Il caldo estremo sta cristallizzando l’immensità della stupidità umana. Storico. Straordinario. Estremo. Eccezionale. Senza precedenti. L’ondata di calore è stata costellata di superlativi e record. Un po’ tutto è diventato storico, straordinario, estremo, eccezionale, non solo il clima. Se solo qualche anno fa ci avessero raccontato di un presidente che dalla Casa Bianca telefona per far togliere una squalifica a un giocatore di calcio, avrebbe sghignazzato tutto il sistema solare. Arriveremo al punto che non riderà più nessuno.
Ma Trump non è l’unico clown in circolazione. Gli altri clown sono riuniti ad Ankara e discutono sul riarmo dell’Europa. Secondo diverse fonti, il programma prevede la transizione alla NATO 3.0. Si tratterebbe di una NATO i cui Stati membri dell’Europa occidentale si assumerebbero in gran parte la responsabilità della propria “difesa”, mentre gli Stati Uniti si limiterebbero al ruolo di “ombrello nucleare”.
Ma armarsi ancora di più per difendersi da chi? Bisogna essere dei folli per pensare che la Russia decida di attaccare l’Europa occidentale. A quale scopo, con quali mezzi, con quale prospettiva? La Germania, ad esempio, ha già raddoppiato le sue spese militari dal 2022. Ma soprattutto e per quanto ci riguarda direttamente, con quali cazzo di soldi si acquisiranno nuovi armamenti? Chi pagherà il conto già lo sappiamo.
Il capo di SM della Marina dice (richiesto da chi?) che “l’Italia può esercitare un ruolo guida nel Mediterraneo”. Un ruolo guida per chi, per il flusso di migranti che attraversa il Canale di Sicilia? Chi ci minaccia nel Mediterraneo? Il Lagocephalus sceleratus e altre specie cosiddette aliene. Altrimenti, chi altri ci minaccia (oltre a questi sconsiderati riuniti ad Ankara)?


Il problema è che pure Erdogan s'infila in questa guerra per smembrare la Russia siamo al dessert!
RispondiEliminaantipasti
EliminaCorreggo: se pure Erdogan...
EliminaMa la NATO non era il contraltare post bellico IIGM del patto di Varsavia? Ma quest'ultimo c'è ancora o è solo un ricordo storico? Noi andare in guerra sempre con le pantofole come nelle 2 GM precedenti, ma per carità, non sono state sufficienti?
RispondiEliminaDivido questo scritto in due parti per motivi di spazio. Mi piacerebbe sapere la sua opinione.
RispondiEliminaF. G.
Da molte settimane l'intelligence russa ha determinato
che non esistono più obiettivi strategici da colpire in
Ucraina. Praticamente tutte le poche armi usate da Kiev
vengono fabbricate in Europa e poi trasferite di nascosto
in Ucraina dove spesso i convogli vengono attaccati.
Alcune armi non entrano nemmeno sul territorio ma
vengono lanciate dagli stati baltici o addirittura a volte
da dentro la stessa Russia dove entrano di nascosto,
anche se poche.
A breve la Russia libererà il Donbass. Tra poche
settimane Slavyansk e Kramatorsk passeranno di mano.
Sono letteralmente le ultime due fortezze militari esistenti
non in Ucraina ma in tutta Europa, fino a Lisbona.
Questa rete è stata appositamente costruita dal 2014 per
prepararsi a questa guerra, dietro non c'è più niente.
La Russia libererà il Donbass e Odessa e poi farà l'ultima
offerta alla NATO, perché si trovi un accordo. Se, come è
evidente, la NATO rifiuterà perché sarebbe una sconfitta
storica, ai russi resterà l'iniziativa ma con due decisioni
difficili:
* liberare anche il resto dell'Ucraina a partire da Kiev fino
a Leopoli: sarà una passeggiata rispetto a quanto già
fatto;
* questo però potrebbe non bastare. Una NATO sconfitta
in Ucraina sarebbe devastante per l'Alleanza (in pratica
già sciolta) ma soprattutto per quelle borghesie
occidentali che contano su questo per nuovi profitti o,
come in questo caso, per riciclare i debiti.
La Russia ha certamente perso la sua deterrenza a causa
dell'atteggiamento di Putin che, come Pezeškiyān in Iran,
ha sempre tentato di arrivare ad un accordo per tentare di
entrare nel Grande Club.
