È il tema tossico per eccellenza: da una parte, una destra isterica che vuole espellere tutti (o quasi) e giura sulla fattibilità della cosa; dall’altra, una sinistra disarmata e disarmante che combatte sul piano morale (?) e chiede regolarizzazioni miracolose. E in mezzo a questo pantano, il collasso della macchina amministrativa nella gestione dei flussi migratori e un consistente numero d’immigrati che delinque o vive d’espedienti.
Il fenomeno dell’immigrazione paga un debito storico e una necessità contingente legata prevalentemente a fattori demografici ed economici interni. Chi racconta di avere la soluzione a portata di mano è un bugiardo e un avventuriero politico. L’ultima trovata è quella della cosiddetta “remigrazione”, ma c’è anche chi spaccia fandonie come “Porte aperte a chi si integra, chi delinque può tornare da dove viene”.
L’integrazione è in gran parte un mito, troppe sono le cose che ci dividono, non solo sul piano culturale, religioso e degli stili di vita (per contro, si portano ad esempio delle eccezioni, che però tali rimangono). Il “ritorno”, è un altro mito tossico, che sta attirando allocchi come la merda con le mosche. Tuttavia qualcosa si può fare, p. es. non esiste un dicastero che vi si dedichi specificatamente, dunque non esiste una visione d’insieme, ma compartimenti stagni nella gestione dei flussi; a livello europeo non esiste una banca dati comune, figuriamoci un coordinamento dei visti, eccetera.
E la sinistra, cioè quell’ammucchiata di ex comunisti pentiti e cattolici impenitenti, che cosa propone? È una sinistra passata in un attimo, nel 1990, dallo stato solido a uno liquido, con Veltroni e Rutelli allo stato gassoso, con Renzi si è trasformata in plasma e ora, in vista delle prossime elezioni, è in uno stato quantico, nel senso che non si sa nulla di preciso né su che cos’è né su altro. Salvo che loro sono democratici e antifascisti, cattolici o agnostici aperti al dialogo, ma anche liberali e in regola con la contribuzione delle loro colf. Tutta una merda ma con sfumature diverse.
Non sapevo che ci fosse una destra e una sinistra. Ho sempre constatato che vi fosse un partito unico che deve gestire una marea di soldi pubblici.
RispondiEliminaCerto, spesso parlano due dialetti diversi, ma in sostanza vogliono le stesse cose.
Anche i ladri hanno due mani, quella destra e quella mancina
EliminaEppure questo disastro non piove inaspettato dal cielo, ha radici lontane. Ricordo perfettamente quando, più o meno nella prima metà degli anni settanta, in Italia si raggiunse il pareggio tra offerta e domanda di lavoro: in breve questo significava che l'emigrazione italiana (veneti e siciliani sopra tutti) si era fermata: si trovava lavoro qui e l'emigrazione non era più una necessità come poteva esserlo nei decenni precedenti. Inoltre in tutte le famiglie c'erano due o tre figli (eravamo in saldo demografico attivo).
RispondiEliminaE negli anni successivi siamo arrivati ad essere la quinta (o quarta) potenza mondiale in termini di PIL)
Che cosa è successo dopo? Le cause sono tante ed elencarle sarebbe un esercizio sterile. Meno sterile sarebbe una riflessione seria su quelle cause. Riflessione che vedo difficile fin che i temi principali trattati (dai giornalisti?) sono i ruttini e le battute estemporanee del politico di turno. Se si parla di queste sciocchezze (anche a livello di UE) evidentemente non si può parlare seriamente dei problemi reali. E a lungo andare i problemi peggiorano. E no, l'attuale immigrazione non ha niente a che vedere (se non superficialmente) con l'emigrazione, non solo italiana, di fine ottocento-primi novecento e degli anni cinquanta-sessanta.
ROB
"... ora, in vista delle prossime elezioni, è in uno stato quantico, nel senso che non si sa nulla di preciso né su che cos’è né su altro". Perfetto. Non si poteva trovare sintesi più eloquente.
