domenica 19 maggio 2019

Ringraziate gli stronzi

(Con aggiornamento "napoletano").


Di tutti? È stata ed è la fonte principale delle vostre entrate, per secoli avete fatto pagare ogni tipo di cauzione. Ringraziate gli stronzi che lo riportano in vita. 



Il 28 maggio, e speriamo non piova.



Eccolo qua, fresco come una sardina nell'olio, ad offrirci un altro buon motivo per non votare (tantomeno Calenda & C.).



Si ritorna all'antico, un posto di lavoro in cucina.


Per fortuna ci sono anche loro  (pure di Napoli come la sardina, ma vuoi mettere?).

sabato 18 maggio 2019

Non solo immigrazione


La vice del Segretario di Stato USA, Ellen M. Lord, ha minacciato, in una lettera indirizzata all’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, che se l’UE, ossia il Fondo europeo per la difesa, continuerà a realizzare progetti di difesa autonomi, ci saranno conseguenze politiche ed economiche.

Il Fondo europeo per la difesa è stato creato su iniziativa della Commissione Europea, che ha proposto di aumentare gli investimenti nel campo della sicurezza del 40% nel periodo dal 2021 al 2027. Grazie agli investimenti l’Unione Europea conta di entrare a far parte dei quattro maggiori investitori nel campo della ricerca e delle tecnologie in ambito militare, tanto più che la Brexit ha privato Londra, per conto di Washington, del suo diritto di veto sui piani per un esercito europeo.

Affari e strategia vanno assieme, come sempre. Questa lettera di minacce rivela la condizione di effettivo e permanente vassallaggio dell’Europa nei confronti dell’”alleato” statunitense. Settantaquattro anni dopo la fine del II conflitto, Yalta non è ancora superata. Almeno per quanto riguarda i rapporti Europa-Usa. Washington non ha bisogno di mandare i propri carri armati per farsi obbedire (del resto le basi americane non schiodano dall’Europa nonostante la fine dell’Urss e del patto di Varsavia), sono sufficienti le minacce d’ordine economico-finanziario e di abbandonare l’alleanza NATO (*).

*

La Francia, con la sua inossidabile vocazione alla grandeur, è abituata a lavorare soltanto per il proprio vantaggio, essa calcola solo questo (basti citare la questione libica); l’Europa – di là delle dichiarazioni di principio – scompare ai suoi occhi (**). Nondimeno la Germania persegue il proprio disegno di potenza egemone e però dimostra l’incapacità di una politica generosa, dimentica, tra l’altro, degli aiuti politici ed economici ricevuti per la sua agognata riunificazione. L’Italia, strategicamente ed economicamente indispensabile, viene percepita con preoccupazione per la sua instabilità politica e finanziaria. E non a torto, visto anche il livello per così dire semantico cui è giunto lo scontro politico interno.

Pertanto, c’è da chiedersi che cosa voglia essere e diventare l’Unione Europea, condannata in realtà a non diventare mai quello che si vorrebbe essa possa e debba essere.


(*) L’Istituto Internazionale di Studi Strategici di Londra, certo una fonte non indipendente, stima in 110 miliardi di dollari gli investimenti necessari all’Europa per lo sviluppo di capacità navali e 357 miliardi per prepararsi alla guerra contro la Russia. Per quale motivo l’Europa dovrebbe fare la guerra alla Russia non è detto nel documento dell’IISS.

(**) Emmanuel Macron si è lamentato del siluro americano all’accordo nucleare iraniano (l’Iran è la seconda economia nel Medio Oriente, quarto produttore di petrolio al mondo e secondo per riserve di gas naturale, 80 milioni di abitanti di cui più del 60% sotto i 30 anni). In un vertice UE della scorsa settimana in Romania, ha dichiarato: “Innanzitutto, l'Iran non si è ritirato da questo accordo. Secondo, se l’Iran si ritira da questo accordo, sarà responsabilità degli Stati Uniti”. Nel gennaio 2019, Francia, Germania e Regno Unito hanno costituito INSTEX, Instrument for Support of Trade Exchanges, uno special purpose vehicle (SPV) per permettere alle proprie aziende di fare affari con l’Iran senza incorrere nelle sanzioni statunitensi. È stato progettato con lo scopo di convincere il governo iraniano a non affossare l’accordo sul nucleare concluso nel 2015. Lo SPV ha sede a Parigi ed è diretto dal tedesco Per Fischer, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di direttore di Commerzbank.

