Robert McCormick, chi fu costui? Il proprietario ed editore del quotidiano Chicago Tribune? No, l’omonimo venne dopo ed era americano. Robert McCormick fu un esploratore e naturalista della Royal Navy, medico di bordo e botanico. I medici britannici, a quel tempo, cioè in un’epoca pre-farmaceutica in cui i medicamenti avevano come ingredienti principali le piante, avevano l’obbligo, stante una legge del 1815, di studiare botanica. McCormick però prediligeva la geologia e lo studio della fauna avicola.
Tra i vari viaggi a bordo di navi inglesi, McCormick intraprese quello sulla Beagle, assieme a un giovane naturalista che anni dopo godette di una certa notorietà per aver pubblicato Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Quel giovanotto non stimava McCormick, lo definì in seguito un filosofo alla vecchia maniera e perfino un asino.
Atteggiamenti e rapporti molto diversi ebbe con McCormick un altro suo compagno di viaggio, su una nave diversa dalla Beagle, ossia Joseph Dalton Hooker, che sarebbe diventato uno dei più grandi botanici del XIX secolo, e del quale forse dirò in un prossimo post.
McCormick poteva vantare un curriculum di tutto rispetto e una vasta esperienza in fatto di esplorazioni, soprattutto a latitudini estreme. Uno di questi viaggi l’intraprese nel 1839 a bordo di una nave dell’Ammiragliato, la quale aveva lo scopo di arrivare a sud del mondo, dove nessuna nave era stata prima. I compiti del capitano della nave e del personale scientifico a bordo consisteva nel registrare dettagliatamente le correnti oceaniche, le profondità marine, i venti e le temperature, le attività vulcaniche, le quote delle montagne, le declinazioni magnetiche (*). Altri studi, che occupavano invece McCormick, concernevano discipline come la meteorologia, la geologia, la mineralogia, la fisiologia vegetale e animale e la botanica.
