mercoledì 12 agosto 2026

Baronie

 

Non creda, caro blog, abbia io scordato di occuparmi del libro del barone barese. Ritengo che almeno la prima parte (il libro costa di due parti distinte) non sia farina del suo sacco. È uno studio approfondito sull’origine e gli autori de Il manifesto del partito comunista. Un’analisi, anche molto testuale, della documentazione attinenete che ha richiesto una buona conoscenza non solo della lingua tedesca, ma anche delle relative forme grammaticali. Oltre a uno scavo archeologico stratigrafico di non comune impegno. Non appena potrò rimettere mano sui sacri testi marx-englesiani in mio possesso potrò dire di più nello specifico e sugli scopi perseguiti, che non sono solo di natura filologica e non sono nemmeno una novità per quanto riguarda il nostro barone, oggi sammarinese.


5 commenti:

  1. Ma i baroni fanno così, e sono generosi, perché chiamano gli amici a partecipare al banchetto. È capitato anche a me: il barone mi ha detto: pubblichiamo una raccolta di articoli, fra cui uno tuo. Io gli ho risposto: non ho tempo. Lui ha replicato: te lo faccio scrivere da un mio assistente, che del resto scrive anche il mio.

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    1. I danni di questo barone, che vuol far passare Marx per un socialdemocratico alla Saragat

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  2. Può darsi che l'abbia già scritto, ma chiedo indulgenza. Dopo la caduta del muro, andavo a Bratislava per lavoro. Le truppe sovietiche, andandosene, avevano lasciato il residuo del loro piccolo commercio clandestino: lattine di caviale. Erano superlative, e 50 grammi costavano 10.000 lire. Per mesi a casa mia si è pasteggiato a caviale. Cinque anni dopo tornai. Ebbi il temporaneo piacere di rivedere le lattine. Costavano di più, ma le comprai. Come avrei dovuto immaginare, il contenuto
    era secco.
    Per me è una parabola.

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