sabato 11 aprile 2020

Sanno quanto sia pericoloso


Figuriamoci se non sono d’accordo che si riaprono le librerie, e magari anche molto altro, e però ci si rifiuta di ammettere che in Italia oltre il 70% di persone non leggono affatto. Poi si chiede a questo stesso popolo di avere un’opinione politica competente per votare, per giudicare questo e quell’altro. Ipocrisia. In realtà fa agio a chi comanda che questo popolo si affidi alla televisione, semplice spettatore di tutti coloro che lo ingannano e gli parlano in suo nome. Sarebbe invece tempo che questo popolo desse a Cesare quel che è di Cesare: ventitré colpi di pugnale.

Tuttavia bisogna prendere atto che non viviamo in tempi intelligenti, e non dobbiamo stupire che delle assolute mediocrità siano deputate a far fronte alle difficoltà che la realtà presenta. Questa gentaglia (come altro definirla?) prende con ardore e concitazione la parola per eiaculare a turno o tutta insieme la propria soluzione. E se qualche volta questi tribuni appaiono sinceri è perché quando la paura ha varcato un certo limite, il coraggio e la viltà producono per qualche istante effetti simili.

Sanno quanto la loro posizione di usurpatori sia fragile e provvisoria, e sanno quanto sia pericoloso che la società possa diventare, costrettavi, più esperta e intelligente; quanto possa nuocere loro che la società civile nel suo insieme, non appena ognuno comprende di non avere alcun potere sulla propria vita, possa rimettersi in gioco e decidere di non aver più bisogno di mediazioni.


Il giro di vite (*)


Gli appetiti sessuali del re Edoardo VII furono altrettanto famosi di quelli gastronomici (pranzi pantagruelici di decine di portate). Anche come principe di Galles ebbe delle amanti, tra le quali la più nota fu l’attrice Nellie Cliffden. Quanto al cosiddetto set di Marlborough House, era costituito da una cricca di uomini e donne alla moda che ruotava attorno alla corte del principe e dove, si diceva, si praticava lo scambio di coppia. Edoardo, incallito giocatore di baccarat (illegale in G.B.), non disdegnava nemmeno i bordelli, come il famosissimo Le Chabanais diretto da M.me Kelly, dove gli fu assegnata una propria camera, decorata con il suo stemma, e dotata di una siège d’amour o chaise de volupté, commissionata dal principe di Galles a Louis Soubrier, artigiano ed ebanista in Faubourg-Saint-Antoine.

Nelle memorie di Maria Pansa, moglie dell’ambasciatore italiano a Londra (1901-1906), delle quali ho riferito di recente, è raccontato, in modo molto misurato, un gustoso episodio che ha per protagonista Edoardo VII:

«Verso la fine della season  riceviamo un curioso invito a pranzo dal lord Farquahr “to meet his Majesty the King e Mrs. Keppel”  (amica del re). Infatti andiamo a questo pranzo: vari invitati diplomatici, società ecc.. Il re molto accogliente, e la sua amica, rimangono un po’ appartati dal resto degli invitati. Dopo pranzo c’è pure il maestro Tosti; il re gli domanda di suonare e di cantare. Vedo ancora il quadro. Su un piccolo divano contro il muro, il re e Mrs. Keppel. Davanti a loro il pianoforte con Tosti che suona e canta; in piedi a destra di Tosti, il marito Mr. Keppel che volta le pagine della musica!»

Chi era questa Keppel, amante di Edoardo VII?

Alice Edmonstone fu una delle più belle donne della sua epoca, anche a giudicare da un suo ritratto. Scozzese, nata nel 1868, figlia di un ammiraglio, il 1º giugno 1891 sposò George Keppel, figlio del VII conte di Albemarle, militare di carriera. Ebbero due figlie, Violet Trefusis (1894-1972), scrittrice e saggista (I papagalli sull'Arno), amica di Proust, nota tra l’altro per essere stata l’amante di Vita (Victoria) Sackville-West (Anime gitane. Lettere d'amore a V.S.-W., Ediz. Archinto), a sua volta ricordata per la sua relazione tempestosa con Virginia Woolf (Vita era la moglie di Harold Nicolson, celebre diplomatico e scrittore: A Margine. Diario 1930-1964, Il Mulino). Pare che Violet fosse figlia biologica di Ernest Beckett, politico e banchiere inglese (Michael Holroyd gli ha dedicato una biografia). L’altra figlia, di cui si dirà, si chiamava Sonia Rosemary (1900-1986), e diventerà col matrimonio baronessa di Ashcombe.

Nel 1897, a 29 anni, Alice Keppel incontrò Edoardo, allora principe di Galles e già sposato con Alexandra di Danimarca dal 1863. Il principe ne fece subito la sua favorita e la sua amante semi-ufficiale, che mantenne anche quando salì al trono e fino alla morte (1910). Il consulente finanziario del re, Sir Ernest Cassel, consigliò ad Alice alcuni investimenti che la resero ricca. Alice e le figlie accompagnarono il re nelle sue visite annuali a Biarritz.

