giovedì 21 gennaio 2021
Niente di nuovo
Se c’è chi pensa che con la nuova amministrazione i rapporti tra Usa e Cina cambieranno in
meglio, probabilmente si sbaglia. Lo conferma l’ex presidente della Fed, Janet Yellen, come
segretaria al Tesoro con il sostegno bipartisan (coadiuvata come vicesegretario da Adewale
Adeyemo, afroamericano nato in Nigeria e presidente della Fondazione Obama: i favori
vanno ricambiati), la quale martedì nella sua audizione in videoconferenza davanti alla
Commissione Finanze del Senato, durata tre ore ma in parte secretata, ha ribadito non solo
che l’aggressiva politica trumpiana nei confronti della Cina proseguirà, ma che anzi
s’inasprirà, e non solo nei confronti di Pechino, ma anche, per esempio, nei confronti delle criptovalute e
della relativa bolla, diventando queste valute un comodo capro espiatorio per colpire la hot
money asiatica.
mercoledì 20 gennaio 2021
Il paese di Sonia
Mi resta precluso l’interesse che molti mostrano di avere per ciò che succede oggi da qualche parte. Può essere che ciò sia dovuto alla mia ostinata incapacità di sperare qualcosa di buono dalle classi dirigenti, che hanno come primo obiettivo quello di conservare lo status quo e cioè se stesse e il loro potere.
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I panorami montani sono in genere molto belli, talvolta di una suggestione perfino eccessiva. Per quanto mi riguarda, stare tra i monti può provocarmi malinconia e finanche uno stato d’ansia. Già quando a suo tempo m’addentravo da Riva o Torbole verso Arco, in bici, il mio umore ne risentiva. Ho trascorso la mia infanzia e adolescenza tra barene lacustri e il mare, e mi sento a mio agio solo se tra me e l’orizzonte si estende un ampio spazio d’acqua.
Questa mia idiosincrasia per la montagna potrebbe spiegarsi in connessione con il mio ascendente zodiacale (pesci rossi), più verosimilmente con le mie vacanze estive tra i monti cadorini, esperienze non felici. L’esordio risale a quando avevo circa otto anni, poco prima del Vajont e non lontano da quel tragico sito. L’unica reminiscenza positiva è quella del “torrente” (in realtà il Piave!), abbastanza profondo da poterci sguazzare, pur se in acque gelide.
Sempre in tema di montagna, un po’ di anni or sono, in una serata di cielo straordinariamente limpido, stavamo girovagando sull’Altopiano dei sette comuni quando approdammo in una località da cui si poteva apprezzare la sottostante pianura veneta. Di lì si colgono distintamente le luci notturne di Bassano, a destra quelle di Vicenza, a sud Padova e gli Euganei, ad est Cittadella, Castelfranco e più in basso il bagliore di Mestre e forse di Venezia.
Ci sedemmo a tavola, fu servito un dimenticabile risotto ai finferli accompagnato da un nero troppo tannico. Gli amici mi raccontarono che molto tempo prima era giunta in quel paese una lunga teoria di grosse auto, da una delle quali scese una signora, una figura misteriosa in un sari color glicine. Cosa che non mi capita spesso, colsi subito il motivo di quella visita: sapevo che Sonia era originaria del vicentino, ma ignoravo fosse nata a Lusiana.
Sonia Maino nacque nel 1946, bambina si trasferì con la famiglia ad Orbassano. Il resto della storia è abbastanza noto: divenne la nuora di Indira. Forse meno noto è che tra Indira Gandhi e il Mahatma, non c’era alcun grado di parentela. Va tenuto presente che Gandhi, secondo diverse grafie, è un cognome molto comune in India, una specie di Rossi nostrano: Mario Gandhi!
Indira Gandhi fu l’unica figlia del Primo ministro indiano Jawaharlal Nehru, il quale da giovane, prima di diventare un acceso indipendentista e scontare molte pene detentive, aveva studiato al Trinity College di Cambridge. In seguito, tra Nehru e Edwina Ashley Mountbatten, moglie del viceré dell’India, venne a stabilirsi un’amicizia molto intima, forse anche sentimentale. Nehru mandò la fregata Trishul a presenziare alla cerimonia con cui il feretro di Edwina fu deposto in mare nel canale della Manica.
Anche Indira studiò in Inghilterra, a Oxford, da cui fu allontanata, non solo per cattiva condotta come dice Wikipedia, ma anche per i non brillanti risultati negli studi. Sposò il politico e giornalista Feroze Ghandy (dal quale si separò nel 1957 e rimase vedova nel 1960), che su richiesta del Mahtama mutò la grafia del cognome in quella di Gandhi. Uno dei due figli di Indira e Feroze, Rajiv Gandhi, nel 1968 sposò Sonia Maino, la quale in seguito occupò il seggio del collegio elettorale del defunto suocero nel 2004, 2009, 2014 e 2019.
martedì 19 gennaio 2021
Davvero?
Si può pensare che quell’accolta di scioperati, costituita in gran parte da gente senza arte né parte, possa rinunciare a circa 350.000 euro netti di emolumenti fissi, garantiti per i prossimi due anni, e altri privilegi non trascurabili, per andare (o rischiare di andare) ad elezioni anticipate? I bei discorsi sui princìpi e robe così, non mettono il pane sulla tavola. Il resto sono stupidaggini per gli elettori. A fronte dela nuova legge sulla riduzione dei parlamentari, la legislatura è assicurata fino a scadenza naturale (2023), e ciò anche se per loro felice ipotesi tale scadenza fosse tra vent’anni. Sta a cuore a tutti i “peones”.
