martedì 28 aprile 2026

Un Paese pieno di debiti e di enfasi dannunziana

Il 25 aprile, a Milano, Netanyahu e Trump sono sfilati in corteo. In effige, ovviamente, ma c’erano anche loro. Circondati da bandiere dello Stato sionista. Il prossimo anno potrebbe sfilare una gigantografia molto più appropriata, quella di un personaggio che nella lotta al nazifascismo ebbe un ruolo determinante: Stalin. Perché no? Lui era a capo dell’Unione sovietica e di quell’Armata Rossa che dalla periferia di Mosca ricacciò indietro fino a Berlino e oltre le truppe nazifasciste.

Mentre gingilliamo in queste faccende, Netanyahu e i suoi amici continuano ad assassinare civili in Palestina e nel Libano. Trump, notoriamente permaloso, sogna di riportare l’Iran all’età della pietra e l’Europa all’epoca del calesse. Meloni, non potendo rivendicare Fiume, s’accontenta di presidiare la Rai.

Nei soli primi sei giorni dell’attacco all’Iran, le forze armate statunitensi, secondo le proprie stime, hanno bruciato oltre undici miliardi di dollari. Hanno i soldi per le guerre, ma non per dare un tetto a chi non ce l’ha (in un solo anno, dal 2023 al 2024, negli Usa sono aumentati del 18%, passando da 653.104 persone a 771.480, e ora certamente non sono di meno).

Altro dato su cui riflettere: il riarmo degli stati europei della NATO ha portato al maggiore incremento annuo della spesa militare nell’Europa centrale e occidentale dalla fine della Guerra Fredda. La Germania ha rappresentato la quota maggiore di questo aumento: la spesa tedesca in tale settore è cresciuta di un considerevole 24% rispetto all’anno precedente (fonte: SIPRI). In quattro anni, il Ministero della Difesa germanico ha stipulato oltre 47.000 contratti per la fornitura di armamenti, per un valore di circa 111 miliardi di euro.

Che diceva Andreotti? La stessa cosa che disse Stalin a Jalta.

E l’Italia con le pezze al culo, quella grande nazione dove poco più di un quarto dei contribuenti copre oltre tre quarti del gettito totale? Nel Paese dove le università apriranno presto un corso di laurea in diritto successorio, la spesa militare sfiora i 50 miliardi. Un paese ricco, muscoloso e proiettato nel passato: spezzeremo i reni ai grechi nel bagnasciuga. 



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