Dopo la morte di Edoardo VII, la famiglia Keppel trascorse due anni in viaggio tra l’Italia, Algeri, Estremo Oriente e Ceylon. Al ritorno in Gran Bretagna, i coniugi comprarono una nuova casa a Londra, ma poi si trasferirono in Italia, dove negli anni Venti comprarono Villa dell’Ombrellino nei pressi di Firenze, e lì vissero, salvo la parentesi del II conflitto mondiale, per il resto della loro vita. La villa era stata la casa dello scienziato Galileo Galilei, di un breve soggiorno del poeta Ugo Foscolo e dello studioso Charles Eliot Norton.

L’11 settembre 1947, Alice Keppel morì di cirrosi epatica. George Keppel la seguì poco dopo. Entrambi sono sepolti nel cimitero degli Allori a Firenze, ivi anche le ceneri della figlia Violet.

Nel 1947 la villa fu ereditata dalla figlia Violet. Era stata la contessa Teresa Spinelli Albizi, agli inizi dell’Ottocento, a ristrutturarla totalmente, facendo collocare sulla grande terrazza giardino che guarda verso Firenze una sorta di parasole in ferro a forma di ombrello cinese che diede il nuovo nome alla villa. Con Violet la residenza divenne per oltre trenta anni non solo un luogo affascinante e suggestivo, ma anche una meta per intellettuali, aristocratici e nomi illustri: Winston Churchill dipinge dalle terrazze il panorama su Firenze; ospiterà, tra gli altri, François Mitterrand, non ancora presidente della Repubblica francese.

Due mesi prima della morte di Alice, nasceva una sua pronipote, Camilla. Infatti, la sorella minore di Violet Trefusis, la baronessa Ashcombe, figlia putativa di Edoardo VII, fu la nonna di Camilla Parker-Bowles, dapprima amante e poi seconda moglie di Carlo, attuale principe di Galles. Pertanto, le due donne, Alice e la pronipote Camilla, a distanza di quasi un secolo, divennero entrambe amanti di un principe di Galles.

(*) Il titolo del post allude al romanzo di Henry James, inquietante ma godibile, e soprattutto meno “faticoso” di certi altri suoi lavori.

venerdì 10 aprile 2020

Ricapitolando


Fa un certo effetto sentire il presidente del Consiglio dei Ministri chiamare ripetutamente in causa la scienza, dopo che pubblicamente si è dichiarato un fedelissimo di padre Pio, al secolo Francesco Forgione, millantatore di “miracoli” sbugiardato tra gli altri anche da padre Gemelli che su di lui ebbe ad indagare su mandato vaticano.

Non fa invece più alcun effetto sentire gli appelli del dottor Roberto Burioni a proposito del virus Covid-19, dopo aver sostenuto che avrebbe avuto più senso preoccuparsi degli asteroidi.

Il dottor Burioni, quasi due mesi dopo, sostenne a sua difesa:


Laddove scrive “20 gennaio” si tratta del 20 febbraio (un lapsus eloquente?). Sia chiaro, per quanto riguarda simili faccende, tutti possiamo sbagliare ma questi errori di comunicazione pubblica non sono consentiti a chi per mestiere fa il virologo e l’infettivologo, proprio alla luce di quanto stava avvenendo in Cina e stante la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale del 31 gennaio. Non in Cina, ma in Italia (già alla fine di gennaio si registravano i primi ricoveri, due turisti cinesi).

Al momento questa epidemia virale si dimostra per la maggioranza dei contagiati anche più blanda di una normale influenza (vorrei ricordare al riguardo quella del 1957 e poi quella del 1969-70 che misero a letto decine di milioni d’italiani). Per una percentuale non ancora stimabile essa si presenta con sintomi più seri ma non molto dissimili da quelli di un’influenza. Per una piccola percentuale di casi, anch’essa ancora non stimabile, il virus può evolvere in una polmonite grave, dagli esiti fatali soprattutto per persone in età molto avanzata e con a carico altre patologie pregresse. In alcuni casi, finora rari, il contagio può rilevarsi letale anche in soggetti più giovani e non affetti da altre patologie. Penso che per questi casi si tratterà di stabilire il livello di carica virale, che varia secondo il grado di esposizione, contro cui ha dovuto lottare il sistema immunitario del soggetto.

Altro discorso, fondamentale per comprendere cos’è successo e quanto tutt’ora accade, andrebbe fatto per quanto riguarda i ritardi e gli errori innumerevoli compiuti e che si stanno tutt’ora compiendo, non solo in Italia per  la verità, avendo di fatto come unica strategia di contrasto quella del distanziamento interpersonale. Ecco dunque come un’epidemia che poteva essere meglio contenuta, con costi umani ed economici decisamente minori, è stata trasformata in un disastro epocale e in una paranoia collettiva insufflata dai media e da “autorità” il cui livello di capacità direttiva e competenza amministrativa si rivela ogni giorno di più ben al di sotto di quanto richiesto dalla situazione.

Queste mie opinioni, espresse negli ultimi 45 giorni, sono perlopiù considerate irricevibili ed eretiche, non basate sui fatti e soprattutto avulse dai dati statistici, quindi irresponsabili e denotate da ignoranza. E dunque non resta che aspettare e dedicarsi ad altro.

giovedì 9 aprile 2020

C’è da chiedersi se ...


