martedì 26 luglio 2011

Impressioni


Fa una certa impressione vedere i contatti dalla Scandinavia verso questo sito (non che disdegni, tutt’altro, i contatti da Costabissara e Pian dell’Osteria, o quelli del mio amico Luigi che però a occhio dev’essere in ferie).

Fa impressione anche il presidente degli Stati Uniti che invita gli elettori americani a prendere contatto con i propri rappresentanti politici al fine di convincerli ad approvare il bilancio federale (Brežnev sarebbe morto dal ridere). Intanto il NYT scrive che «i tagli di tasse di Bush hanno avuto un enorme effetto negativo. Se fossero revocati tutti, come previsto, alla fine del 2012, i futuri deficit sarebbero all’incirca dimezzati, a livelli sostenibili. I tagli alla spasa non bastano, bisogna rilanciare i consumi e aumentare le tasse». Infatti, oggi la pressione fiscale federale è ai minimi degli ultimi 60 anni (circa il 15 per cento del Pil), e gli stati si muovono licenziando personale pubblico per raggiungere il pareggio di bilancio.

Curiosa è anche la notizia che compare in questa immagine:


lunedì 25 luglio 2011

Borghesi, non fate finta di nulla


L’attentato e la strage in Norvegia sono stati atti terroristici a sfondo politico da parte di un fascista contro un partito socialdemocratico, il massimo della sinistra presente nel paese. I fatti finora noti suggeriscono che si tratta di azioni politicamente mirate e non possono essere comodamente liquidate come il mero atto incontrollato di uno psicopatico. Breivik preparava l'attacco da due anni e l’ha portato a compimento con meticolosa precisione. A differenza di molti altri episodi che hanno avuto per protagonisti dei folli, Breivik non si è ucciso, ma si è arreso alla polizia.

L’itinerario di Breivik mostra che le sue idee politiche emergono da tendenze diffuse e radicate in tutta Europa. Il suo blog conferma che le sue idee, i punti di vista che egli esprime, trovano sostegno non solo nei circoli fascisti, ma all'interno dei partiti borghesi e nelle componenti cristiane ai più alti livelli. Dal 1997 al 2007, Breivik è stato un membro del Partito del progresso norvegese e della sua organizzazione giovanile. Nelle elezioni parlamentari del 2005 e 2009, il Partito Progressista ha avuto circa il venti per cento dei voti. Originariamente nato come movimento per la  riduzione delle imposte, il partito si presenta ora con una miscela di demagogia sociale contro le politiche economiche di libero mercato, insieme con l'islamofobia e la xenofobia.

Non più tardi dell'anno scorso, due esponenti del Partito del progresso hanno accusato i socialdemocratici di "pugnalare" alla schiena la cultura e le tradizioni norvegesi, scrivendo nel giornale Aftenposten che il partito laburista ogni anno offre la nazionalità a migliaia di nuovi norvegesi provenienti da diverse culture e non culture. Questi sono i presupposti ideologici di Breivik.

I discorsi contro il multiculturalismo diffusi a decine di migliaia di copie non sono molto diversi da quelli che si leggono nei giornali italiani e europei di destra, ma anche in quelli cosiddetti progressisti, poiché quanto a fobie anti-islamiche e anticomuniste non sono da meno. È sufficiente prendere atto come vengono trattate dai media le vicende della Val di Susa, compresa l’adombrata accusa di aver attentato alla stazione ferroviaria di Roma.

Pertanto la caccia alle streghe contro i musulmani e le altre culture non si limita ai circoli di destra. Molti governi europei usano fomentare sentimenti anti-islamici per distogliere l'attenzione dalle montanti tensioni sociali causate dalla crisi e dai tagli. Per esempio, la Francia e il Belgio hanno vietato di indossare il velo, con il sostegno di socialdemocratici e dei partiti della “sinistra” piccolo-borghese. In Germania, il cancelliere Angela Merkel ha recentemente dichiarato che il "multiculturalismo" ha fallito e l’ex ministro delle Finanze Thilo Sarrazin è lodato per il suo anti-islamismo.

La propaganda anti-islamica è giustificata con la "guerra al terrorismo", cioè con le guerre imperialiste in Iraq, Afghanistan e la Libia. Pertanto, è quanto di più cinico l’invito del presidente Obama di rispondere agli omicidi di Oslo chiedendo di intensificare la "guerra al terrore", infatti, è proprio questa "guerra" ideologica che ha direttamente contribuito alla tragedia di Oslo.

Borghesi, non fate finta di nulla, responsabili di questo clima a livello continentale siete voi, perché voi favorite la crescita delle forze fasciste e reazionarie, perché ciò vi serve per distogliere l’attenzione dalle vostre guerre e dalle vere cause che portano al taglio dei salari e dell’assistenza, ai tagli nella scuola e nella cultura, alla dismissione dei diritti politici e sindacali.



Il potere delle immagini e le immagini del potere



Le immagini che i media presentano in questi giorni dei fatti accaduti in Norvegia, anche se velate e non troppo esplicite, non possono non provocare sentimenti di angoscia e raccapriccio. “Il mostro”, come viene chiamato Anders Behring Breivik, è stato etichettato come estremista di destra e fondamentalista cristiano. Dire che è fascista e cattolico è sembrata una mancanza di riguardo. E del resto cosa cambierebbe? Nulla. Si tratta solo di essere precisi e meno ipocriti.

Giorgio Napolitano (*) ha mandato a dire la sua: «ripudiare ogni forma di violenza e impegnarsi a favore delle ragioni del dialogo e della pace».

