venerdì 5 giugno 2026

La "lettera" di Zelensky a Putin

 

Durante un incontro con i capi delle principali agenzie di stampa mondiali al Forum economico internazionale di Pietroburgo, Putin ha detto ieri che Mosca è pronta al dialogo con l’Unione Europea e non ha alcuna intenzione di entrare in guerra con la NATO. Se Kiev accettasse un compromesso, il conflitto potrebbe essere risolto pacificamente. Un accordo si baserebbe sugli accordi raggiunti con il presidente statunitense Donald Trump in Alaska nell’agosto del 2025.

La lettera aperta di Zelensky al Presidente della Federazione Russa, apre con un insulto al quale fa seguire subito una minaccia: «La stragrande maggioranza degli ucraini vede di buon occhio la visita dei nostri droni a lungo raggio all’inaugurazione del vostro forum a San Pietroburgo, che hanno percorso una distanza di oltre 1.000 chilometri. Come ben sapete, questa distanza non rappresenta il limite delle nostre capacità.»

Già questo dà la misura dell’iniziativa di Zelensky: è una provocazione e un bluff. Prosegue con un falso storico: «Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni al potere in Russia a fare guerra all’Ucraina». Non contento, Zelensky ci aggiunge un altro carico: «Qualunque cosa tu possa dire sulla NATO, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale: una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà».

Zelensky dà esplicitamente del codardo a Putin: «Sentiamo spesso dire che lei non ha problemi con questa guerra. Certo, non quando si tratta della sicurezza della sua residenza a Valdai o della sua parata a Mosca. La sua stessa vita è preziosa per lei». È questo il modo per aprire un dialogo, una trattativa?

La lettera, in realtà un comunicato stampa pieno di insulti, falsità e recriminazioni prosegue: «Ma ora possiamo tutti constatare che i russi stanno finalmente iniziando ad accettare con meno serenità questa realtà, ovvero il fatto che la guerra stia portando conseguenze sempre più negative alla Russia.

A loro non piacciono i nostri droni e i nostri missili. Non gradiscono la carenza di benzina e l’aumento costante dei prezzi. Non gradiscono le restrizioni costanti.

Non gradiscono la tua intenzione di lanciare una seconda ondata di mobilitazione per estendere la guerra in un’altra direzione in Ucraina o per usarla contro altri paesi confinanti con la Russia. Non gradiscono il fatto che la vostra guerra non stia per finire.

Sì, è ancora possibile costringere i russi a vivere in questo modo. Ma le risorse a disposizione si stanno riducendo drasticamente. Non avrete abbastanza denaro o capitale politico per continuare ad acquistare la lealtà dei russi come avete fatto negli ultimi 26 anni.»

Poi, altra dose di propaganda: «Ieri ho ricevuto un rapporto sulle perdite del vostro esercito sul fronte ucraino durante il mese di maggio. Ancora una volta, il numero di soldati russi uccisi e gravemente feriti ha superato i 30.000. Noi manteniamo questo livello mese dopo mese e abbiamo prove video di ciascuna delle vostre perdite: non si tratta di affermazioni vuote.

Sappiamo che il 63% delle perdite sul campo di battaglia è dovuto ai morti, mentre solo il 37% ai feriti. Nel XXI secolo, nessun esercito può permettersi un simile rapporto. E la percentuale di morti continuerà a crescere.»

Zelensky non sta scrivendo a Putin, scrive rassicurando i suoi e a chi sostiene in Europa la sua guerra: «Stiamo perdendo i nostri cari e ogni perdita è dolorosa per noi. Anche quando il rapporto tra le perdite ucraine e quelle russe è di uno a cinque o di uno a sei, la differenza rimane enorme.»

Un messaggio falso e denigratorio: «Abbiamo portato la guerra sul vostro territorio e non sareste stati in grado di affrontarla senza l’aiuto della Corea del Nord. Siete il primo leader della Russia a rivolgersi a Pyongyang per chiedere assistenza. E oggi dipendete completamente dalla Cina, cosa che non si verificava nella storia della Russia.»

Ancora un attacco personale di Zelensky a Putin: «E ora è proprio te che i tuoi funzionari, uomini d’affari e propagandisti guardano con evidente stanchezza. Il mondo intero lo vede.

Il mondo non si è stancato dell’Ucraina, come a lungo speravate. Ma cresce la stanchezza nei confronti della Russia, persino tra coloro che, nel resto del mondo, vi aiutano a eludere le sanzioni e a mantenere a galla la vostra economia. È impossibile non notarlo. Dopo 26 anni al potere, l’età comincia a farsi sentire. E con il tempo, la stanchezza non farà che aumentare.»

La verità è un’altra e si legge tra le righe della lettera: «Basta con la guerra. L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra. Ciò deve essere fatto onestamente, con dignità e con garanzie che la guerra non venga riaccesa. Constatiamo che gli Stati Uniti sono pienamente concentrati sulla questione iraniana, e sarebbe un errore aspettare semplicemente che la guerra in Europa torni al centro della loro attenzione. L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi. Propongo un incontro.»

Zelensky propone a Putin un incontro, ma esclude pregiudizialmente gli accordi di Anchorage. La trattativa dovrebbe avvenire tra la Russia e dall’altra parte l’Ucraina e i Paesi europei, «ovvero coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione». Ossia i Paesi europei che tramite l’Ucraina sono in guerra con la Russia. È probabile che questa lettera sia stata sollecitata dalla Germania e da altri Paesi coinvolti in considerazione della crisi energetica ed economica che si profila sempre più minacciosa.

Zelensky non può che ubbidire, ma la butta in caciara, accusando ancora la Russia: «La vostra guerra ha diviso per sempre l’Ucraina e la Russia. [...] Ma anche voi dovrete lottare molto più duramente per la vostra stessa esistenza, non per quella della Russia, ma per la vostra. E questa non è una minaccia da parte mia o dell’Ucraina. È un fatto della storia russa che conoscete bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento.»

Chiede il cessate il fuoco per potersi rifornire di armi e di uomini: «L’Ucraina è pronta per un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati». Quindi, l’ultima minaccia personale rivolta a Putin: «Se personalmente non giungerete alla conclusione che è ora di porre fine a questa guerra, l’Ucraina continuerà a lottare per la propria sopravvivenza. Avremo coloro che ci sosterranno.»

Non manca, in una lettera così diretta e personale a Putin, un saluto fraterno: «Gloria all’Ucraina!».

I media occidentali, spudoratamente come è loro costume, potranno dire che Putin ha rifiutato la proposta di trattativa lanciata pubblicamente da Zelensky. Il quale ha solo una speranza per rimanere al potere e ricevere denaro da chi lo sostiene: che la guerra continui.

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