Non se ne parla molto, ma un fatto indiscutibile emerge da questa nuova situazione, vale a dire l’insostenibilità di un sistema economico e sociale che ha fatto del mercato, cioè degli interessi del capitale privato, la sua stella polare. Del resto non ci voleva questa pandemia per mettere in luce che il mercato senza l’intervento massiccio degli Stati e segnatamente delle banche centrali sarebbe fallito irrimediabilmente da molto tempo. Possiamo dire dunque che l’epidemia virale ha reso macroscopica e generale questa contraddizione.

Ciò che si teme oggi, dal lato economico e della tenuta sociale, è l’esplosione di una crisi senza precedenti, non esclusa una rivolta generale contro un sistema sociale la cui palese irrazionalità e ingiustizia diventa evidente ogni giorno di più. Anche le persone più aliene al cambiamento comprendono che l’andazzo è stato tollerato anche troppo, che tutto l’impianto merita di essere riveduto e corretto.

Così come alla fine del XVIII secolo le carestie e la fame posero in evidenza l’irrazionalità dell’ancien régime, ossia l’impossibilità di continuare allo stesso modo, così oggi il contrasto tra le enormi potenzialità di una società sviluppata tecnologicamente e il miserabile fallimento nel far fronte al contagio dell’epidemia (pensiamo solo al caso delle mascherine) e alle sue generali conseguenze, pone in evidenza l’insostenibilità e la pericolosità di un sistema soggiogato agli interessi di una minoranza.

A tal punto si sono estese le pretese dei proprietari del mondo, che i diritti delle comunità si sono quasi del tutto estinti. Non è esagerato affermare che la prosperità, il benessere, la libertà di gran parte della popolazione è alla mercé di un pugno di proprietari che antepongono i propri interessi a quelli dell’umanità. Tutto ciò ci pone di fronte all’urgenza di un cambiamento sociale radicale.

C’è da chiedersi se i padroni del mondo sapranno ancora una volta volgere a proprio favore la richiesta di cambiamento, se ci faremo ingannare dando credito alle loro parole, quelle che ci giungono attraverso i media dei quali sono proprietari e controllori. Dunque se ancora  una volta ci pigeranno in una scatola come sardine, sempre se non metteranno in scena un nuovo massacro generale da far passare come tributo di sangue alla Patria!

mercoledì 8 aprile 2020

Favole e baldoria



Sembra che ci siano due mondi diversi, non da oggi per la verità. Quello basato sulla realtà e l’altro sulla finzione. In questo periodo si sta esagerando più del solito, e non mi riferisco solo ai media incaricati di descriverci un mondo fiabesco.

Nel mondo reale, le attività economiche a livello mondiale sono ferme o quasi. Per la dimensione del fenomeno siamo a un inedito per quanto riguarda il nostro tempo. Invece nel mondo delle Borse e della finanza globali prevale tra gli investitori un clima di euforia incontrollabile che, come un’orgia durante un funerale, sposta miliardi di azioni e porta il Dow Jones Industrial Average a segnare quasi un più 7,5 per cento, com’è successo l’altro ieri, il DAX tedesco a più 6 e il FTSE britannico a più 3, performance per questi ultimi proseguita anche ieri.

La Cina fatica a riprendersi, gli Usa si aspettano una recessione tra le più brutte della loro storia, l’India, con il 17 per cento della popolazione mondiale, è bloccata, l’Europa non sta messa meglio, eccetera. Che cosa motiva questa celebrazione vergognosa e spudorata? I milioni di posti di lavoro persi e la contrazione complessiva dell’economia che segna nuovi record storici?

Alla crisi economica s’aggiunge quella sanitaria, anzi, è vero il contrario ma il risultato è lo stesso. Esempio: ci si sarebbe aspettati che l’ospedalizzazione di un primo ministro a Londra, il centro finanziario d’Europa, avrebbe mandato la borsa al tappeto quando è stata aperta lunedì mattina, ma non è successo niente del genere.

Forse gli operatori finanziari sanno qualcosa che a noi è ignoto, altrimenti come spiegare questa euforia? Salvo il fatto che sono convinti che le banche centrali continueranno a sostenere le attività speculative con miliardi di miliardi di denaro pressoché gratuito, e che le grandi società continueranno con i riacquisti massicci di azioni proprie. Vero è anche che ogni giorno vengono prodotti digitalmente decine di miliardi di euro e di dollari per acquistare debito da banche e società.

Sarà che penso secondo vecchi schemi, tuttavia il castello di capitale fittizio, ossia la ricchezza creata attraverso l’espansione massiccia del credito e del debito, non può reggere all’infinito in modo svincolato dal processo produttivo, ossia quel processo reale che sta a fondamento della società. Pertanto mi chiedo quanto a lungo potrà durare questa baldoria senza che venga giù tutto e di brutto. Tuttavia pensiamo con ottimismo (come del resto quelli che credono tutto ciò non c’entri nulla con la loro vita) sennò aggiungiamo altra tristezza alle nostre giornate.