È venuto a mancare un altro esponente di quell’Italia per bene che, ahimè, non tornerà più. Il raffronto, non solo sul piano musicale, tra un Peppino di Capri e un qualsiasi attuale signor Nessuno non è proponibile nemmeno per scherzo. Non si dovrebbero mettere a confronto fenomeni tra loro intrinsecamente diversi, ma dove sono oggi i protagonisti autentici della canzone italiana? Per tacere degli innumerevoli plagi neanche tanto celati. È vero, non ho l’elettroencefalogramma dell’adolescente odierno, ma qui si tratta della semplice constatazione che anche la canzone, e tutto ciò che la riguarda più o meno dappresso, è cambiato radicalmente. Lasciamo stare che musica e canzoni sono merce di scambio, oggetto di mercato da prima di Marconi. Parlo da persona che ne fruisce e mi chiedo se c’è ancora un patrimonio della canzone popolare condiviso che non sia quello del passato. Con scale-accordi-dissonanze-silenzi-eccetera. Verrebbe da dire che la scomparsa della biodiversità musicale va di pari passo con quella di piante e animali (e molto altro). Tra trenta o quarant’anni, quali canzoni di oggi si ascolteranno ancora?
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