sabato 18 gennaio 2020

Quando Valpreda non era ancora un mostro



Il libro di Clara è ora in libreria (14 euro). Se si vuol capire realmente che cos'è avvenuto in quegli anni, bisogna andare ai fatti. Questo libro racconta di fatti nudi e crudi, di tragedie umane assolutamente reali, anche se si fa leggere come un romanzo scritto bene. Qui propongo alcune pagine (clicca per ingrandire). Non è necessario commentarle, sono eloquenti.




venerdì 17 gennaio 2020

giovedì 16 gennaio 2020

Stronzi, oh ies !


«Si è spesso cercato di giustificare la schiavitù paragonando lo stato degli schiavi a quello dei nostri contadini più poveri; se la miseria dei nostri poveri non fosse causata dalle leggi della natura, ma dalle nostre istituzioni, la nostra colpa sarebbe grave […]».

Nascere poveri o ricchi è condizione di natura oppure è il prodotto di determinate condizioni economiche e degli antagonismi fra le classi sociali? Eppure già all’epoca in cui venivano scritte quelle parole si sapeva bene com’era avvenuta l’accumulazione originaria (“previous accurnulation”, in A. Smith), di come in Inghilterra a partire almeno dal XVI secolo tale accumulazione s’era svolta. Per quanto riguarda l’espropriazione violenta dei contadini bastava leggere le Holinshed’s Chronicles, la storia dell’Inghilterra che molta influenza ebbe anche su Shakespeare.

Anche allora era noto che il rapporto capitalistico ha come presupposto la separazione fra i lavoratori e la proprietà delle condizioni di realizzazione del lavoro; e che una volta autonoma, la produzione capitalistica non solo mantiene quella separazione, ma la riproduce su scala sempre crescente, come stiamo verificando in modo marcato anche nel presente.

mercoledì 15 gennaio 2020

martedì 14 gennaio 2020

È buio dentro


Federico Faggin è un personaggio meno noto ai più di tale Federico Lucia, ma tuttavia merita di essere considerato se non altro perché è stato, tra l’altro, il principale artefice, come responsabile del progetto, dello sviluppo del microchip (*), segnatamente della tecnologia MOS con gate di silicio, che permise la fabbricazione dei primi microprocessori e delle memorie, cioè gli elementi essenziali per il processamento di dati espressi in forma di segnali elettrici. Prima di Faggin, la Silicon Valley era semplicemente una valle nota per la produzione di frutta e orchidee.

lunedì 13 gennaio 2020

Meritocrazia


Barron’s la scorsa settimana ha dato notizia che Chelsea Clinton, figlia unica dell’ex presidente Bill Clinton e dell’ex candidato alla presidenza democratica Hillary Rodham, ora possiede oltre 9 milioni di dollari in azioni di InterActiveCorp (IAC), la società madre di siti Web e app come OkCupid, Tinder, Daily Beast, ecc. (60 marchi in totale).

Clinton è diventata direttrice dell’azienda nel 2011. Da allora ha guadagnato uno stipendietto di 50.000 dollari e 250.000 in azioni ogni anno. Ha beneficiato di un enorme aumento del valore delle azioni IAC dal 2017-2019.

IAC è gestito da Barry Diller, che, secondo Forbes, ha attualmente un patrimonio netto stimato di 4,2 miliardi. Nel 2017, la Clinton è stata anche nominata in un altro consiglio di amministrazione di una società gestita da Diller, il gruppo di viaggi Expedia. In questa posizione porta a casa 300.000 l’anno.

Chelsea Clinton ha frequentato, dopo l’elementary school, l’Horace Mann Junior High School (posso garantire che il livello non oltrepassa, tutt’altro, quello di un nostro attuale liceo sociale!). Ha conseguito una laurea in storia.

