Ogni epoca ha circostanze peculiari, la storia si ripete, ma mai allo stesso modo. Una farsa è qualcosa di diverso da una tragedia. Per esempio, stiamo assistendo alla disintegrazione dello Stato-nazione, guidata dalla destra statunitense e dagli oligarchi della tecnologia. Tuttavia non è difficile riconoscere certi elementi strutturali del passato che ricorrono regolarmente, stante anche il fatto che la sostanza dei rapporti sociali non muta e gli interessi economici restano chiaramente la forza trainante del processo storico.
L’antifascismo non riguarda solo il passato, ma ancor di più il presente e il futuro. L’Europa è il luogo più importante in gioco: i reazionari useranno l’Europa per realizzare il loro disegno; è qui che si raccontano le bugie più grandi; è in l’Europa che vogliono verificare se sono in grado di vincere.
Le elezioni presidenziali tedesche del 1932 si tennero in due turni: il 13 marzo e il 10 aprile. Inizialmente si presentarono cinque candidati, tra cui il presidente in carica Paul von Hindenburg, Adolf Hitler (NSDAP) e il comunista Ernst Thälmann (KPD). La SPD invocò l’elezione di Hindenburg con lo slogan “Battete Hitler!”, mentre Thälmann fece campagna elettorale con lo slogan “Chi vota per Hindenburg vota per Hitler, chi vota per Hitler vota per la guerra”. Il 25 febbraio Hitler aveva ricevuta la cittadinanza tedesca.
Al secondo turno, rimasero in lizza solo i tre candidati sopra menzionati. Il vincitore fu ... Alle elezioni del novembre 1932, i socialdemocratici (SPD) ottennero 121 seggi e i comunisti (KPD) 100. Hitler, pur perdendo quasi due milioni di voti rispetto alle elezioni precedenti, ottenne 196 seggi. La differenza in termini di seggi la fecero i partiti del blocco cattolico e reazionario: cattolici (70 + 20) e nazionalisti (50). Nel gennaio 1933, Hindenburg nominò Hitler cancelliere.
Le prossime elezioni politiche in Germania sono previste al più tardi per il marzo 2029. Ne sortirà una coalizione di estrema destra e centro conservatore cattolico. In Francia, il prossimo anno sarà eletto un presidente della Repubblica ancora più a destra di Macron. In Italia, chiunque vinca le elezioni politiche del prossimo anno, non cambierà nulla. A prevalere saranno comunque gli interessi della lobby industriale-bancaria, della speculazione finanziaria e immobiliare, quelli delle mafie e delle cliniche, quelli delle caste.
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