È chiamato democratico un sistema dove si va a votare, poco importa di che si tratti realmente. Si vede la democrazia dalla prospettiva della propria posizione di privilegio anziché cogliere la realtà delle cose per ciò che sono: ovvero che la democrazia è l’enigma irrisolto di tutti sistemi sociali e delle loro costituzioni.
Infatti, importa nulla se si tratta di un sistema dove le banche razziano decine di miliardi di utili netti l’anno; dove i gestori dei servizi, attraverso tariffe basate sul più puro sistema di grassazione, macinano miliardi; un sistema che consente a delle gang la gestione dei beni demaniali versando all’erario quattro spicci. Eccetera, eccetera, eccetera ...
Se questa è dunque “la democrazia”, per rifarmi solo al caso nostro, allora che cos’è il totalitarismo? Possono cambiare i governi, di ogni colore, ma ciò che non cambia sono i rapporti sociali, ossia i rapporti tra quelli che hanno in mano il timone e chi invece deve solo remare e votare. Dove condurre la nave e che cos’è la democrazia lo decidono loro.
Il ricatto democratico sta proprio in questo: se vuoi la tua scodella di riso e l’abbonamento a DAZN, devi remare. E poco importa se dalla stiva sale qualche borbottio. Fa parte della “vera” democrazia, dicono. Un semplice disturbo di fondo, che non sposta di una virgola la questione fondamentale: quella dei rapporti sociali.
Ma che cosa sono questi “rapporti sociali”, chiederà l’ingenuo. Semplice: innanzitutto i rapporti di proprietà. Ah no, di qua non si passa, rispondono. I rapporti di proprietà non possono essere messi in discussione. Se t’azzardi a qualcosa di più del mero borbottio, del chiasso televisivo e di fondo, allora finisci di là del muro.
Dunque, quali sarebbero i mezzi legali, detti democratici, per ottenere un cambiamento di tali rapporti sociali? Non esistono mezzi legali, sarebbe una contraddizione che la classe dei padroni del vapore prevedesse mezzi legali per mutare gli attuali rapporti sociali. La democrazia è la verità del potere, ma non è la verità della democrazia.
A fronte di ciò e di molto altro, i fascisti di destra, sinistra, centro o altrimenti camuffati, chiamano “terroristi” dei giovani che protestano lanciando sassi e fuochi d’artificio. Ringraziassero il loro dio democratico che quei giovani non hanno, finora, piena coscienza di che cosa sia e in che cosa consista una vera battaglia per il potere. Cioè una vera lotta per la demo-crazia.
Lontana da me l'idea di voler accendere e trascinare il dibattito all'interno di questa meravigliosa casa piena di notizie e spunti e sapere che tu molto generosamente apri a tutti noi verso qualcosa di troppo esplosivo; ciònonostante è la familiarità con tali dibattiti che trascina me verso la voglia di azioni più concrete, anche se disinnescate e ridotte a semplici pensieri e domande.
RispondiEliminaQuindi mi domando da molto tempo oramai cosa ci fermi dalla lotta armata.
Io non voto da molto, ho votato ultimamamente solo per cercare di cambiare la giunta comunale della mia piccola cittadina, alle politiche so che continuerò a non votare sorbendomi il coro di disapprovazione verso questa mia scelta.
Ma ciclicamente mi domano: perchè non la lotta armata? Cosa ferma i più temerari che pur esistono, ne sono certo, dall'imbracciare le armi per combattere questo status quo paludoso e mafioso?
Sono io il primo pavido e ne faccio ammenda, forse è giusto così, ma alla soglia dei sessant'anni ho bisogno di parlare alla mia coscienza e di non sputarmi in faccia guardandomi allo specchio.
Per cui la domanda dentro di me rimane..
Perdona queste mie parole inutili el contempo forti nei toni, ti ringrazio sempre per gli spunti di continua riflessione.
Un caro saluto
Roberto
Thus conscience does make cowards of us all,
EliminaAnd thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pitch and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action.
big hug
Tal mi fec'io in quell'oscura costa,
Eliminaperché, pensando, consumai l'impresa
che fu nel cominciar cotanto tosta
Eppure i miei trent’anni erano pochi più dei loro
EliminaMa non importa adesso torno al lavoro ............... E io ho la faccia usata dal buonsenso
Ripeto “Non vogliamoci del male”
E non mi sento normale
E mi sorprendo ancora a misurarmi su di loro
E adesso è tardi, adesso torno al lavoro
Grazie come sempre e grazie anche a Roberto, Muzio
Il precedente non è stato pubblicato, forse troppo stringato.
RispondiEliminaRiformuliamo: non vedo "sistema" migliore delle attuali democrazie rappresentative, provare a rovesciarlo con la violenza? Non è andata benissimo in Italia la volta precedente, a dire la verità mi pare neanche nel resto del mondo si siano raggiunti risultati fantasmagorici.
Dite che la democrazia non tutela le classi povere? Fondate un partito, conquistate la maggioranza e miglioratela, dall'interno però, rispettando le regole.
Gli anni di piombo hanno avuto come unica eredità il disimpegno e l'allontanamento delle masse dalle istanze, giustissime, della sinistra.