venerdì 5 ottobre 2018

Sulla differenza tra calendario giuliano e gregoriano


Calcolare il tempo con la maggiore accuratezza possibile è stato per ogni civiltà uno scopo fondamentale. Più la società si sviluppava e più cresceva la richiesta di precisione, in modo da poter organizzare le varie attività, non ultime quelle religiose. 

Il problema di ogni sistema di datazione è quello di far coincidere l’anno civile con quello solare, ossia con l’anno astronomico o tropico (è il periodo di tempo che intercorre tra due ritorni consecutivi del Sole allo stesso punto equinoziale: 365 gg., 5 ore, 48 minuti e 46 secondi).

Il calendario romano (cioè quello istituito da Numa Pompilio e in vigore fino a Caio Giulio Cesare) tentava di regolare l’anno sulla lunghezza media corrispondente alla durata del corso solare, con un ciclo quadriennale di 355 + 378 + 355 + 377 = 1465 giorni, cioè in media 366 e ¼ contro i 365 e ¼ circa dell’anno astronomico, cosicché il calendario ogni quattro anni restava arretrato di un giorno rispetto alla stagione.

Questo errore si spiega col fatto che non è per nulla semplice stabilire l'esatta durata dell’anno solare: se Erodoto compì errori di calcolo al riguardo, se l’astronomo Arpalo al tempo di Serse considerava 365 giorni e 13 ore, ed Ennio infine, verso il 190 a.C., 366 giorni, non ci deve meravigliare che i romani abbiano a loro volta sbagliato il calendario di circa un giorno ogni 4 anni.

Una buona soluzione fu quella stabilita dal calendario giuliano (a cominciare dal 45 dell'evo classico), con l’introduzione dell’anno bisestile nel ciclo quadriennale (*). L'inizio dell'anno fu portato al 1° gennaio. Nel Medioevo poi il primo giorno dell'anno cambiò spesso.

Si stabilì che un anno ogni quattro fosse bisestile: in questo modo la durata media dell'anno giuliano risultava di 365 giorni e un quarto. Ne consegue che il calendario giuliano è ciclico ogni 4 anni, equivalenti a 365 × 4 + 1 = 1.461 giorni. Considerando anche i giorni della settimana, il calendario giuliano è ciclico ogni 1.461 × 7 = 10.227 giorni che equivalgono a 4 × 7 = 28 anni (questo perché 1.461 non è divisibile per 7). La differenza con l'anno tropico risulta così di soli 11 minuti e 14 secondi circa, una precisione molto accurata per l'epoca.

Questa differenza di 11' e 14", pari a circa un centesimo di giorno, si accumulava col passare dei secoli, per cui la data d'inizio delle stagioni (gli equinozi) si spostava man mano all'indietro (si perdeva un giorno ogni 128 anni circa). Conseguenza, ad esempio, fu che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche, non risultava più cominciare il 21 marzo, ma già l’11 marzo nel 1582 quando fu introdotta la riforma gregoriana.

Papa Gregorio XIII, subito dopo il suo insediamento, s’impegnò di attuare i decreti varati dalle varie sezioni del Concilio di Trento, tra i quali uno di essi richiamava quanto stabilito dal Concilio di Nicea, nel 325, ossia che la Pasqua doveva essere celebrata la domenica seguente il plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Fino ad allora, per effetto del calendario giuliano, la Pasqua veniva a cadere nella data sbagliata, e di conseguenza erano sbagliati anche i periodi liturgici collegati alla Pasqua, e cioè la Quaresima e la Pentecoste.

La commissione vaticana incaricata di riformare il calendario, la scuola di matematica del Collegio Romano, della quale facevano parte, tra gli altri, Cristoforo Clavio e Giuseppe Moleti, si concentrò su un ingegnoso progetto di riforma del calendario che era stato elaborato da Luigi Lilio. Il progetto, presentato dal fratello Antonio, permetteva di mantenere l’equinozio di primavera in una data fissa e certa, il 21 marzo, e ciò consentiva di determinare con precisione la data della Pasqua.

Gregorio XIII, a Mondragone, con la bolla Inter gravissimas pastoralis officii nostri curas, promulgò il nuovo calendario il 24 febbraio 1582. 

La sostanziale differenza tra il calendario giuliano e quello gregoriano, non è altro che una nuova (e semplice da comprendere) regola delle intercalazioni.

Fu decretato che si mantenesse la regola giuliana dell'introduzione di un anno bisestile ogni 4 anni (cioè di 366 giorni), ma che si cancellassero 3 giorni ogni 400 anni, ossia gli anni secolari, che nel calendario giuliano erano tutti bisestili. Tali anni secolari divennero anni comuni di 365 giorni, tranne quelli divisibili per quattro, che rimasero bisestili. In tal modo l’anno civile medio è quasi esattamente uguale a quello tropico (**), cioè a quello solare medio (l’eccedenza ammonterà a un giorno soltanto fra 3.323 anni circa). 

