In Italia, nel 1922, la fiducia al governo Mussolini (*) fu votata dai partiti borghesi. In Germania, nel 1933, la legge sui pieni poteri a Hitler fu approvata con i voti dei partiti borghesi. Ma la lezione appresa in quegli anni di brutale e sanguinoso conflitto di classe fu: mai più fascismo, mai più guerra. Ma per raggiungere stabilmente questo obiettivo, bisognerebbe eliminare le condizioni sistemiche che avevano reso possibile il fascismo e la guerra (**).
La politica è intrinsecamente legata alle classi e viene utilizzata dai loro rappresentanti nell’interesse di una classe o dell’altra. Un partito che non ha nel suo programma e nei suoi obiettivi concreti un ordine sociale diverso da quello attuale, nei fatti sostiene la borghesia e i suoi interessi, dunque non può essere considerato un partito di sinistra.
La questione sociale fondamentale riguarda “chi sta in alto” e “chi sta in basso”, sfruttati e sfruttatori, poveri e ricchi, vincitori e vinti. Questa sinistra, così come le altre sedicenti sinistre europee, ha operato una scelta netta: non solo non aspira a un cambio radicale dell’ordine economico e sociale, ma nemmeno a un qualsiasi reale forma di socialismo democratico.
La sua alleanza con il centro e spesso anche con frange della destra, non è meramente tattica, bensì strategica. Essa è tutta e solo per questo sistema illiberale, per la grande proprietà privata, poiché quella piccola è stata completamente fagocitata e non esiste più. Ancor più della destra fascista (!), è per il completo controllo del capitale privato nell’economia e nella società, come dimostra di là di ogni dubbio la storia dei suoi governi.
È una “sinistra” conservatrice per posizionamento e definizione!
Scriveva Marx: “il capitale aborre la mancanza di profitto o il profitto molto esiguo, come la natura aborre il vuoto. Quando c’è un profitto proporzionato, il capitale diventa audace. Garantirgli il 10%, e lo si può impiegare dappertutto; il 20%, e diventa vivace; il 50%, e diventa veramente temerario; per il 100% si mette sotto i piedi tutte le leggi umane; dategli il 300%, e non ci sarà nessun crimine che esso non arrischi.» (***)
Non è casuale che da decenni si è creata un’industria della delegittimazione di qualsiasi forma autentica di antagonismo sociale, una delegittimazione che continua a essere alimentata non solo dalla destra, ma ancor più da quella che passa per essere la sinistra, preoccupata dal fatto che sempre più persone, di fronte alle evidenti catastrofi indotte dal sistema capitalistico, ne mettono in discussione la pretesa di verità assoluta, compresa la sua narrazione storica.
La possibilità di una risoluzione positiva della lotta tra democrazia e totalitarismo nell’epoca attuale si fa sempre più dubbia (ad essere ottimisti), mentre la questione alternativa – guerra o pace, socialismo o barbarie – si fa sempre più urgente.
(*) Nella XXVI legislatura il Blocco nazionale, che includeva i fascisti, non aveva affatto la maggioranza in Parlamento, tutt’altro.
(**) Sconfitto il nazismo e il fascismo, nel maggio del 1946 Churchill coniò l’espressione “cortina di ferro”. Questo termine era stato introdotto nel vocabolario politico dal ministro della propaganda nazista Goebbels. Stalin, l’alleato del giorno prima, prese il posto di Hitler.
(***) I, cap. 24.
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