venerdì 26 giugno 2026

La strada del disastro


È il tema tossico per eccellenza: da una parte, una destra isterica che vuole espellere tutti (o quasi) e giura sulla fattibilità della cosa; dall’altra, una sinistra disarmata e disarmante che combatte sul piano morale (?) e chiede regolarizzazioni miracolose. E in mezzo a questo pantano, il collasso della macchina amministrativa nella gestione dei flussi migratori e un consistente numero d’immigrati che delinque o vive d’espedienti.

Il fenomeno dell’immigrazione paga un debito storico e una necessità contingente legata prevalentemente a fattori demografici ed economici interni. Chi racconta di avere la soluzione a portata di mano è un bugiardo e un avventuriero politico. L’ultima trovata è quella della cosiddetta “remigrazione”, ma c’è anche chi spaccia fandonie come “Porte aperte a chi si integra, chi delinque può tornare da dove viene”.

L’integrazione è in gran parte un mito, troppe sono le cose che ci dividono, non solo sul piano culturale, religioso e degli stili di vita (per contro, si portano ad esempio delle eccezioni, che però tali rimangono). Il “ritorno”, è un altro mito tossico, che sta attirando allocchi come la merda con le mosche. Tuttavia qualcosa si può fare, p. es. non esiste un dicastero che vi si dedichi specificatamente, dunque non esiste una visione d’insieme, ma compartimenti stagni nella gestione dei flussi; a livello europeo non esiste una banca dati comune, figuriamoci un coordinamento dei visti, eccetera.

E la sinistra, cioè quell’ammucchiata di ex comunisti pentiti e cattolici impenitenti, che cosa propone? È una sinistra passata in un attimo, nel 1990, dallo stato solido a uno liquido, con Veltroni e Rutelli allo stato gassoso, con Renzi si è trasformata in plasma e ora, in vista delle prossime elezioni, è in uno stato quantico, nel senso che non si sa nulla di preciso né su che cos’è né su altro. Salvo che loro sono democratici e antifascisti, cattolici o agnostici aperti al dialogo, ma anche liberali e in regola con la contribuzione delle loro colf. Tutta una merda ma con sfumature diverse. 

7 commenti:

  1. Non sapevo che ci fosse una destra e una sinistra. Ho sempre constatato che vi fosse un partito unico che deve gestire una marea di soldi pubblici.
    Certo, spesso parlano due dialetti diversi, ma in sostanza vogliono le stesse cose.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche i ladri hanno due mani, quella destra e quella mancina

      Elimina
  2. Eppure questo disastro non piove inaspettato dal cielo, ha radici lontane. Ricordo perfettamente quando, più o meno nella prima metà degli anni settanta, in Italia si raggiunse il pareggio tra offerta e domanda di lavoro: in breve questo significava che l'emigrazione italiana (veneti e siciliani sopra tutti) si era fermata: si trovava lavoro qui e l'emigrazione non era più una necessità come poteva esserlo nei decenni precedenti. Inoltre in tutte le famiglie c'erano due o tre figli (eravamo in saldo demografico attivo).
    E negli anni successivi siamo arrivati ad essere la quinta (o quarta) potenza mondiale in termini di PIL)


    Che cosa è successo dopo? Le cause sono tante ed elencarle sarebbe un esercizio sterile. Meno sterile sarebbe una riflessione seria su quelle cause. Riflessione che vedo difficile fin che i temi principali trattati (dai giornalisti?) sono i ruttini e le battute estemporanee del politico di turno. Se si parla di queste sciocchezze (anche a livello di UE) evidentemente non si può parlare seriamente dei problemi reali. E a lungo andare i problemi peggiorano. E no, l'attuale immigrazione non ha niente a che vedere (se non superficialmente) con l'emigrazione, non solo italiana, di fine ottocento-primi novecento e degli anni cinquanta-sessanta.