RispondiEliminaE ovviamente concordo anche circa il giudizio sulla complessità della questione, sull'inadeguatezza degli apparati che dovrebbero affrontarla (che forse non esistono proprio) e sul fatto che "Chi racconta di avere la soluzione a portata di mano è un bugiardo e un avventuriero politico" .
Non è molto, ma ogni tentativo (sostanzialmente mai messo in atto finora) che in buona fede e volontà cercasse di affrontare il problema deve partire da queste semplici constatazioni.
La sinistra italiana (e non solo) non ci si prova, vuole solo darlo a intendere, perché da un pezzo è patologicamente allo "stato quantico", appunto, essendo - da decenni ormai -ostaggio del potere finanziario non meno di quanto lo sia la destra (sempre più becera e fascista). La sinistra però ha i suoi noti complessi e sente di dover provare almeno a salvare la faccia (solo quella, per carità) per non apparire inerte ed inetta, come invece è, e mantenersi un certo elettorato.
La nostra destra invece è da sempre esonerata dal dovere di scervellarsi affrontando seriamente i problemi, finanche di far finta di farlo, o di salvaguardare una qualche rispettabilità realmente politica di cui del resto non ha mai goduto. Per provaci dovrebbero convincersi finalmente che una forza politica dovrebbe almeno provare a selezionare il meglio. Praticamente Meloni & C. dovrebbero liquefarsi, annichilirsi, togliere il disturbo. Loro, cioè, allo "stato quantico" ci sono da sempre e questa è la loro condizione, naturale e costante, niente affatto patologica. Di evolvere o involvere non hanno mai avuto alcuna necessità, prima ancora che intenzione. Loro si muovono in politica come la gente saggia al mercato: prendere le cose oggi più convenienti, col miglior rapporto qualità/prezzo, senza tener conto di gusti o salute. Un tempo prendeva gli Hitler che stavano a quattro soldi e vincevano le guerre ch'era una bellezza. Un tempo cantavano "faccetta nera sarai italiana" perché gli era sembrato più conveniente andare loro dai neri, a sfruttarli e a rompergli i coglioni a casa loro. Oggi danno il culo a Trump o Netanyahu, che sparano bombe ch'è un piacere. Poco conta se lii trattano come pezze da piedi. E butterebbero nella tramoggia ogni immigrato, foss'anche di 3a-4a generazione. Tutto sempre salvo poi ricredersi, scorgendo altre convenienze, e invertire a U la marcia.
Insomma umanesimo e buona volontà giacciono a macerarsi in soffitta e si lascia che sia la pecunia a dirci cosa fare degli immigrati e, più in generale, per cosa è nato l'uomo. A viver (e morir, ahinoi!) come bruti, probabilmente.
c'è una differenza, non piccola. come giustamente osservi, non possiamo rimproverare alla destra di essere quello che è ed è sempre stata. la questione è altra: quanto di destra è diventata la sinistra. e quanto miope è nel lasciare che ad occuparsi strumentalmente dei problemi che una parte dell'immigrazione crea sia la destra.
Eliminanessuno dei problemi sociali che ci affliggono può essere affrontato singolarmente. lo scrivevo qui nel 2010: «Marx ha scritto che ogni epoca si pone solo i problemi che può risolvere, e questo è vero; e oggi siamo giunti precisamente al punto in cui non è più possibile risolverne nessuno senza risolverli tutti.»
Non mi pare sia cambiato nulla se non in peggio.
Insomma sembra che tra una sinistra inesistente e una destra impresentabile non ci sia via d'uscita, comunque la si rigiri siamo fritti. E nel resto della UE non va tanto meglio, per tacere del resto del mondo.
