un regime burocratico opprimente e una penuria cronica finanche del necessario; di qua non si era mai creduto alla rivoluzione e non si vedeva l’ora di sedersi nella stanza dei bottoni con gli ex avversari.

Da quel momento e sempre più ci si pone la solita e inesausta domanda: che fare? Il soggettivismo – l’abbiamo visto mille volte – e pure il “militarismo”, con quel loro spirito di setta, o sfociano in un minoritarismo autoreferenziale o combinano grandi guai. Siamo grossomodo nella stessa situazione, per fare un esempio storico, che seguì la Comune di Parigi. La sconfitta non seguì la caduta del Muro, anche se quel crollo è stato emblematico, ma viene da molto più lontano. Innanzitutto da una carente analisi del capitalismo, da una distanza sostanziale – quando non si tratta di vera e propria incomprensione – da Marx, per contro dalla continuità di un mito che data dall’Ottobre e che non ha tenuto conto delle particolari condizioni storiche in cui ebbe a maturare quell’evento e di ciò che accadde dopo.


E, dunque, per ricominciare, non resta che (ri)partire da Marx. Anzitutto da un suo fondamentale avvertimento: quelli che vogliono opporsi alle leggi di sviluppo storico, così come quelli che vogliono forzare i tempi della storia, possono farsi solo del male.

12 commenti:

  1. In genere si parla d'altro.....
    Cara Olympe,avrai notato che di fronte al mare di problematiche che ci circondano ed ai pericoli che incombono..l'attenzione della P.O ,di questi tempi e' attratta dalla polemica "gender " si ,gender no...con accuse da entrambi le parti sui problemi della famiglia borghese,borghesi per gender,borghesi contro gender..mai che passi per il cranio di questi,che la natura di questi problemi,sia legata alle profonde trasformazioni che le societa' piu' avanzate hanno subito con conseguenze sugli stili di vita..ed anche sul sesso,come se questo fosse una cosa dissociata dal resto..
    La si butta sull'etica ,la morale..
    Partecipano alla discussione un po' tutte le trombette del vasto panorama intellettualoide da ex dx ed ex sx
    Un vero spettacolo di fiumi di parole sull'omofobia,sulla scuola,sull'educazione..
    Qualche segnale a dir il vero sullo stato dell'economia giunge dalla "chiesa"..ma poi si ferma .
    Guerra tra borghesie gender e borghesie no gender..,qualche parere in merito,si potrebbe ricavare dai migranti,dopo la traversata che so..una indagine sociologica che porterebbe ad un grande salto nella comprensione di come la pensano le masse..
    caino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quando ho letto: "avrai notato che di fronte al mare" mi si stava aprendo il cuore ...

      sono d'accordo con te naturalmente. scrivessi quello che penso davvero sull'argomento, da un lato perderei la metà dei lettori, e dall'altro lato ne perderei l'altra metà. al grande spettacolo non è rimasto che il sesso. c'è chi vuole farlo secondo natura e chi invece secondo cultura. andasse a fare in culo ognuno secondo il suo vangelo.

      Elimina
  2. Per intanto, male non sarebbe fosse ristampata l'edizione critica de Il Capitale ché quella ufficiale degli Editori Riuniti (e altresì il calco einaudiano) sono fuori catalogo da molti anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mio caro, con tutto 'sto parlare di Marx e poi non ristampano la sua opera fondamentale, ti sembra un caso? Cosa vuoi abbia mai da dirci quel vecchio ubriacone. E poi ti ho già detto degli svarioni delle edizioni italiani, della mia intenzione di fare un post sull'argomento, di segnalare come valore di scambio, per esempio, venga tradotto con valore d'uso, che com'è noto non è proprio la stessa cosa. O quando Marx viene censurato (nei Grundrisse) quando parla di "fregamento dell'uccello"? Ma a chi vuoi interessino 'ste manie filologiche?

      Elimina
  3. Ciao Olympe.
    Nel finale scrivi: "quelli che vogliono opporsi alle leggi di sviluppo storico, così come quelli che vogliono forzare i tempi della storia, possono farsi solo del male".
    Ecco la domanda: ma in questo momento storico, che il capitalismo mostra il suo vero volto autoritario, dispotico, e sta facendo strame delle forze proletarie, è forzare i tempi storici per una eventuale organizzazione politica di classe proletaria?
    Può solo farsi del male oggi come oggi una sedicente organizzazione politica di classe proletaria?

    Ciao, Franco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Franco, leggi ben bene il post, vi troverai le risposte

      Elimina
  4. Ciao, grazie per la risposta nell'altro post; sto spulciando il blog, non riesco a inquadrarti, mi pare tu non voglia e non lo capisco... Parli di falso socialismo in Russia ma poi ti sdilinquisci su destra e sinistra, sapendo benissimo che sono entrambe borghesi.
    Comunque volevo chiederti dell'edizione Maffi; che ne pensi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Maffi? scusa ma non ti seguo

      Elimina
    2. L'edizione utet, curata da Bruno Maffi.

      Elimina
    3. c'è solo il primo vol., ma basta

      Elimina
  5. Ti farei la stessa domanda di Franco, qua sopra, francamente non trovo la tua risposta da nessuna parte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. con chi ci organizziamo se non riusciamo a metterci d'accordo nemmeno tra sei gatti? tempo al tempo

      Elimina