Mercoledì scorso, la Spagna ha ritirato la sua fregata Méndez Núñez dal gruppo aeronavale a guida statunitense guidato dalla portaerei Abraham Lincoln, che si sta recando nel Golfo Persico per minacciare l'Iran.

mercoledì 15 maggio 2019

[...]



135 morti il giorno per infezioni ospedaliere. Qualche stronzo dirà che si tratta di un "valore relativo". 

In Germania le infezioni ospedaliere pare provochino dai 6.000 ai 15.000 morti l'anno, su una popolazione di 83 milioni (vedi qui). 

martedì 14 maggio 2019

Battere Salvini


L’ineffabile Rampini (dicono sia molto vicino a certi ambienti yankee, ma ovviamente non ci credo) si chiede come “battere Salvini”. Su come “batterlo”, un’idea l’avrei. Ad ogni modo per capire perché molti elettori delle regioni del nord votano Lega bisogna mettersi dal loro punto di vista, e sul perché Salvini raccolga voti anche al sud, bisogna tener conto della situazione locale, ossia sapere chi gestisce il voto in loco, per esempio da un lato Pomicino e dall’altro Arata.

Partiamo da un fatto concreto, ossia da una notizia del marzo scorso:

“Il Comune di Napoli ha individuato 22mila inquilini che risultano essere morosi, molti dei quali addirittura da 27 anni. Un «buco» da circa 160 milioni di euro”.

lunedì 13 maggio 2019

martedì 7 maggio 2019

Il capitalismo in stato avanzato


Prendiamo atto, di garbo o no, che non è possibile nessuna risposta politica che guardi al passato, nessuna possibilità di ripristino degli antichi equilibri tra le classi sociali, nessun ritorno a quell’epoca dove contraddizioni e aspirazioni trovavano nella piattaforma riformistica ricomposizione e agibilità. Per quanto ci riguarda direttamente, la fusione del maggior partito della sinistra con l’area moderata e cattolica ha prodotto semplicemente un’eterogenea convergenza elettorale, toccando il punto più basso con l’urticante vicenda del renzismo. Non deve perciò sorprendere che nuovi soggetti politici abbiano a modo loro colmato il vuoto.

Non era stato forse un giovane profeta a scrivere che la borghesia non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione, i rapporti di produzione, dunque tutti i rapporti sociali? Ecco dunque che quando si parla di crisi della democrazia si deve intendere anzitutto la crisi dell’esperienza riformistica che ha subito uno scacco storico nella temperie della cosiddetta globalizzazione. Per contro, di un soggetto politico nuovo in un tempo nuovo, non v’è traccia; vale a dire di un soggetto politico che sia radicalmente alternativo, e dunque necessariamente e programmaticamente rivoluzionario quanto lo richieda l’ampiezza del cambiamento.

domenica 5 maggio 2019

La falce del tempo



Un tempo, ogni scolaretto sapeva che Napoleone da ragazzo ebbe a scrivere a riguardo di Sant’Elena: “Piccola isola nell’oceano Atlantico”. Sembrava proprio una storiella agiografica, ma in realtà essa racconta un fatto reale. Nel suo Atlante personale, lo studente Buonaparte scrisse effettivamente, a riguardo di Sant’Elena: “Piccola isola”.

Non so se Napoleone se ne rammentò quando la notizia della sua destinazione gli fu comunicata dall’ammiraglio Keith sabato 29 luglio 1815.

Come che sia, la sera del 2 agosto Napoleone invitò Las Cases, al quale in seguito detterà il Memoriale di Sant’Elena, nella sua cabina sulla nave inglese che li “ospitava”. Las Cases in passato era stato autore di un fortunato Atlante storico. Napoleone gli chiese notizie più precise sul posto verso il quale stavano per salpare. “Ma è proprio sicuro che io ci vada?”, si chiede all’improvviso Napoleone. Las Cases fruga tra i suoi ricordi di autore geografico. “Che potremmo fare in quel luogo sperduto?”, chiede ancora Napoleone. La risposta di Las Cases è pronta: “Vivremo del passato, Sire, c’è di che appagarci perché rileggerete voi stesso”. Napoleone comprende la situazione: “Bene! Scriveremo le nostre memorie”. E poco dopo: “Sì, bisognerà lavorare: anche il lavoro è la falce del tempo”.