    ROB

    RispondiElimina
  3. "... ora, in vista delle prossime elezioni, è in uno stato quantico, nel senso che non si sa nulla di preciso né su che cos’è né su altro". Perfetto. Non si poteva trovare sintesi più eloquente.
    E ovviamente concordo anche circa il giudizio sulla complessità della questione, sull'inadeguatezza degli apparati che dovrebbero affrontarla (che forse non esistono proprio) e sul fatto che "Chi racconta di avere la soluzione a portata di mano è un bugiardo e un avventuriero politico" .
    Non è molto, ma ogni tentativo (sostanzialmente mai messo in atto finora) che in buona fede e volontà cercasse di affrontare il problema deve partire da queste semplici constatazioni.
    La sinistra italiana (e non solo) non ci si prova, vuole solo darlo a intendere, perché da un pezzo è patologicamente allo "stato quantico", appunto, essendo - da decenni ormai -ostaggio del potere finanziario non meno di quanto lo sia la destra (sempre più becera e fascista). La sinistra però ha i suoi noti complessi e sente di dover provare almeno a salvare la faccia (solo quella, per carità) per non apparire inerte ed inetta, come invece è, e mantenersi un certo elettorato.
    La nostra destra invece è da sempre esonerata dal dovere di scervellarsi affrontando seriamente i problemi, finanche di far finta di farlo, o di salvaguardare una qualche rispettabilità realmente politica di cui del resto non ha mai goduto. Per provaci dovrebbero convincersi finalmente che una forza politica dovrebbe almeno provare a selezionare il meglio. Praticamente Meloni & C. dovrebbero liquefarsi, annichilirsi, togliere il disturbo. Loro, cioè, allo "stato quantico" ci sono da sempre e questa è la loro condizione, naturale e costante, niente affatto patologica. Di evolvere o involvere non hanno mai avuto alcuna necessità, prima ancora che intenzione. Loro si muovono in politica come la gente saggia al mercato: prendere le cose oggi più convenienti, col miglior rapporto qualità/prezzo, senza tener conto di gusti o salute. Un tempo prendeva gli Hitler che stavano a quattro soldi e vincevano le guerre ch'era una bellezza. Un tempo cantavano "faccetta nera sarai italiana" perché gli era sembrato più conveniente andare loro dai neri, a sfruttarli e a rompergli i coglioni a casa loro. Oggi danno il culo a Trump o Netanyahu, che sparano bombe ch'è un piacere. Poco conta se lii trattano come pezze da piedi. E butterebbero nella tramoggia ogni immigrato, foss'anche di 3a-4a generazione. Tutto sempre salvo poi ricredersi, scorgendo altre convenienze, e invertire a U la marcia.
    Insomma umanesimo e buona volontà giacciono a macerarsi in soffitta e si lascia che sia la pecunia a dirci cosa fare degli immigrati e, più in generale, per cosa è nato l'uomo. A viver (e morir, ahinoi!) come bruti, probabilmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. c'è una differenza, non piccola. come giustamente osservi, non possiamo rimproverare alla destra di essere quello che è ed è sempre stata. la questione è altra: quanto di destra è diventata la sinistra. e quanto miope è nel lasciare che ad occuparsi strumentalmente dei problemi che una parte dell'immigrazione crea sia la destra.
      nessuno dei problemi sociali che ci affliggono può essere affrontato singolarmente. lo scrivevo qui nel 2010: «Marx ha scritto che ogni epoca si pone solo i problemi che può risolvere, e questo è vero; e oggi siamo giunti precisamente al punto in cui non è più possibile risolverne nessuno senza risolverli tutti.»
      Non mi pare sia cambiato nulla se non in peggio.

      Elimina
  4. Insomma sembra che tra una sinistra inesistente e una destra impresentabile non ci sia via d'uscita, comunque la si rigiri siamo fritti. E nel resto della UE non va tanto meglio, per tacere del resto del mondo.
    Che fare? Non sarà che gli OI (operatori informativi) non ce la raccontano giusta? O che enfatizzino certe cose (i ruttini di cui sopra) per tacerne altre? Perchè dire semplicemente che le cose vanno male potrà anche essere liberatorio e farci sentire migliori dei politici (o di qualsiasi altra categoria a scelta) ma non dà nessuna indicazione pratica. A meno che lo scopo non sia proprio quello di "sentirsi migliori' e basta. Ma se è solo questo è ben poca cosa.

    ROB

    RispondiElimina