RispondiEliminaChe fare? Non sarà che gli OI (operatori informativi) non ce la raccontano giusta? O che enfatizzino certe cose (i ruttini di cui sopra) per tacerne altre? Perchè dire semplicemente che le cose vanno male potrà anche essere liberatorio e farci sentire migliori dei politici (o di qualsiasi altra categoria a scelta) ma non dà nessuna indicazione pratica. A meno che lo scopo non sia proprio quello di "sentirsi migliori' e basta. Ma se è solo questo è ben poca cosa.
ROB
lei invece concretamente come si muove?
EliminaGià, se è cambiato è solo in peggio.
RispondiEliminaRiguardo alla prima domanda: quanto? Molto. Al punto che infatti una classe politica di sinistra non esiste più, al punto che possiamo parlare di un'unica destra che incontrastata permea di sé ogni spazio. In Occidente le sedicenti destra-sinistra scimmiottano ancora la loro esistenza e il loro preteso ruolo per meri formalismo e opportunità elettorali (solo nella facciata, cioè). Esse hanno lo stesso riferimento sociale, anzi è meglio dire lo stesso mandante: il capitale finanziario, dietro cui - si badi bene - residuano solo alcune briciole dell'antica e obsoleta "economia reale", che rimane confinata quasi esclusivamente (ancora per quanto prima del crollo?) nei paesi autocratici o cosiddetti emergenti. Ma la destra tradizionale non sta messa molto meglio. Una volta si votava a destra perché si credeva nell'ordine, nell'integrità, nella libera iniziativa, nella giustizia, nel merito, .... Tutte cose che oggi non hanno più senso e ancor meno appeal. Figurarsi che fine han fatto le predilezioni e le pulsioni socio-politiche dell'antica sinistra! In generale, le posizioni ideologico-sociali della destra e della sinistra storiche han lasciato il posto semmai ai loro opposti, travolte dall'unico faro, l'unica ambizione, l'unico idolo: il denaro in sé e per sé. Il denaro, nonostante abbia perduto persino la fisicità di un tempo, e la forza prevaricatrice che esso consente a chi ne dispone. Il denaro, l'unica cosa che oggi infonda rispetto e interesse, che possa discriminare l'informazione/cultura utile da quella perniciosa delle cosiddette anime belle, che possa rappresentare uno scopo o un'ambizione, che sia in grado di conferire ascendente e carisma, che in una parola dia potere.
Topo il Ganzo
storia vecchia quella sul potere del denaro:
Elimina«Il mio denaro non tramuta tutte le mie deficienze nel loro contrario? Se io ho la vocazione per il denaro, non ho la vocazione per tutte le vocazioni? Il denaro non mi dispensa dalla pena di essere disonesto? [...] Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella tra le donne. E quindi io non sono brutto, perché l'effetto della bruttezza, la sua forza repulsiva, è annullata dal denaro. [...] Io sono uno stupido, ma il denaro è la vera intelligenza di tutte le cose; e allora come potrebbe essere stupido chi lo possiede? Inoltre costui potrà sempre comprarsi le persone intelligenti, e chi ha potere sulle persone intelligenti non è forse più intelligente dell'intelligente?»
Oddìo. Certo che una certa dose di responsabilità ce l'abbiamo anche noi. Noi popolo, per così dire. Quella di aver lasciato che l'apparato politico-informativo ci rincoglionisse bene bene, nell'aver creduto a Berlusconi, Meloni, Grillo, Salvini, Draghi, Monti, D'Alema, Veltroni, Letta, Renzi e compagnia cantante degli ultimi decenni. Ma noi, nel lasciarci possedere ben bene non ci abbiamo messo neanche la centesima parte della spudorata malafede e del diabolico dolo che ha impiegato questa gente. Al massimo abbiamo portato la vasellina.
RispondiEliminaTopo il Ganzo
Per quanto la cosa possa essere priva d'interesse, assicuro che da parte mia non ho mai portato o suggerito vasellina o altri lubrificanti a chicchessia.
EliminaVa bene, non ne ho mai dubitato, ma qui non si facevano questioni personali. Si parlava di noi popolo tutto.
EliminaTopo il Ganzo.
😇
Elimina