Sant’Elena è effettivamente l’isola delle nebbie, un postaccio tutt’oggi. Pieno di topi, tra l’altro. Napoleone un giorno se ne ritroverà uno perfino dentro il suo celebre cappello bicorno.

*

Poteva finire diversamente la sua avventura? No, probabilmente. Tuttavia i dettagli sono importanti. La sua epopea avrebbe potuto chiudersi un po’ più in là e Waterloo rimanere un nome sconosciuto ai più.

Gli scontri di Quatre-Bras e Ligny non furono delle semplici schermaglie preliminari alla battaglia di Waterloo. Non lo furono per la violenza che essi rivelarono, per l’accanimento con il quale si combattè da entrambe le parti. Fece rabbrividire anche gli uomini più abituati osservare a sangue freddo gli orrori della guerra.

sabato 4 maggio 2019

Produttività del lavoro & salari



Sulla vexata quæstio produttività del lavoro & salari c’è una certa confusione sotto il cielo. La cosa non deve destare meraviglia visti i chiari di luna e che quasi a nessuno importa davvero. Provo dire due cose che abbiano senso e non siano troppo complicate, cioè partiamo da un esempio concreto letteralmente terra-terra.

Due cantieri edili dove si scavano delle fondamenta. Nel primo cantiere gli operai usano pala e piccone per scavare, nell’altro invece usano allo stesso scopo un mezzo meccanico, cioè una escavatrice. L’organizzazione del lavoro tra i due cantieri è diversa, poiché differenti sono i mezzi di lavoro e la quantità di manodopera necessaria. Nel secondo cantiere ciò si traduce in un netto risparmio di forza-lavoro dato dalla maggiore produttività del lavoro stesso grazie l’impiego di un mezzo tecnico incomparabilmente più evoluto di pala e piccone.

Infatti, a trarre vantaggio è l’impresa che effettua i lavori con tale macchina, poiché, pur investendo un maggiore capitale in mezzi di produzione, essa risparmia notevolmente sui costi della forza-lavoro, e in tal modo diventa più competitiva rispetto all’impresa che nello scavo impiega solo la forza delle braccia umane.

L’impresa meno competitiva non può far altro, per reggere in qualche modo la concorrenza “meccanizzata”, che ridurre i costi, anzitutto quelli salariali. Un tempo gli operai entravano in lotta a difesa dei salari, mentre oggi, di là di altre considerazioni, essi si trovano in una situazione di concorrenza sia con la manodopera immigrata e sia con imprese estere che a prezzi stracciati vincono gli appalti pubblici e privati.

Bisogna tener conto che il lavoro è parificato alle merci, e perciò è soggetto alle leggi che regolano il movimento generale dei prezzi, e che dunque il prezzo di mercato del lavoro, come quello di tutte le altre merci, si adatterà a lungo andare al suo valore.

In ultima analisi l’operaio non riceverà in media che il valore del suo lavoro, il quale si risolve nel valore della sua forza-lavoro, determinato a sua volta dal valore degli oggetti d'uso necessari per la sua conservazione e la sua riproduzione, valore che, infine, è regolato dalla quantità di lavoro necessaria per la loro produzione (*).

Se la quantità di lavoro necessaria per la produzione degli oggetti d'uso necessari per la conservazione e la riproduzione dell’operaio è data dal valore del suo lavoro con la pala e il piccone, va da sé che l’operaio dovrà lavorare per più tempo e con un salario più basso rispetto all’operaio che lavora con mezzi più moderni.

Per questo e altri motivi, parlare di salario minimo, tanto più a livello europeo, è alquanto stravagante. Il salario non è una variabile indipendente, piaccia o no, esso è correlato alla produttività del lavoro.


(*) Qui si astrae dal fatto che il valore della forza-lavoro è costituito da due elementi, di cui l'uno è unicamente fisico, l'altro storico/sociale, cioè secondo il tenore di vita tradizionale in ogni paese, ma anche questo, come vediamo anche ultimamente, è soggetto a scostamenti di congiuntura. Finora, nel tentativo di conservare fisicamente la “razza”, si stanno inventando un po’ di tutto in Italia e in Europa, compreso il reddito di cittadinanza e quello di sostegno alla povertà (non una novità storica), in ciò dimostrando: 1) cinismo; 2) illusorietà e stolidezza.