Ci sono molte ragioni per ignorare la data del 22 giugno 1941 nella politica ufficiale di commemorazione dell’Europa occidentale. Secondo l’interpretazione prevalente, la “liberazione” è avvenuta solo dove gli Alleati occidentali respinsero e sconfissero la Wehrmacht, non dove combatté l’Armata Rossa annientando il più possente esercito della storia.
Ottantacinque anni fa, le truppe tedesche e i loro alleati fascisti invasero l’Unione Sovietica. Gli strateghi che idearono l’invasione pianificarono il genocidio di 40 milioni di persone. Gran Bretagna e Francia avevano contato che ciò accadesse prima di quel 22 giugno 1941. Sbagliarono i loro calcoli. Hitler attaccò la Polonia nel 1939 e poi la Francia attraverso il Belgio e l’Olanda nel 1940.
La guerra assunse un carattere globale. I suoi pianificatori stavano preparando il più grande genocidio della storia. Tra i 30 e i 40 milioni di cittadini sovietici sarebbero dovuti morire entro la fine del 1941 per assassinio e fame, milioni ridotti in schiavitù e costretti a lavorare nell'economia di guerra tedesca. La parte europea dell’Unione Sovietica era destinata ai coloni tedeschi. Gli ebrei dovevano essere sterminati, tutte le figure di spicco del governo sovietico eliminate e tutti i commissari politici dell’Armata Rossa assassinati al momento della cattura. Un genocidio nel genocidio fu perpetrato contro i prigionieri di guerra sovietici: di oltre cinque milioni di prigionieri, 3,3 milioni morirono, più di due milioni dei quali entro la primavera del 1942.
Dopo appena quattro settimane, i piani militari tedeschi per un nuovo Blitzkrieg fallirono. Il 10 luglio ebbe inizio la battaglia di Smolensk, che durò due mesi: la resistenza dell’Armata Rossa fermò la Wehrmacht, impedendole di raggiungere Mosca fino all’inverno. Mai prima d’allora politici e generali avevano commesso errori di valutazione così catastrofici come Hitler e lo stato maggiore tedesco.
Cosa poco nota, il principale stratega dell’Operazione Barbarossa, come capo del dipartimento operazioni dell’Alto Comando dell’Esercito (OKH), fu Adolf Heusinger (1897- 1982). Dal sito biografico ufficiale della Germania: «Negli anni ‘30, Heusinger condivideva gli obiettivi del nazionalsocialismo [...]. Appoggiò le politiche espansionistiche dello stato nazista e nel 1940 accolse con favore i piani di annessione del regime nazista in Occidente, così come la guerra contro l’Unione Sovietica.»
Heusinger firmava gli ordini per la lotta contro i partigiani, che spesso servivano da pretesto per lo sterminio di massa della popolazione civile. L’Unione Sovietica chiese l’estradizione di Heusinger dagli Stati Uniti per crimini di guerra commessi nei territori occupati. La richiesta fu respinta, considerandola una manovra di propaganda politica durante la Guerra Fredda.
Nel dopoguerra, Heusinger evitò di assumere posizioni critiche sul passato nazista e si schierò ripetutamente a favore del personale militare condannato per crimini di guerra, tra cui il feldmaresciallo Erich von Manstein. Heusinger evitò di assumere posizioni critiche sul passato nazista e si schierò ripetutamente a favore del personale militare condannato per crimini di guerra, tra cui il feldmaresciallo Erich von Manstein Heusinger sostenne la tesi,
diffusa nel dopoguerra, secondo cui la Wehrmacht era costituita da truppe “pulite” che furono semplicemente utilizzate in modo “improprio” dalla leadership nazista.
«Nel 1948, Heusinger, operando con il nome in codice Adolf Horn, assunse una posizione di rilievo nell’Organizzazione Gehlen, il servizio segreto della Germania Ovest supervisionato dalla CIA, come capo del dipartimento di valutazione. L’Organizzazione Gehlen era diventata un punto di riferimento per gli ex ufficiali di stato maggiore tedeschi. Questo gli conferì una posizione chiave per il futuro riarmo della Germania Ovest. Gli Stati Uniti appoggiarono Heusinger, che in seguito fornì alla CIA informazioni sensibili provenienti dall’apparato statale della Germania Ovest.»
Nel 1947, Heusinger chiese agli Alleati occidentali di rimilitarizzare la Germania Ovest. Nel 1950, divenne consigliere per le questioni militari di Konrad Adenauer. Nel 1955, Heusinger fu uno dei 44 generali della Wehrmacht trasferiti alla Bundeswehr (forze armate federali). Pochi anni dopo, divenne Ispettore Generale della Bundeswehr e nel 1961 Presidente del Comitato Militare della NATO. Gli europei occidentali e i nordamericani non ebbero obiezioni verso una persona che aveva svolto un ruolo chiave nella preparazione del genocidio in Unione Sovietica. Nel 2017 Ursula Albrecht lo definì un “modello da seguire” per le forze armate tedesche.
Sottomettere la Russia è ciò che si propongono di rifare i criminali attuali che governano l’Europa. Se non riusciranno con altri mezzi, lo rifaranno non appena saranno pronti per la guerra. Chi nega questo progetto ignora quale sia la vera natura e gli appetiti dell’imperialismo europeo.
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