venerdì 28 agosto 2026

La qualità della propaganda

 

Il nemico principale è stato identificato da tempo. La strategia perseguita dall’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti è diretta contro la Repubblica Popolare Cinese, considerata il suo principale nemico, porterà alla prossima guerra mondiale (concetto strategico di NATO 3.0). Questo mi sembra di averlo scritto già molte volte. Beh, lo ripeto.

Sei mesi fa, Stati Uniti e Israele hanno iniziato la loro guerra contro l’Iran. Questa settimana, l’amministrazione Trump è passata ufficialmente a una guerra economica. Qualunque persona di media intelligenza direbbe che ciò rappresenta una dichiarazione di bancarotta militare. Ma nessun media “occidentale” s’azzarda a dire che due più due fa quattro.

Passiamo ad altro. In seguito alla visita a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe, la propaganda della NATO si è scatenata in una frenesia di speculazioni su quanto sarebbe accaduto nella capitale russa. Il Wall Street Journal di Murdoch e Politico di Springer (è bene citare la proprietà non semplicemente nominale di questi media) sono stati i primi a riportare la notizia che Ratcliffe avrebbe messo in guardia la Russia dall’attaccare gli alleati della NATO.

Come se la Russia avesse l’intenzione e la possibilità reale di attaccare la NATO. Ieri, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, l’ha liquidata come “storie dell’orrore”. Infatti, sarebbe tempo di smetterla con queste fantasie. Epperò come fai a giustificare il massiccio riarmo dei fascisti d’Europa? E difatti c’è chi si spinge oltre, fino ad accusare apertamente il capo della CIA di connivenza con il nemico: “Ratcliffe è noto per una certa affinità con la Russia. Da membro repubblicano del Congresso nel 2019, ha criticato aspramente l’ex procuratore speciale statunitense Robert Mueller, che aveva indagato su una possibile interferenza russa nelle elezioni americane del 2016 e sui contatti di Trump con la Russia”.

Per chi avesse dimenticato: la presunta interferenza russa nelle elezioni americane del 2016 era una montatura, le indagini di Mueller non hanno prodotto nulla di nulla e le critiche di Ratcliffe erano pertanto giustificate. Un altro quotidiano invece lo difende: “Ratcliffe è considerato un falco anti-Russia all’interno del governo americano, il che significa che rappresenta una linea dura tradizionale contro Mosca. Il direttore della CIA ha sostenuto sia gli aiuti militari americani sia la condivisione di informazioni di intelligence americane con l’Ucraina”.

Le provocazioni della NATO con le manovre al largo di Kaliningrad sono invece un fatto reale; il resto è storia vecchia.


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