lunedì 1 febbraio 2016

Il gusto di essere un coglione


Il lunedì è giorno di svago, leggo sui giornali i deliri, i messaggi paranoici che parlano chi li parla, senza alcun raccordo con la vita reale. Arroganti e intimidatori. Tra questi, leggo di quel tale che gode all’asserzione thatcheriana “Non conosco la società, conosco soltanto individui”. Dove mai hai conosciuto degli individui? Allo zoo puoi conoscere degli individui. Già quando al mattino suona la sveglia è la società che chiama, che dà la regola. Quando trangugi la colazione e leggi il giornale è la società che fornisce la materia e ti dice di quale ambiente linguistico, politico, economico, estetico, etico, psicologico e dunque sociale fai parte. La nostra identità è un’identità collettiva! L’individuo è un’astrazione, un mito come quello di Tarzan.


Peraltro questo grosso coglione che gode all’asserzione thatcheriana, non si rende conto, quale scribacchino remunerato a peso, di essere agente di un’irradiazione multimediale sistematica fatta di significati e di programmi di comportamento ufficiali e autorizzati che nulla hanno a che fare con l’individualismo di cui dice di essere propugnatore. È lo sfruttamento di milioni di uomini, donne, vecchi e bambini, il nuovo schiavismo che si configura come la forma neoclassica dello schiavismo, ossia come sua forma compiuta e totale, che permette a figure sociali porche come la sua di coltivare e propagandare il “gusto l’individualismo”.

P.S. :

Feuerbach risolve l'essere religioso nell'essere umano. Ma l'essere umano non è un'astrazione immanente all'individuo singolo. Nella sua realtà, esso è l'insieme dei rapporti sociali. Feuerbach, che non s'addentra nella critica di questo essere reale, è perciò costretto: a fare astrazione dal corso della storia, a fissare il sentimento religioso per sé e a presupporre un individuo umano astratto, isolato; per lui perciò l'essere umano può essere concepito solo come "specie", come generalità interna, muta, che unisce in modo puramente naturale la molteplicità degli individui (K.Marx, VI Tesi su Feuerbach).

13 commenti:

  1. oh cacchio, chi mai è costui ?
    Onde evitare di leggere tutti i giornali , dicci almeno il giornale !

    Caino

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    1. Giuliano Ferrara sul Domenicale di ieri.

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  2. Ci sarà forse una terza via futura tra l'individualismo degli sfruttatori e il subendo collettivismo attuale. Lo spazio di scelta è infatti misero ma non trovarsi costretti a trangugiare la colazione e a leggere i giornali nel contempo, alzarsi e sentire gli uccellini nel prato piuttosto che avere dinnanzi a casa due bar e gli autocarri della spazzatura alle cinque del mattino non è la stessa cosa.
    E siccome si vive una volta sola..............
    Lunedi,giorno di svago.

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  3. l'individualismo degli sfruttatori e il subendo schiavismo di tutti gli altri. tu non cerchi una terza via, ma solo i vantaggi di sessantenni in pensione che vivono in campagna.

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  4. Posto che subisco la nettezza urbana e non i gorgheggi e che mancano nel conto un pò di anni, che resta? Andiamo in due davanti a Palazzo Chigi con le molotov o tentiamo la scalata a Black Rock?
    Nell'intervallo di cazzeggio di tastiera attendiamo i giovani.

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  5. In genere bastano due puntini. Prima che la gallina torni in su la via..a razzolar sull'aia..ove bisogna aver cura a non pestar..
    Tradotto : l'aia è bella ,ma bisogna ricordarsi di non pestar la merda..