Putin sa che vincere, o addirittura stravincere come sta
succedendo, in Ucraina significa chiudere
completamente i rapporti con l'Occidente ed aprire un
nuovo confronto simile alla Guerra Fredda, in cui la
NATO - e soprattutto l'Europa ormai in bancarotta -
ripartirebbe con un progetto simile a quello di Kiev con
un altro stato, magari uno degli stati baltici.
La sua fazione, come quella di Pezeškiyān, vuole un
buon accordo che consenta di riprendere gli affari e,
magari, essere accettati nel Grande Club.
2) Così facendo però Mosca, come Teheran, ha perso la sua
RispondiEliminadeterrenza. Da intoccabili sono diventate aggredibili con
moderazione. Dalla fine del mondo se attaccati, sono
diventate "se spariamo poco, possiamo sparare". La
moralità con cui Mosca e Teheran non attaccano gli
obiettivi civili e i civili stessi ha per esempio convinto le
intelligence occidentali che la Russia non userebbe mai
l'atomica, perché significherebbe una strage di civili.
E, quindi, può essere attaccata con armi convenzionali,
anche più volte, anche ogni settimana, ogni giorno e così
via. Soprattutto da chi, come gli USA e l'Europa, crede che
non sarà mai a sua volta attaccata perché "sarebbe
troppo".
Putin perderà le elezioni di Settembre e forse anche la
presidenza ma in entrambi i paesi il vero rischio è che i
due governi vengano del tutto destituiti se continuano a
tergiversare.
In Russia crescono sempre di più le fazioni secondo le
quali negoziare è inutile. La scommessa di Putin e di
Pezeškiyān di trovare prima o poi un buon accordo,
magari cedendo su qualcosa, che assicuri la cessazione
delle ostilità è fallita. L'imperialismo non regala soldi,
non divide torte, nemmeno se tu accetti di prendere una
porzione piccola. Glieli devi togliere dalle tasche
altrimenti non te ne daranno nemmeno una briciola.
Cresce quindi il partito che pensa che continuare a
bombardare l'Ucraina sia inutile perché non è mai stato lì,
e ancora di più non lo è ora, il centro in cui si prendono le
decisioni e ora nemmeno quello in cui si costruiscono le
armi e che l'unico modo per prevenire una grande guerra
contro la NATO sia spaventarla a sufficienza
dimostrandole che la Russia non ha paura di attaccarla.
Quello che invece la NATO crede sia ormai impossibile.
Di più, c'è chi pensa che per ristabilire anche la
deterrenza nucleare, che secondo questi è persa, l'attacco
dovrebbe avvenire anche con armi atomiche, sebbene
piccole. Del resto, dicono, se la guerra è inevitabile perché
l'Europa la vuole, perché attendere che si sia riarmata?
Facciamola subito, quando loro sono disarmati o quasi.
Di certo, Putin ha perso la sua scommessa. L'umiliazione
di sentire gli Stati Uniti rinnegare gli accordi presi in
Alaska e mai implementati, in cui Putin aveva accettato
di fare concessioni importanti contro i consigli dei suoi, e
addirittura sentire dire a Rubio che attaccare la Russia "in
profondità" potrebbe convincerla a fermare la guerra -
quindi una escalation - è stato davvero imbarazzante per
il Presidente russo.
Gli stessi che dicevano che Trump era un agente russo
ora tacciono dopo che gli Stati Uniti si sono riposizionati
in seguito alla cocente sconfitta in Iran e il rinnovato
interesse USA per l'Ucraina segnala che hanno stabilito
che dopo quella in Medio Oriente non possono perdere la
guerra in Ucraina.
Rimangono solo poche settimane a Putin per decidere
cosa fare. L'ultima proposta verrà rifiutata e a quel punto
liberare Kiev e Leopoli dopo il Donbass sembra
inevitabile.
Ma non chiuderebbe la guerra. Una NATO e soprattutto
una Europa deindustrializzata e indebitata non avrebbe
altra scelta che ripartire con lo stesso copione: terrorismo
in Ucraina, preparativi per l'ingresso in guerra dei paesi
baltici o magari della Romania e della Moldavia.
Per certo mancano poche settimane a decisioni che
saranno molto difficili e che avranno conseguenze
importanti. Ma chi crede che la Russia non deciderà mai
di attaccare la NATO vive nell'illusione. Una illusione
pericolosa.