Ha sposato il banchiere Marc Mezvinsky, figlio di un membro del congresso condannato, secondo Wikipedia, a 5 anni per truffa.

sabato 11 gennaio 2020

L'orto di casa



Mercoledì scorso il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno partecipato allinaugurazione ufficiale del progetto del gasdotto TurkStream. Il cerimoniale è arrivato tra le crescenti tensioni di guerra in tutta la regione dopo lassassinio da parte degli Stati Uniti del generale Qassem Suleimani, capo della Forza Quds dellIRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps) e la mite e calibratissima rappresaglia missilistica sulle basi statunitensi in Iraq da parte di Teheran.

Secondo una dichiarazione ufficiale, il progetto TurkStream di 930 chilometri consta di due linee con una capacità totale di 31,5 miliardi di metri cubi (bcm) allanno. Il primo trasporterà 15,75 miliardi di metri cubi di gas russo attraverso il Mar Nero in Turchia ogni anno, mentre il secondo trasporterà la stessa quantità dalla Russia all’Europa attraverso la Turchia. La seconda linea, che riforniva Bulgaria, Serbia e Ungheria, sarà inaugurata nel prossimo futuro. TurkStream eviterà le attuali rotte dell’oleodotto attraverso l’Ucraina, così come Nord Stream 2, un oleodotto sottomarino che collega direttamente la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico.

L’apertura di questo gasdotto strategico riflette il miglioramento delle relazioni tra Turchia e Russia, nonostante le minacce di Washington. L’accordo TurkStream è stato siglato nellottobre 2016 a Istanbul, appena tre mesi dopo il fallito colpo di stato di Washington e Berlino contro Erdoğan avvenuto il 15 luglio. Il colpo di stato è fallito perché Erdoğan, allertato da Mosca, è stato in grado di fare un appello tempestivo ai suoi elettori perché scendessero in piazza per difenderlo.

venerdì 10 gennaio 2020

La forza delle cose


XVIII secolo.

Nicolò Tron, padre del famoso Andrea, giunse in Inghilterra come ambasciatore della Serenissima nel 1714 . Ammiratore del modello economico di quel paese,  quando rimpatriò, nel 1717, portò con sé due macchine a vapore e venticinque tecnici, per trapiantare nel Veneto un frammento della tanto ammirata tecnologia d’Oltremanica. Le due macchine a vapore erano quelle di Newcomen e Savery, che Tron mise in funzione, una nel 1718 nella sua tenuta di Anguillara, in Polesine, e così riuscì a prosciugare quattrocento campi; l’altra nel 1719 a Schio, dove realizzò una fabbrica di panni che nel 1803 venne rilevata da Francesco Rossi, padre di quell’Alessandro che ne avrebbe fatto la maggior industria tessile italiana.

Le macchine di Newcomen e Savery funzionavano, ma rendevano pochissimo a causa della dispersione di energia; però quando nel 1768 Watt riuscì, per così dire, ad alesare i tubi, allora decollò la rivoluzione industriale, perché una fabbrica poté essere impiantata ovunque, senza cioè dipendere dall’energia idrica.

I veneziani avevano una vera e propria ammirazione “per le macchine e artifici che moltissimo abbreviano la manodopera”. Quando nel 1781 l’ambasciatore veneziano a Londra, Simone Cavalli, visitò l’industria di Birmingham, vide un ambiente illuminato da bagliori di fuoco; chiese a cosa servisse tutto ciò e Watt gli rispose: Signore, noi qui produciamo ciò di cui maggiormente l’uomo ha bisogno: the power, la forza.

Lì si preparava il mondo del futuro; ai veneziani non restava che acquistare i prodotti della nuova scienza vendendo i quadri e le opere d’arte raccolte dai loro antenati. Finirono per perdere loro stessi e la propria lingua fu declassata a dialetto. Oggi il Veneto è un feudo di Roma, che dio capitale creò.

XXI secolo.

L’Italia, dopo aver ceduto e in molti casi svenduto l’argenteria tenendosi stretto il piombo, a garanzia del debito pubblico “internazionalizzerà” ciò che le resta dei quadri e delle opere d’arte (per palazzi e ville storiche gran lavoro è già stato fatto). Perderà ogni cosa tangibile e intangibile che abbia valore; con la lingua nazionale è a buon punto. Finirà in tutto e per tutto per essere una colonia della grande finanza, che il dio capitale creò.