domenica 15 luglio 2018

Sulle classi


Un fenomeno può essere definito sia in base al suo aspetto esterno, sia in base alla sua origine reale. L’analisi fenomenologica (empirismo, positivismo, varie derive “marxiste”, ecc.) considera il fenomeno per quanto si mostra nella sua manifestazione esteriore e ne deduce che la forma del manifestarsi coincida col nesso causale che le sta a fondamento. Il caso più frequente riguarda i fenomeni connessi all’economia, ma anche, per esempio, quando si ha a che fare con le classi sociali.

Su quest’ultimo tema s’incontra un errore comune nel sociologismo borghese. È vero che ad un esame puramente fenomenico noi troviamo delle “cose”, e cioè dei gruppi psico-sociali, dei gruppi di status (patrizi e plebei, manovali e artigiani, borghesi e gentiluomini, ecc.) surdeterminati dalle motivazioni più disparate, ma queste aggregazioni, essendo potenzialmente infinite quanto lo sono gli individui, possono essere sciolte da un’infinità di fatti casuali.

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venerdì 13 luglio 2018

Le due facce





Molti importi degli assegni di vitalizio degli ex parlamentari gridavano (e continueranno a gridare) scandalo al cielo. Un provvedimento in tal senso ci voleva, anche se bisognerà verificare se reggerà ai ricorsi nelle forme “amministrative” nelle quali è stato adottato in nome e per conto della conclamata autodichia. Ai pareri giuridici “prò veritate” se ne potranno opporre altri di senso avverso, per la felicità degli avvocati e legulei della rete. Se i ricorrenti dovessero ottenere vittoria, anche se non pienissima, per qualcuno sarà una bella figura di merda. Vedremo.

Dal punto di vista umano (perché siamo tutti umani, nevvero?) si sarebbe dovuto prevedere, a mio parere, un “minimo” in caso di ricalcolo particolarmente negativo per l’interessato. E questo minimo poteva essere facilmente individuato nella somma massima stabilita per l'assegno vitalizio della legge Bacchelli. Vorrei ricordare, a tale riguardo, che oltre il 50 per cento dei trattamenti previdenziali e assistenziali, cioè oltre 8,5 milioni di persone, non sono coperti da contributi.

Dopo di che si sarebbero dovuto evitare carnevalate davanti a Montecitorio, per una questione se non altro di stile e dunque di buon gusto, ricordando che il “giustizialismo” ha due facce e non sempre si presenta con quella sorridente di Luigi Di Maio.

P.S. del 14-7: Sono previste due soglie di garanzia. Il “vitalizio minimo” non potrà essere inferiore a quello che un deputato avrebbe maturato nel corso della passata legislatura con il sistema contributivo ad un'età di pensionamento di 65 anni. L'importo del vitalizio ricalcolato non potrà risultare, cioè, inferiore a circa 970 euro lorde al mese; mentre il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50% sarà pari a una volta e mezza il predetto importo, quindi 1.455 euro lordi al mese
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mercoledì 11 luglio 2018

Nell’archivio extraterrestre sui Mondi Scomparsi


I regimi sedicenti comunisti potevano dichiarare di essere comunisti o socialisti esibendo bandiere rosse e ritratti di Lenin e di Marx, ma non potevano pretendere di esserlo nemmeno in esperimento, e non solo per il loro dispotismo mascherato da dittatura del proletariato, i ruoli sociali ingessati, le quote di produzione e altre amenità del genere, ma semplicemente perché erano tristi. La tristezza di Praga, di Berlino Est, di Mosca, era allora la dimostrazione più eloquente che quei sistemi non avevano a che fare con una società epurata dei meccanismi che riducono la vita a un miserabile stato di sopravvivenza. Tanto valeva tenersi il capitalismo dove almeno lo schiavo può sapere quello che vorrebbe e sognare quello che non ha.

Se il sedicente comunismo arrivò troppo presto e nel posto sbagliato, per contro il capitalismo deve il suo progresso allo sfruttamento e a una società disumana, e tuttavia nella sua oggettiva necessità ciò prescinde da considerazioni etiche o politiche e da indignazioni che, espresse sul terreno dei concetti borghesi, si consumano con la stessa rapidità di tutto il resto.

