martedì 12 luglio 2022

Il risveglio

 

Da qui alle prossime elezioni, gli avvenimenti mondiali, ossia gli unici fatti che contano, s’incaricheranno d’imporsi sulla commedia dell’arte italiana.

L’inflazione e l’aumento dei tassi d’interesse hanno avuto l’effetto, in soli sei mesi, di triplicare gli interessi sul gigantesco debito pubblico italiano. Non è una cosa da poco.

Dopo quasi un decennio di tassi negativi e di deflazione, la transizione da un’era all’altra, cui stiamo assistendo, si rivela densa d’incognite, e di paure.

I governi dei tecnocrati senza partito hanno garantito solo delle brevi pause al declino strisciante dell’Italia. L’effetto disciplinante dei mercati sulla politica si farà presto risentire.

Il risveglio, già sul finire dell’estate, sarà brusco, aggravato dagli shock provocati dal costo dell’energia e da altre criticità che ormai conosciamo.

Roma, la capitale europea della spesa a debito, brucia. Non ci saranno salvatori della patria che potranno contenere la protesta sociale, né bonus a pioggia né la mobilitazione di centinaia di giornalisti o sedicenti tali.

Lo scontro scuoterà un ceto politico squagliato, ne rivelerà ancor più l’inconsistenza, il disorientamento e l’ambiguità. La fragilità istituzionale tornerà sotto i riflettori dei mercati e saranno dolori.

Saremo chiamati a distruggere quel poco di “pubblico” che ancora resiste, per “aprire il mercato alla concorrenza”, come si dice a Bruxelles. La ricetta è sempre quella, creare una concorrenza fittizia e nuovi falsi lavoratori autonomi.

Il voto non paga, non risolve nemmeno l’ordinario, la maggioranza delle persone l’ha capito. L’hanno compreso anche molti di quelli che comunque continuano a recarsi alle urne così come ci si reca in chiesa. Un riflesso condizionato, un’abitudine, un residuo di speranza disperata.

5 commenti:

  1. Sempre più deciso a non andare a votare, ma sempre più convinto che non serva, è evidente che se ne fottono del numero dei votanti.

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    1. l'astensione di massa è solo il primo passo, fidatevi

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  2. "I governi dei tecnocrati senza partito hanno garantito solo delle brevi pause al declino strisciante dell’Italia."

    E di questa perla che te ne pare Luis? I tecnocrati garanti che mettono in pausa il declino

    decine di giornalisti e centinaia di editoriali per evangelizzare e tramandare la stessa parola del signore. Oggi emergono così, per non dire galleggiano, i loro lettori e possibilmente elettori

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    1. Se tu non fossi quello che sei, avresti capito il senso della frase in rapporto al resto (i “mercati”, i partiti squagliati, ecc.). Chiedi in famiglia, forse sapranno spiegarti i gravi motivi del tuo impedimento.

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  3. https://bit.ly/3IuPZWq

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