giovedì 14 gennaio 2016

Filibustieri bugiardi, ma non sempre


Possiamo difendere l’attuale sistema, ma per farlo dobbiamo usare parole totalmente mistificatorie. Prendiamo ad esempio il termine “mobilità”. Significa licenziamento, ossia togliere il lavoro e dunque anzitutto i mezzi di sostentamento a un salariato e alla sua famiglia. E ciò senza voler entrare nel merito della “causa” alla quale fa capo la decisione di tale licenziamento, poiché anche se la causa è ritenuta “giusta” andrebbe però indagato per chi è giusta.

L’uguale diritto in materia di rapporto tra capitale e lavoro è mera finzione e solo dei fraudolenti o degli imbecilli totali possono negarlo.

Poi c’è l’impiego massiccio della lingua inglese per mascherare l’imbroglio, come un tempo c’era il latino per tutelare i privilegi e i soprusi. Ciò denota l'incapacità del sistema di affrontare onestamente una sola questione sociale usando un linguaggio veritiero e corrispondente alle cose. Tutto ciò che noi sentiamo dire a proposito dell’economia non ha alcun riscontro con la realtà ed è mistificato con l’impiego di linguaggi fasulli e statistiche manipolate.

Con una significativa, seppur parziale, eccezione ...



Friedrich Hayek, premio Nobel e Mosè del capitalismo, proponeva, negli anni Ottanta, di escludere dal diritto di voto i disoccupati, i pensionati, i dipendenti pubblici e chi riceve sussidi o altri supporti finanziari dallo Stato o da Enti. Dimostrava il coraggio di parlare chiaro, di saper bene quali interessi rappresentava e come andassero difesi.

Hayek era apprezzato – chi l’avrebbe mai sospettato – da Margaret Thatcher, che a suo tempo aveva letto The Constitution of Liberty, e di fronte ai suoi ministri litigiosi sbatteva il grosso tomo sul tavolo esclamando: «Basta signori, è inutile dividersi. La nostra bibbia è contenuta in questo libro. Esso ci indicherà la strada!».


Hayek a proposito della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948, l’aveva definita come un documento che manifestava l’influenza del comunismo presso le democrazie occidentali. È la stessa accusa riecheggiata nei nostri anni più recenti a proposito della Costituzione italiana. Ora per fortuna c’è il ragazzo giusto per pulire il tavolo. Diamogli tempo e fiducia.

7 commenti:

  1. anche le parole sono merci, prezzo e valore sono relativi

    quello che è indicibile è che non può stare in piedi per i propri nessi logici interni

    da tempo stimo i falchi mentre le colombe, bhe quelle neanche perdo tempo ad impallinarle

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    1. molto giusto, in un mondo mercificato anche le parole sono merci, e direi qualcosa di più: non c'è ideologia senza linguaggio e d'altra parte ogni segno, come ogni sistema di segni, è vittima obbligata delle accentuazioni ideologiche impostegli dagli attori del rapporto sociale

      del resto, come ben sai, quell'ipocondriaco di Treviri scriveva a 28 anni:

      La coscienza non può mai essere qualche cosa di diverso dall’essere cosciente, e l’essere degli uomini è il processo reale della loro vita8. Se nell’intera ideologia gli uomini e i loro rapporti appaiono capovolti come in una camera oscura, questo fenomeno deriva dal processo storico della loro vita, proprio come il capovolgimento degli oggetti sulla retina deriva dal loro immediato processo fisico.

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  2. ...quello che è indicibile è che questa baracca non può stare in piedi....

    sì, dalla citazione deduco che la distinzione tra struttura e sovrastruttura è formale e che il Capitale, nel suo attuale compimento, non si erge "di fronte a noi" ma ci è per lo più "alle spalle", invisibile alle armi della critica che non ne coglie la totalità ma solo singoli aspetti decorrelati

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    1. quella turba che se ne va di retro a’ vostri terghi

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  3. Mi chiedevo quali meccanismi statali intervengono se si suppone che la polizia francese non ha nessun interesse a colpire una propria multinazionale. Lo Stato non funziona come salvaguardia degli interessi economici del proprio capitalismo? saluti

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  4. Ciao Olympe conosci questo doc? http://agorastrea.dyndns.info/videos/153/the-trap/

    parla di Hayek e di John Nash e la Teoria dei GIochi

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