Ieri sera, verso casa in treno, riflettevo sul fatto ormai evidente che il pensiero razionale è diventato obsoleto. Non solo per quanto ho visto e ascoltato ieri, che è solo un frammento di quanto avviene ovunque.
Non volendo ora entrare nel merito (troppo lunga e complicata la faccenda), mi limito ad un esempio apparentemente marginale e però concreto: com’è possibile dire che sono “gli esseri umani” a causare la crisi climatica. Come se io ed Elon Musk, per citare un nome, fossimo sulla stessa barca. A dire queste cose, sulla comune responsabilità, sono proprio quelli che parlano in continuazione di “crescita” e simili.
È questo solo un esempio, tra i tanti, di lavoro ideologico. Ne siamo tutti coinvolti, nessuno escluso.
Ab ovo. Giovanotti che furono dei fascistoni di prim’ordine nel regime si riciclarono dal 1943 e anche molto dopo come intellettuali marxisti o comunque di sinistra. Alcuni facevano capo al Comitato per la Strategia Psicologica subordinato al Consiglio di Sicurezza Nazionale americano. I nomi li conosciamo, ed ormai è acqua passata. Sto saltando di palo in frasca? Ma no, attenzione, è proprio di quanto sta succedendo che sto parlando.
Un giorno sarà chiaro a tutti. Anche oggi, per la guerra ideologica, abbiamo gli opinionisti del Dipartimento di Stato americano che pontificano sui nostri giornali. E studiosi che attaccano il marxismo in terminologia marxista. La sostanziale difesa dell’ordine sociale occidentale in terminologia di sinistra. Scava e trovi sempre un nesso tra Stato, capitale e intelletto.
La dittatura del capitale non può più essere garantita dalla facciata della democrazia liberale, questo è un fatto assodato. Ritorno del fascismo? Non se n’è mai andato. Del resto, non è vero che il fascismo è stato sconfitto nel 1945. I regimi fascisti, e nemmeno tutti, furono sconfitti militarmente. Il fascismo cambiò solo abito. Quello più furbo indossò l’abito “democratico” e “liberale”.
Il cosiddetto Partito dei Lavoratori Tedeschi, con i suoi soli 55 membri, tenne la sua prima grande riunione alla fine di febbraio del 1920, dove Hitler coniò il nome “nazionalsocialista”. Che c’entrava Hitler con il socialismo? Da quattro anni l’Italia ha un presidente del senato e una presidente del consiglio che sono dei reduci del partito fascista di Almirante, che ha cambiato solo nome. Cambiano i nomi, i simboli e i colori, ma è la stessa merda.
La cosa non è sembrata turbare realmente nessuno o quasi. E ora si fa avanti uno come Vannacci. Troppo apertamente fascista per esibirlo in una futura coalizione di governo? Se lo crediamo, allora non abbiamo capito niente di ciò che è già avvenuto e sta per succedere in Europa e altrove. E per scongiurare tale “pericolo” dovremmo votare?