Se le tv trasmettessero invece che le cabrate degli aerei, la pacifica navigazione delle portaerei o le colonne di blindati in gita, le immagini dei civili innocenti colpiti dai missili intelligenti, dalle bombe a grappolo, dai droni, i corpi dilaniati dalle mine e dalle schegge o semplicemente esplosi, insomma i morti e i feriti nei vari fronti in cui operano le forze della “democrazia, del dialogo e della pace”, credo che tutti noi avremmo finalmente contatto con una dimensione meno lontana e astratta, per non dire meno idilliaca, della guerra. Di una guerra, come quella libica, dichiarata a soli fini commerciali. Come già quella irachena e molte altre.

Se trasmettessero le immagini dei corpi dei pacifici oppositori torturati nei paesi “amici”, come nel Bahrain (qui uno scampolo), ci faremmo un’opinione diversa del ruolo degli Usa nel mondo. Se finalmente trasmettessero le immagini che Obama e la Clinton hanno visto in diretta mentre si eseguiva la vendetta contro Osama bin Laden e i suoi famigliari, noi potremmo farci un concetto diverso del premio Nobel per la pace.

Ci sarà ben un motivo, un perché tutti i poteri vogliono il controllo dei media. Un motivo molto semplice è che se le immagini dei misfatti della “democrazia” capitalistica fossero rese pubbliche nei grandi circuiti mediatici, la trance ipnotica cui siamo sottoposti ogni giorno svanirebbe e i discorsi paranoici dei potenti che viaggiano come proiettili nella comunicazione delirante verso le nostre coscienze più immediate, i linguaggi del controllo sociale con il loro marchio d’oppressione, di sofferenza e di morte, verrebbero smascherati.

(*) Colui che a proposito dall’arresto di Solgenitsyn, scriveva in riferimento dell'Urss: «L’originalità della prospettiva che sta davanti al movimento operaio del nostro paese e dell’Europa occidentale». Do you remember? 

domenica 24 luglio 2011

Fondamentalismi


Non è casuale che sui fatti norvegesi si punti su categorie quali la follia e dintorni, dell’appartenenza al cosiddetto fondamentalismo. C’è qualcosa di meno fondamentalista di Ratzinger o del democratico Obama? È il compito degli specialisti del travisamento e dell’intossicazione mediatica esercitarsi in tema di fondamentalismo e di terrorismo. Attendiamo i commentari dei prossimi giorni, laddove, immancabilmente e pacatamente, il determinismo di tipo biologico avrà il sopravvento nella spiegazione dei fenomeni di comportamento, giammai intesi come programmi di comportamento ritualizzato e riproduttivo. In questo modo la violenza assume un carattere individuale, fatta di “forze oscure” che vanno ricercate nei risvolti altrettanto oscuri della psiche, nella mitica programmazione genetica, nella “devianza”.

Che la violenza definisca un carattere intrinseco e storicamente determinato dei rapporti sociali, normale divenire delle contraddizioni di questo stadio del sistema capitalistico, è fuori discussione. Ma sia mai che i media possano dar conto della coercizione spettacolare e subliminale che impone le finalità del capitale, cioè la violenza di feticci contro feticci. E quindi avanti tutta con le seghe sul fondamentalismo islamico e anti-islamico.

Quello che la Tv non ha detto stasera e non dirà domani

Obama ha accusato i repubblicani di aver rifiutato quel che ha definito un' “intesa particolarmente equa” che includeva tagli alla spesa per 1650 miliardi. Il presidente ha sottolineato come il piano rispondesse alle richieste dei repubblicani di ridurre in maniera significativa il disavanzo federale, portando tagli dolorosi.

Nel dettaglio – ha spiegato Obama – l’intesa mancata per tagliare il deficit prevedeva “un taglio alle spese non obbligatorie di oltre 1.000 miliardi di dollari, un’ulteriore riduzione di 650 miliardi di dollari alla spesa grazie a tagli ai programmi federali di previdenza sociale e di assistenza sanitaria a poveri ed anziani, scrive il sito ultra comunista America 24, emanazione del sovversivo Il Sole 24 ore, giornale della Confindustria.

In soldoni i repubblicani vogliono tagli ancora maggiori per altri 400mln di dollari all’assistenza dei “poveri ed anziani” e mantenere intatti i privilegi di ricchi e supericchi, in particolare degli individui con patrimonio finanziario superiore a 1 milione di dollari (High Net Worth Individuals, HNWI ).

Vediamo la situazione globalmente e nel dettaglio, cioè relativa agli Usa secondo quanto ha riportato la 15ª  edizione del WorldWealth Report, il rapporto annuale sulla ricchezza nel mondo della Merrill Lynch.

Il numero degli individui con patrimonio finanziario superiore a 1 milione di dollari (HNWI ) nel mondo è aumentato in termini di popolazione e ricchezza nel 2010, superando i livelli pre-crisi del 2007 in quasi tutte le nazioni. La crescita della ricchezza degli HNWI globali ha raggiunto livelli strabiglianti nel 2010, con la popolazione degli HNWI in aumento dell’8,3% a 10,9 milioni e la ricchezza finanziaria degli HNWI in crescita del 9,7% a 42.700 miliardi di dollari USA (rispetto al 17,1% e al 18,9% rispettivamente nel 2009). La popolazione globale degli individui con patrimonio finanziario di oltre 30 milioni di dollari (Ultra-HNWI) ha registrato un aumento pari al 10,2% nel 2010 e la sua ricchezza è cresciuta dell’11,5%.

La popolazione globale degli HNWI è rimasta altamente concentrata negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania che insieme rappresentano il 53,0% degli HNWI di tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono ancora il paese con il segmento singolo HNW più grande del mondo con i loro 3,1 milioni di HNWI, pari al 28,6% della popolazione globale degli HNWI.