sabato 15 agosto 2026

Perché abbiamo tanta fretta di incontrare gli extraterrestri?

 

È bastato puntare i telescopi verso le “linee vibrazionali dell’eritrosi”, a 26.000 anni luce di distanza da dove abitiamo, ossia nella nube molecolare G+0.693−0.027, vicina al centro della Via Lattea, per individuare l’eritrulosio. Cos’è sta roba? Ha il sapore del lampone e la composizione di un autoabbronzante. È un parente stretto del glucosio e del fruttosio. La sua formula chimica è C4H8O4, ossia con quattro atomi di carbonio, otto di idrogeno e quattro di ossigeno.

Tra una spiegazione del gatto di Schrödinger e una definizione di entanglement quantistico, Antony Valentini, un fisico teorico con un curriculum che intimorisce, nel suo libro La fisica nascosta ci spiega che è assurdo credere che senza un osservatore non esiste una realtà definita.

Valentini si riferisce ovviamente alla ben nota questione secondo cui un atomo lasciato a sé stesso ha generalmente uno stato di realtà indefinito. L’atomo acquisisce uno stato di realtà definito solo quando viene osservato o misurato. Una situazione che anch’io, nel mio piccolo, ho definito di ritorno della fisica teorica alla metafisica, come se la realtà dipendesse in qualche modo dalla mente umana o dalla coscienza umana (anche un altro blogger, con iniziali A.E., trovava la cosa assurda) .

Scrive l’Autore: «La scomoda verità, sempre più evidente, ma ancora volutamente ignorata, è che la meccanica quantistica insegnata nelle nostre università e nei libri di testo è incoerente. È utilissima, certo, ma non ha senso. Nel migliore dei casi è imprecisa, nel peggiore è oscurantista. Di sicuro, un giorno, sarà sostituita da una teoria che avrà senso». In attesa di quel giorno, Valentini ci spiega perché la realtà vincerà ancora.

Lo fa partendo dalla teoria dell’onda pilota di Louis de Broglie del 1927. Il francese “riuscì effettivamente a costruire un modello funzionante della realtà quantistica”. Poi, nel 1952 il concetto di onda pilota fu ripreso e ampliato dal fisico americano David Bohm. La teoria fu nuovamente respinta e dimenticata.

Secondo la teoria dell’onda pilota, su scala atomica esistono delle particelle reali che si muovono nello spazio. Ogni particella è guidata da un’onda, detta appunto onda pilota. Ma non la voglio fare lunga entrando nei dettagli. Dico solo che secondo tale teoria particelle molto distanti tra loro possono influenzarsi istantaneamente, indipendentemente dalla distanza che le separa, in contrasto con la relatività di Einstein, che vieta influenze superluminali, ovvero più veloci della luce.

Scrive Valentini: «Diventa quindi possibile inviare segnali istantaneamente attraverso lo spazio, in palese violazione delle leggi fisiche largamente accettate. Dietro l’incomprensibile simbolismo matematico della meccanica quantistica si nasconde una realtà fisica diversa da qualsiasi cosa abbiamo mai visto prima».

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