    Caino

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  6. "L'individuo è un'astrazione" è un bel concetto idealistico che ha permesso alle varie nomenklature sovietiche di far fuori tranquillamente migliaia di persone.
    Questo simpatico concetto, l'individuo è un'astrazione sociale, ha consentito infamie di ogni tipo, per tutto il novecento.
    Quello che manca è una filosofia di vera liberazione dell'individuo, che non cada nel vuoto individualismo capitalista e nemmeno nel vortice di un collettivismo che inghiotte ogni forma di slancio personale.
    Non c'è una terza via. Non ancora. Prima non c'è mai stata.
    Se ci puntassero una pistola alla tempia, voglio vedere chi si noi si riterrebbe una semplice astrazione sociale.

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    1. 1. A me pare che lei non abbia compreso un tubo di ciò che ho scritto e di ciò che ho inteso dire. Non ho mai scritto dell’individuo come “una semplice astrazione sociale”, al contrario. È pacifico che l’individuo non è un’astrazione se non come individuo isolato dal mondo. L’uomo è anzitutto un essere SOCIALE. Il riferimento a Tarzan mi pareva eloquente, evidentemente non per lei.
      2. quando la smetteremo di tirare in ballo le nomenklature sovietiche che non c’entrano nulla né con marx e tantomeno col comunismo?
      3. non manca per nulla una “filosofia” di vera liberazione dell'individuo, però bisogna mettersi in testa, cari idealisti, che l’individuo di per sé, proprio perché inesistente, proprio perché un’astrazione, non si libera di un beato nulla se non come essere sociale, e dunque come TOTALITA’, concetto che non ha nulla a che vedere con il collettivismo di stampo stalinista e simili.

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    2. ma quale terza via? Hic Rhodus hic salta! è esclusivamente in questo cattivo presente (metafisiche comprese) che alligna,a vederla, la possibilità del suo ribaltamento

      se questo è un uomo... «Queste totalità agiscono reciprocamente come complessi, come aggregati di forze, dato che l’individuo qui conta soltanto come elemento di una forza sociale, come atomo di una massa»

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    3. 1. A me pare che lei non abbia capito che invece ho capito benissimo cosa ha inteso scrivere. Al contrario, è lei che non ha capito (e come potrebbe?) l'obiezione.
      Questo perché da buon idealista (e il marxismo, come ha sottolineato Preve, è una delle forme dell’idealismo tedesco) lei vede, volente o nolente, l'individuo come una "idea". Il determinismo marxista ha fatto danni e continua ancora a farli, vedo. L'uomo è anzitutto un animale SOCIALE certo, e chi lo nega? Ma in sé ha qualcosa che non è riducibile al semplice appartenere a un "determinato" contesto storico economico. E' per questo che la Storia (maiuscola in onore del Concetto) non è prevedibile MAI. Per capirlo i marxisti ci hanno messo anni. Ma l'illusione permane tenace.
      2. Mi spiace, non si finirà MAI di nominare le nomenklature sovietiche, proprio come i nostalgici non finiranno MAI di dire che con Marx e il comunismo non ci avevano niente a che fare. Si rassegni.
      3. Idealista mi sa che è lei, nell'accezione filosofica del termine. Non esiste una filosofia di liberazione dell'individuo, in quanto non si capisce bene da cosa l'individuo debba essere liberato, se non dalla miseria: altrimenti iniziamo a sconfinare nel metafisico - spirituale. Dovremmo quindi cominciare ad auspicare un "uomo nuovo", creando normative che alla lunga portano solo guai. Dire che ci si può liberare dalla miseria solo come TOTALITA'
      è ancora fare un'affermazione idealistica.
      E' l'ennesima dimostrazione dell'origine millenaristica del marxismo. Totalità o morte: il millennio prossimo venturo dove il lupo si pascerà con l'agnello e, come direbbe Woody Allen, l'agnello dormirà ben poco.

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  7. a me Ferrara diverte, in Italia abbiamo pochi falchi, anche se non dotati della vista tipica, ma almeno lui non mi macina i cabasisi con la stucchevole grande narrazione delle tante colombe


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    1. concordo. è un reazionario senza infingimenti.

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