venerdì 24 aprile 2026

Eliminare i testimoni del genocidio

 

Entro il primo maggio Trump attaccherà di nuovo l’Iran, se non ci sarà un accordo. Infatti, entro quella data scadono i 60 giorni che la legge concede a un presidente per scatenare un conflitto militare senza l’autorizzazione del Congresso. Un accordo che molto probabilmente non ci sarà. Trump s’è infilato in questa trappola tesagli dai sionisti e non sa come uscirne se non, appunto, con il proseguimento di una guerra alla quale nessuno riconosce legalità, salvo ovviamente i sionisti che ne sono i veri mandanti.

Il criminale di guerra che siede alla Casa Bianca ha addirittura sostenuto, impunemente, che non userà l’arma nucleare. Cosa che implica che tale possibilità è stata sicuramente presa in considerazione tra le opzioni disponibili. Inaudito, eppure tutto tace a tale riguardo.

Intanto il Reich ebraico continua ad uccidere in Libano, civili inermi, giornalisti e fotografi. Nel caso di Amal Khalil e della fotografa Sainab Faraj si è trattato di una vera e propria caccia ed esecuzione a mezzo di droni. Dopo un primo attacco alla loro auto, avvenuto alle 14.30, le due donne si sono rifugiate al riparo di un albero. Alle 16.00, sono state attaccate di nuovo. Si sono rifugiate in una casa, dove hanno atteso l’arrivo di un’ambulanza della Croce Rossa. Tuttavia, le truppe d’occupazione israelite si sono rifiutate di lasciare il passaggio ai paramedici e anzi hanno attaccato il veicolo della Croce Rossa con granate stordenti e munizioni vere, avvertendo nel contempo le truppe dell’UNIFIL di non utilizzare la strada per Al-Tiri.

Poco dopo, la casa dove le due donne stavano aspettando i soccorsi è stata bombardata. Amal Khalil è morta sotto le macerie dell’edificio distrutto. Il Ministero della Salute libanese ha confermato ieri la sequenza degli eventi. È chiaro che il Reich ebraico vuole eliminare i testimoni del genocidio arabo.

L’ennesimo crimine di guerra da parte del Reich ebraico ha gettato un’ombra sul secondo incontro tra il rappresentante sionista e l’ambasciatore libanese negli Stati Uniti. I colloqui erano previsti a Washington per ieri. Il presidente libanese Aoun aveva già dichiarato in precedenza che Beirut avrebbe avviato negoziati solo dopo il raggiungimento di un cessate il fuoco duraturo. Aoun ha inoltre sottolineato la necessità di consentire il ritorno degli sfollati nel Libano meridionale. È chiaro che la guerra ebraica contro il Libano rimarrà un tema centrale nei futuri colloqui tra Stati Uniti e Iran.

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