giovedì 19 novembre 2020

Annegati nell'ipocrisia

 

Negare l’evidenza, la gravità e il dramma di questa pandemia, è da sciocchi e da irresponsabili; enfatizzarne taluni aspetti è cinico e gravido di conseguenze.

Qui si tratta delle nostre libertà individuali e collettive messe tra parentesi, in quarantena. Dov’è il dibattito? È annegato nel manicheismo. Non dialoghiamo più, ci imponiamo. Non confrontiamo più i punti di vista, mostriamo un senso di appartenenza; non analizziamo più, sentenziamo.

Il pensiero critico è stato messo in formalina. La dittatura del nuovo ordine morale è spietata. I terroristi del pensiero sono sempre più numerosi, da una parte e dall’altra; certo, non uccidono, eliminano. Se un personaggio moderato come Massimo Cacciari diventa una voce discordante e da silenziare, vuol dire che qualcosa di grave, di enorme, è successo.

Ormai i fronti opposti non sono disposti a fare prigionieri. Il presidente del consiglio parla, poi il ministro, che ha un’idea nuova ogni minuto, twitta. È più facile commentare che prendere decisioni, questo lo so, ma sei stato tu, caro ministro, a volere quelle responsabilità, pur sapendo che sei un dilettante privo di competenze e di cultura.

Un ragionamento serio e misurato sul fenomeno è diventato impossibile, la complessità della realtà, e non solo nel caso della pandemia, è spesso liquidata con una frase dai perlustratori dei siti internet, con una battuta cui far seguire emoticon e sghignazzi.

Ora da casa possiamo ordinare il cibo con un clic e la nostra vita sociale la viviamo sui social, dove si può dire apparentemente tutto quel cazzo che vogliamo. Intanto ci stanno monitorando h 24. È per la nostra sicurezza! Stiamo bene da quando si prendono cura di noi.

Sta a noi mantenere a galla la democrazia prima che affoghi nel sentimentalismo, nella falsa tolleranza, nell’ipocrisia del decoro universale o nel fascismo benevolo e ingannevole. Sta a noi erigere barricate contro l’Impero del Bene e della Curva esponenziale!

Il numero dei ricoveri in terapia intensiva è oggi dogma, come se il problema della saturazione delle terapie intensive nella stagione delle infezioni non fosse il cruccio di ogni anno, soprattutto in regioni come la Lombardia.


Gennaio 2018

Ciò vale anche per il numero dei morti giornaliero. È difficile far passare l’idea che la morte è questione che ci riguarda tutti in ogni momento. Si vive più a lungo, ma alla fine il destino di ognuno è segnato: più sei vecchio e ammalato, meno è distante il traguardo.

Non è in discussione il fatto che l’età media dei deceduti nella tipologia covid è di 82 anni, e però non vogliamo accettare sia un fatto statistico che degli ottuagenari con gravi patologie a carico muoiano a centinaia ogni giorno.

Certo, muore con il covid anche chi è più giovane, in certi casi senza particolari patologie. Ogni morte rattrista, tanto più di persone giovani, ma sul piano statistico è normale che avvenga. Perciò si tratta di un’affezione virale che deve essere valutata seriamente, senza insufficienze ma anche senza isterismi.

Possiamo valutare che da qui alla fine dell’anno le morti annoverate al covid saranno ufficialmente intorno alle 50 - 60.000. Ciò significa che questo numero di morti andrà a sommarsi a tutti i morti che si registrano mediamente in un anno?

Ogni anno muoiono per malattie respiratorie circa 45.000; per malattie cardiocircolatorie circa 240.000. Eccetera. Si tratta di persone prevalentemente anziane. Quanti di questi portatori di gravi morbilità, positivi e iscritti tra i morti covid, sarebbero comunque arrivati a brindare a Capodanno 2021?

Pertanto il numero dei morti che quotidianamente il bollettino indica deceduti per covid dovrà essere necessariamente diluito per tener conto di quelli che comunque nell’arco dell’anno sarebbero morti per altre patologie, se si vuole ottenere una stima seria.

Bisogna tener conto, ed è un’altra faccenda maledettamente seria, anche di coloro che sono deceduti a causa delle mancate e insufficienti cure o per il ritardo con il quale sono stati sottoposti ad intervento chirurgico. Ieri, una fonte autorevole, indicando 100.000 di questi casi con aggravamento e morte per almeno il 10%, calcolava non meno di 10.000 morti. Questi morti a chi li mettiamo in carico?