Tranne questa "omissione", introdotta nell'ottobre 1582 (si andò a dormire la notte di giovedì 4 ottobre 1582 e ci si risvegliò all’alba di venerdì 15 ottobre, recuperando quindi 11 giorni), il nostro calendario è rimasto quello istituito da Giulio Cesare e corretto sotto Augusto (***).

Il vecchio calendario giuliano rimase in vigore fino al 1700 nella Germania luterana, fino al 1751 nell’Inghilterra anglicana (quando furono tolti gli ultimi 11 gg. di febbraio 1752), e fino al 1917 in Russia, nonostante nel XVIII sec. Caterina II fosse stata consigliata di adottare quello gregoriano (****).

Il calendario giudaico contempla un embolismo "perfetto", ossia l'intercalazione di un mese lunare al terzo, al quinto e all'ottavo anno di un periodo di diciotto anni (ciclo metonico), per far coincidere gli anni lunari con quelli solari.

Le relative voci di Wikipedia sono accurate, e si legge che il calendario sovietico era più preciso di quello gregoriano. Poco noto, invece, che la datazione “avanti Cristo” è stata introdotta piuttosto di recente, vale a dire solo nel XVIII secolo. Una scala del tempo usata in archeologia, geologia e altre discipline scientifiche per calcolare la datazione degli eventi nel passato, è quella espressa con “BP”, in inglese before present, ossia prima del (tempo) presente. Siccome il “tempo presente” muta continuamente, si è adottata la convenzione di fissare l'anno 1950 come punto di partenza della scala (di un'era, o periodo o epoca). Per esempio, 1500 BP significa 1500 anni prima del 1950, vale a dire l'anno 450.

(*) In realtà si cominciò col bisestile ogni tre anni. Su questo errore, poi corretto sotto Augusto, leggi quest'altro mio post.

(**) «Secondo la nuova regola, gli anni la cui numerazione è multipla di 100 sono bisestili soltanto se essa è anche multipla di 400. Vale a dire: sono bisestili gli anni 1600, 2000, 2400 [...] mentre non lo sono gli anni 1700, 1800, 1900, 2100, 2200, 2300 [...]. Tutti gli altri anni la cui numerazione è multipla di 4, rimangono bisestili. Per i secoli precedenti resta valido il calendario giuliano, quindi anche gli anni 1500, 1400, 1300 sono tutti bisestili.»


(***) Nel 525 d.C. l’abate Dionigi il Piccolo suggerì alla Chiesa romana una tavola più completa in sostituzione di quella usata fino ad allora. La tavola di Dionigi (Tabella di Pasqua) introdusse la datazione ab incarnatione Domini, eguagliano l’anno 248 di Diocleziano al 532 di Cristo. La sua èra, insieme alla sua tavola, divenne molto tempo dopo, cioè con Beda, nell’anno 731, d’uso comune in Occidente. Pertanto, è solo in base a questa motivazione che la datazione, anziché far capo da Diocleziano venne fissata sulla mitica natività di Cristo ad opera di Dionigi il Piccolo nel VI secolo. 

(****) Sulla conversazione su questo tema tra Caterina II e Giacomo Casanova, v. la sua Storia della mia vita, Meridiani Mondadori, vol. III, pp. 244-45.

10 commenti:

  1. Grazie mille, articolo veramente utile! Avrò letto almeno 5 articoli in cui non si capisce la differenza tra i due calendari

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    1. La differenza è minima eppure sostanziale. Prossimamente scrivro' del calendario rivoluzionario francese

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  2. Per un articolo che sto scrivendo, mi servirebbe sapere esattamente che giorno fosse nel resto dell'Europa quando in Russia era il 17 febbraio 1869 (Giuliano).
    Perché con i bisetstili mi confondo...
    Se mi puoi aiutare, te ne sarei grato.
    Luigi

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    1. bisogna AGGIUNGERE 12 giorni
      dal 1901 AGGIUNGERE 13 giorni
      quindi il 17 febbraio 1869 a Mosca era il primo marzo in occidente, un lunedì

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  3. Ciao, ma è vero che dicono che in realtà ora sia il 2012 e che la fine del mondo dei Maya sia prossima? Grazie

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  4. Ciao, bell'articolo. Mi è sorto un dubbio. Ho letto la vita di Cellini che scrive espressamente di esser nato nel 1500. Mi chiedo come potesse indicare un anno gregoriano 82 anni prima della sua adozione... O forse il calendario era già usato prima da chi voleva? E se sì, da quanto? Hai una risposta in merito?

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  5. Articolo super. Un chiarimento per favore. Gli anni secolari cancellano tre giorni, cadono ogni 400 anni, quindi 1982 e 2382 e così via sono anni di 362 giorni?

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  6. Ok, ho capito. Gli anni secolari non di visibili per quattro non non diventano bisestile. Grazie

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