Resta però urgente una questione essenziale, e sta nella sua crisi che non è, nel groviglio delle contraddizioni della società borghese, semplicemente di lungo periodo. Che il modo di produzione capitalistico abbia esaurito, oltre alla natura, anche se stesso, lo denunciano tre fatti alla luce del sole: la corsa alla fusione tra “agglomerati” monopolistici, necessità imposta dalla caduta del saggio del profitto in rapporto agli investimenti; il prevalere di una famelica oligarchia finanziaria che trae redditi giganteschi; il risorgere della guerra dei dazi doganali. Quest’ultimo oggi può sembrare un paradosso, ma la società borghese vive di paradossi.

Tutto ciò prelude a nuovi e sempre più generalizzati conflitti e sarebbe un abbaglio esiziale separare la politica dell’imperialismo dalla sua economia, inventandosi riforme del capitalismo che non esistono. Del resto non sarà il capitalismo ad esimersi dal far fronte alle proprie contraddizioni con la guerra, non per nulla è famosa la frase di Clausewitz. Solo che dall’agosto 1945 le cose sono alquanto mutate, e ancor più in seguito. Non possiamo sapere come andrà a finire, ma è nel novero delle possibilità che la nostra civiltà possa finire iscritta nell’archivio extraterrestre sui Mondi Scomparsi della Galassia.

martedì 10 luglio 2018

Disgusti



Si è sempre fatto del cattivo cinema, anche di pessimo, tuttavia accostare alla settima arte il filone dei cosiddetti cinepanettoni mi sembra davvero osare troppo. Quanto ai suoi interpreti, chiedo: quel pover’uomo di Massimo Boldi è mai stato un attore, cioè un interprete di qualcosa? E il figlio di De Sica è mai andato oltre l’imitazione di se stesso di quand’era un liceale? Tra questa gente la distinzione tra il comico e il patetico è ignota. Il fatto che quel genere di spettacolo abbia incassato molto denaro dà la misura di quanto sia pericoloso il diritto di voto in un paese disperato come il nostro.

lunedì 9 luglio 2018

Il potere reale che governa le cose reali


Vero potere è quello economico, ed la forza che crea il diritto. Questo fatto lo dimentichiamo troppo spesso. E dunque non ci sarà governo che si occupi di rendere pubblici i contenuti economici e finanziari delle concessioni autostradali (*), di fare trasparenza sul prezzo del gas importato e commercializzato, per tacere poi di quello dell’energia elettrica e relativi balzelli, di non regalare ad un canone irrisorio le concessioni demaniali marittime e a uso turistico-ricreativo, così come quelle dell’acqua minerale e termale, di cave e miniere, le concessioni abitative, eccetera (**). Così come è escluso dal famoso “contratto” di governo la più blanda delle patrimoniali, e cioè la revisione delle ridicole imposte cui sono oggi assoggettate donazioni, successioni, polizze vita e simili. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo vi sarà solo un limite alla sua pubblicità. Per il resto, mancia.


(*) Per quanto riguarda le concessioni autostradali, segnalo questo articolo.

(**) La materia delle concessioni demaniali marittime è, ad oggi, interessata direttamente dalla direttiva cosiddetta Bolkestein, recepita nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59. Per effetto di tale direttiva le concessioni sul demanio dello Stato e degli enti pubblici territoriali non possono più essere rinnovate automaticamente, non valendo più il diritto di insistenza, ma dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica europea alla scadenza temporale di ogni concessione.

L’articolo 11 della legge 15 dicembre 2011, n. 217 (legge comunitaria 2010) ha quindi soppresso il rinnovo automatico, e delegato il Governo ad adottare, entro il 17 aprile 2013, un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime. Il decreto legislativo non è stato mai emanato, con tutte le conseguenze e le "opportunità" del caso. Si è poi disposta la proroga sino al 31 dicembre 2020 delle concessioni demaniali in essere alla data del 30 dicembre 2009 (data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 194 del 2009) ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015. Ah, l’Europa matrigna!

Nel frattempo, le concessioni demaniali, da “servizio” sono passate a “bene”, e dunque dovrebbero essere escluse dall’applicazione di una normativa sui servizi. Siamo alle dichiarazioni, non ancora alle cose scritte, ma ciò esplica ancor meglio l’incipit di questo post: vero potere è quello economico, ed la forza che crea il diritto.

mercoledì 4 luglio 2018

Nessun passo avanti senza Marx


Ho letto la lettera di Pierluigi Bersani a Repubblica. Dice cose oneste che stanno nel senso della realtà. Per esempio: “Si deve sapere che la nuova destra sta entrando nel profondo del paese. E che in Italia una destra cattiva, quando vince, ha l'abitudine di diventare stanziale”.

