mercoledì 26 aprile 2017

Ci preparano a vivere tempi interessanti



Mentre in Italia si è alle prese con il giochino delle primarie del Partito democratico, cioè di un partito prossimo all’estinzione, con una mossa senza precedenti nella storia americana, il presidente Donald Trump ha invitato l'intero Senato alla Casa Bianca per essere informato, in una riunione a porte chiuse che si terrà presso l'auditorium della Eisenhower Office Building, adiacente alla Casa Bianca, sulla potenziale azione militare contro la Corea del Nord.

Non è insolito per i membri del ramo esecutivo, compresi i funzionari militari e di intelligence, informare i membri del Congresso in sessioni a porte chiuse. Ma la dottrina costituzionale della separazione dei poteri impone che sia l'esecutivo a presentarsi davanti ai rappresentanti eletti dal popolo, e non il contrario. Infatti, il presidente Franklin D. Roosevelt per la dichiarazione di guerra contro il Giappone, l'8 dicembre 1941, si presentò al Congresso pronunciando un discorso. Oggi, 76 anni dopo, è il Senato che deve recarsi alla Casa Bianca per essere informato dai vertici militari sull'intenzione di lanciare una guerra che procederà con o senza l’autorizzazione del Senato stesso. Curioso il fatto che i senatori non sono autorizzati a portare i telefoni cellulari o il loro personale.

Il briefing sarà tenuto da militari e funzionari dell’intelligence, tra i quali il segretario alla Difesa, James Mattis, un ex generale a quattro stelle; il presidente del Joint Chiefs of Staff, generale Joseph Dunford, già capo dei Marines; dal Direttore della National Intelligence, Dan Coats, e dal Segretario di Stato, Rex Tillerson, l'ex capo della ExxonMobil.

L’incontro di oggi pomeriggio simboleggia lo strapotere raggiunto dai militari (e i cospicui interessi legati a questi apparati) sull’intero apparato statale. Questo è il risultato di più di un quarto di secolo di guerra senza fine. Oggi le decisioni di una grave azione militare ai confini con la Cina, che potrebbe avere vaste e ben tragiche conseguenze, viene adottata da una cricca di cospiratori della classe dirigente e dagli alti comandi militari, informandone semplicemente il Senato irritualmente convocato alla Casa Bianca, senza peraltro un simulacro di dibattito pubblico o di supervisione del Congresso.

Tutto ciò avviene dopo l’attacco di missili da crociera contro la Siria, alleato della Russia, con il pretesto del presunto uso di gas da parte di Assad, e dopo il lancio della bomba Massive Ordnance Air Blast sull'Afghanistan all'inizio di questo mese. Significativo che non un singolo senatore abbia ancora dichiarato la propria opposizione alla riunione a porte chiuse alla Casa Bianca, e tanto meno annunciato che si rifiuterà di parteciparvi. Tutto ciò è sintomatico del crollo delle forme democratiche di governo, non solo negli Usa.

Non si tratta dunque di un pazzo alla Casa Bianca, ma dell’uomo giusto per l’attuazione di una precisa strategia. Proprio oggi, mentre gli Usa chiedono alla Corea del Nord di fermare i suoi test nucleari e missilistici minacciando un attacco militare, l’Air Force Global Strike Command lancerà un missile balistico intercontinentale a capacità nucleare (ICBM) dalla California attraverso il Pacifico. Una spettacolare e minacciosa prova di forza. Ci preparano a vivere tempi molto interessanti.

7 commenti:

  1. Si tratta del solito bluff sostenuto da solito rilancio tipico della mentalità americana ma non solo. "Chi comanda in " U$A , i signori del danaro ( e del discorso), nel loro fanatismo messianico non hanno altra prospettiva che vincere o perire portandoci con loro.
    ws

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  2. "Non si tratta dunque di un pazzo alla Casa Bianca, ma dell’uomo giusto per l’attuazione di una precisa strategia".

    Lei pensa che con Hillary Clinton, sarebbe andata diversamente?

    Saluti

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  3. due strategie e due priorità diverse. se vuole: due cricche diverse
    ciao

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    1. Mi incuriosisce. Sopratutto per quanto riguarda le priorità. Quali sarebbero state quelle di Hillary, diversamente da quelle di Trump?

      La saluto ancora.

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    2. proseguire la politica di obama, il confronto con la russia

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  4. un pò di muscolare nazionalismo in tempi di crisi non guasta. in realtà è l' industria degli armamenti, high tech possibilmente, che tira un pò ovunque, Italia compresa. il riarmo è una forma dello statalismo, premurosamente ci si prepara a testare i giocattoli sul campo, sono in parecchi e in tutto il mondo che non vedono l' ora!

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    1. un gran bisogno di rinnovare gli arsenali

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