Solo oggi a mezzogiorno il Consiglio europeo ha pubblicato una nota congiunta (una decina di righe) dei capi di Stato e di governo della UE e di Canada e Gran Bretagna, nonché della presidente della Commissione europea e del presidente del Consiglio europeo (i più manco sanno chi è), in cui si esortano “tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, compreso il Libano”. Dunque una dichiarazione congiunta a babbo morto poiché la tregua non è mai entrata in vigore.
I suddetti Paesi hanno annunciato la loro intenzione di contribuire a “garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz” e hanno dichiarato di essere in “stretto contatto con gli Stati Uniti” (con chi e per fare cosa esattamente?). Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, tanto per distinguersi, ha pubblicato il documento con lievi modifiche, come sua dichiarazione personale.
Nel documento non si fa menzione di chi ha scatenato questa guerra, né di chi sia l’aggressore del Libano. Si sa solo che “il cessate il fuoco di due settimane [è stato] concluso oggi tra gli Stati Uniti e l’Iran”.
Questo per quanto riguarda la UE più Gran Bretagna e Canada. Martedì sera, poche ore prima della scadenza dell’ultimatum di Trump, Cina e Russia avevano posto il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, presentata dal Bahrein (un arcipelago del Golfo Persico con circa gli abitanti della provincia di Brescia) e sostenuta dagli Stati Uniti. Senza menzionare l’aggressione da parte degli Stati Uniti, la risoluzione dichiara che l’Iran deve smettere di attaccare il Golfo, smettere di minacciare i suoi vicini e riaprire lo Stretto di Hormuz.
L’ambasciatore Mike Waltz, rappresentante degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, si è espresso così: “Come ha spiegato il presidente Trump nella sua dichiarazione alla nazione e al mondo la scorsa settimana, siamo qui perché il regime tirannico dell’Iran ha persistito per decenni nell’intensificare i suoi attacchi contro il popolo americano, i nostri alleati nella regione e le flotte commerciali mondiali, in flagrante violazione del diritto internazionale e di quasi una dozzina di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.
Waltz ha proseguito: “Tuttavia, come questo Consiglio sa, gli Stati Uniti hanno costantemente perseguito una soluzione diplomatica, pur continuando a raggiungere i nostri obiettivi nell'ambito dell’Operazione Epic Fury. Abbiamo presentato all’Iran proposte diplomatiche concrete. Gli Stati Uniti restano pronti a un dialogo diplomatico costruttivo, ma la diplomazia non può avere successo laddove la sfida, il ritardo e l’escalation rimangono l’unica risposta di Teheran”.
L’ambasciatore non ha dimenticato di ricordarci il suo libro preferito che ogni sera legge prima di addormentarsi: “Il libro che seguo, in quel libro, dice che Dio ha provveduto una via d’uscita”. Quando le opere sono ben scelte e la lettura attenta, poi il meticoloso lancio di missili su scuole e ospedali avviene come nei concerti di Vivaldi: in un’eccellente versione barocca.
"siamo qui perché il regime tirannico dell’Iran ha persistito per decenni nell’intensificare i suoi attacchi contro il popolo americano, i nostri alleati nella regione e le flotte commerciali mondiali,"
RispondiEliminaSono il solo a non aver mai notato questi attacchi dell’Iran al popolo americano e per decenni per giunta?
Il resto è pura... Comicità!