Cita perfino Marx:

“Al tornante della globalizzazione, allo storico passaggio di fase, da sinistra non si sono prese le misure della disarticolazione e dello spaesamento di larghi strati di popolo e di ceto medio ai quali ha parlato la destra regressiva. Su questo, alle sinistre plurali serve ancora una discussione, purtroppo in ritardo di alcuni anni, che dovrà necessariamente accompagnare il percorso. Non per trovare risposte conclusive (per ora non vedo in giro dei Marx, giovani o maturi che siano), ma per evitare almeno, da adesso in poi, gli errori più marchiani.”

On. Bersani, lei ha mai cercato Marx, l’ha incontrato? Si è trovato di fronte un riformista, un liberale, qualcuno che voleva venire a patti col capitalismo e la società borghese, con quelle contraddizioni che, oltre ad avere l'abitudine di diventare stanziali, incidono sul destino di miliardi di persone? Crede che Marx, a differenza delle ideologie politiche correnti con cui si travestono gli interessi divergenti delle diverse fazioni della borghesia, abbia invece espresso posizioni diverse? Pensa davvero che “alle sinistre plurali” possa servire una discussione senza ripartire seriamente da Marx?

martedì 3 luglio 2018

Cara Signora,



Ripropongo, senza alcuna modifica (salvo il titolo), un post del 14 giugno 2015. Non ricordo che cosa l’avesse ispirato, ad ogni modo è buono per l’oggi e anche, ahimè, per il domani.

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«I negri, gli slavi e i gialli ci creano un sacco di problemi». Vero, Signora, questa situazione è un notevole esempio di ciò che noi non volevamo. Vero altresì che questi alieni ci portano anche ciò che vogliamo: una quota non piccola del prodotto interno, con un tasso di occupazione percentualmente superiore a quello dei lavoratori nostrani. Tacendo poi dei profitti realizzati in nero che credo siano la metà del guadagno.

Cara Signora, se ha fatto caso, al ristorante non ci sono studenti della Bocconi che per pagarsi gli studi servono, sparecchiano e lavano i piatti. Per semplice necessità logica le ricordo che importiamo giocatori stranieri a decine di milioni di euro cadauno e però leviamo alte geremiadi per un materasso e una coperta a qualche migliaio di africani che arrivano per cercare un qualsiasi lavoro.

«Ma non possiamo accoglierli tutti». Ha ragione Signora, tutti non ci starebbero. E tuttavia il loro flusso non dipende né da loro e nemmeno da noi. Ad agire sono le forze profonde dello sviluppo capitalistico alle quali poco o nulla possiamo opporre. Lei, del resto, non può dirsi del tutto innocente poiché di politica economica non si è mai occupata, nemmeno per approssimazione, ha sempre confidato nella professionalità del commercialista e nella scaltrezza del suo broker. La politica estera non interessa abitualmente più di qualche centinaio di persone, non di più.

sabato 30 giugno 2018

Chiederanno di questa Europa


Scrivevo sette giorni or sono che l’Europa, quella della moneta unica e delle regole sul diametro dei molluschi bivalvi, al primo vero problema si rivela per ciò che essa è realmente: ipocrita, cinica, razzista, predatoria.

Bisogna proprio essere degli ingenui (eufemismo) per credere che Macron avrebbe rivisto la propria posizione sui migranti. Se così fosse stato, tra meno di quattro anni all’Eliseo ci finirebbe dritto un Salvini francese. La Francia di nuovi africani ne vuole solo se può piazzarli nella propria nazionale di calcio.

Discorso non molto diverso anche per la Merkel, basta vedere cos’è successo a quel giocatore della nazionale tedesca di origini turche dopo l’eliminazione dai mondiali. Lo stesso giocatore quattro anni fa era considerato un eroe nazionale. Il clima è cambiato, non solo in Germania ma ovunque. La popolazione non può essere migliore dei suoi partiti.

Così come noi chiedevamo ai nostri genitori del fascismo e del nazismo, un giorno i nostri nipoti e pronipoti chiederanno di questa Europa e di questi nostri anni.