domenica 28 luglio 2019

Il primo uomo: un partenopeo, ovviamente


Sto leggendo un bel libro, scritto bene, cioè chiaro e concreto, utile a tutti ma doveroso per i ragazzi di ogni età. L’ha scritto Patrizia Caraveo, astronoma di fama e ottima divulgatrice, con il titolo Conquistati dalla Luna, pubblicato da Raffaello Cortina Editore, ben illustrato a colori.

Racconta, tra l’altro, di una gigantesca burla ordita da un giornalista del New York Sun nell’agosto del 1835. A idearla fu Richard Adams Locke, discendente del filosofo John Locke. Non ci si dovrà stupire, leggendo, di quanto credulone fosse il pubblico d'allora. Pensate a chi è dato credito oggi: agli economisti, agli omeopati e novax, agli psicanalisti, e perfino a chi nega l’allunaggio degli astronauti di ben sei missioni. Per tacere di ministri e tirapiedi dei media.

Parla anche del ruolo avuto da Pulcinella (proprio lui in carne e ossa) e dal direttore dell’Osservatorio di Capodimonte, Ernesto Capocci, il quale scrisse la Relazione del Primo viaggio alla Luna (1857), precursore di Verne. Tutto prese il via dalle osservazioni astronomiche che con il suo telescopio stava conducendo Sir John Herschel, napoletanizzato Ercel, lo scopritore di Urano, il terzo pianeta del sistema per diametro. Era una Napoli, anche culturalmente, molto diversa dall’attuale.

Insomma, se non v’è venuto il desiderio di leggerlo vuol dire che siete aridi di sentimento e di curiosità.

3 commenti:

  1. Non si è accorto ma avevo già corretto verso le ore 10. Un giorno pubblicherò un post così come esce dalla dettatura vocale, c'è sempre da divertirsi e a volte da scompisciarsi.

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