15 commenti:

  1. Sentita oggi, da uno sconosciuto che parlava con un altro sconosciuto.
    "Ieri ho visto un amico che non vedevo da sei mesi. Lui ha paura, e resta chiuso in casa. E' rimasto chiuso anche durante l'estate."
    Pausa di riflessione.
    "Bravo".

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    1. come Ilaria Capua che ha dichiarato che non esce quasi di casa e che martedì ha detto che questa è la "peggiore pandemia a memoria d'uomo" (testuale)

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    2. Mi pare che abbia motivato con la perdita di prestigio che le deriverebbe dall'essere contagiata.

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    3. esatto. questo dà la misura degli effetti di una prolungata esposizione mediatica.

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    4. hai visto il tweet di Malvino?

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    5. Pardon, avevo inteso il post sul blog. Adesso ho visto il tweet e non ho riso, ma sono incondizionatamente d'accordo.

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  2. ho capito, visto che non si può far niente per alleggerire le storture del capitalismo, almeno alziamo barricate contro la curva esponenziale. Buonanotte, va'.

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    1. attendiamo suggerimenti e soprattutto esempi concreti

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  3. Lei come commenterebbe questi dati in cui vediamo un aumento fortissimo della mortalità rispetto all'anno passato? In particolare gli ultimi due punti di pagina 2? Grazie.

    https://www.istat.it/it/files/2020/05/Rapporto_Istat_ISS.pdf?fbclid=IwAR2AgwW1lDSZU7RmVdOzKJ9cYmurmI4G-pjR0mdJJnbTgdgThsCdVyWRQGw

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    1. L’eccesso dei
      decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710).

      Nessuno nega che vi siano stati più morti, ma non tutti i morti in più sono per Covid, ma "solo" il 54%. Considerata l'eccezionalità del periodo ci sta. Il prossimo anno avremo, si spera, dati più complessivi e le percentuali saranno sicuramente diverse.

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    2. Facciamo una scommessa a medio termine. Nel giro di 2/3 anni tutto sarà riequilibrato, perché molti vecchi saranno già morti nel 2020, e non potranno alimentare le cifre del 2021-2023.
      (Spero che nessuno commenti usando la parola "negazionista", o, più subdolamente, accusandomi di crudeltà verso i nonni).

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    3. curiosa osservazione. Curiosa perché ovvia, anche senza bisogno di scommettere. Anche se fossero morti un milione di persone tutto si riequilibrerebbe, non in 2/3 anni ma magari in 10/15. E allora ?

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    4. (Avevo già risposto, ma è andata perduta)
      Curiosa è la generalizzata refrattarietà ai ragionamenti quantitativi. Due anni sono diversi da 15, dal momento che nel lungo periodo tutti i nati muoiono. Due anni significano una cosa precisa: i 13.710 in eccesso(*) sarebbero morti in fretta, comunque. Ma parliamo piuttosto dei restanti 11.644 (*): chi li ha fatti morire? La mia ipotesi è che siano in gran parte morti per carenza di diagnosi e cure causata dalla polarizzazione dell'attenzione sul Covid. Al riguardo, ho anche casi concreti di mia conoscenza. Ma non voglio generalizzare i miei casi personali: ce n'è abbastanza, in giro, di gente che stiracchia i dati e gioca al piccolo statistico. Io li chiamo i seguaci di Trilussa.

      (*) Sembre dato e non concesso che le cifre Istat siano basate su dati e fonti attendibili. Su questo, francamente, non scommetterei neppure un caffè.

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    5. ho capito, però permetta, io al suo posto, per esprimere il concetto ora espresso non avrei usato l'espressione "tutto sarà riequilibrato", ma appunto l'espressione "sarebbero morti in fretta", molto più chiara. Ora resterebbe da capire se, secondo lei, il fatto che "sarebbero morti in fretta" rende quelle morti meno tragiche.

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    6. Ecco, è successo. Lo dicevo sopra: Spero che nessuno commenti (...) subdolamente, accusandomi di crudeltà verso i nonni.
      P.S. Quando dicevo "nessuno" era generico. Ma la sua scelta dello pseudonimo la espone agli stessi rischi del ciclope omerico.

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