venerdì 14 maggio 2021

Or tu, sì memorandi casi a noi rivela


Più è grossolana una balla, maggiore sarà il suo successo e il persistere nella comune opinione. Lo sapevano bene Eusebio di Cesarea e i suoi collaboratori di cancelleria quando sistematizzarono il mito evangelico improntandolo su quelli più antichi, facendovi poi apporre il sigillo imperiale in quel di Nicea. Ancora oggi molti storici di professione trattano la faccenda come cosa seria.

Abbiamo evidenza solare, nel corso di quest’ultimo anno e mezzo, di quanto siano attendibili gli “esperti” pangolini parlanti in camice bianco. Non ci resta che contemplare con nuova curiosità il precipitare della comune fiducia nella “scienza” e nei “dati”.

Più modestamente, ma non meno gagliardamente, si sono cimentati alcuni burloni dell’Archivio di Stato di Venezia, come già scrivevo lo scorso 3 aprile, ripresi con enfasi narrativa dai media nazionali e anche esteri. Hanno inventato, sulla scorta di due documenti artefatti in modo maldestro, ma non più di Eusebio, la data di fondazione della città di Venezia. E oggi cosa fa il Fondo per l’Ambiente Italiano?




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