domenica 1 febbraio 2015

Un esproprio e una truffa


«Se gli Stati Uniti fossero stati governati coi criteri seguiti dal Fondo monetario internazionale, il loro sviluppo economico avrebbe subito un enorme rallentamento. Nel predicare l’ortodossia in materia finanziaria alle nazioni in sviluppo, la nostra posizione non era diversa da quella della prostituta che, ritiratasi a vivere dei guadagni della sua professione, si convince che la virtù pubblica esige l’abolizione delle case chiuse». (*)

Queste parole sono state scritte esattamente mezzo secolo fa da un noto comunista di nome Arthur Schlesinger jr., dopo la sua esperienza alla Casa Bianca, e il loro valore sta nella presa d’atto di quanto fossero considerate allora velleitarie e fallimentari le politiche liberiste e come ciò trovi puntuale conferma al giorno d’oggi.


Come notavo giorni addietro, chiedere a un paese nelle condizioni e con le risorse della Grecia di pagare euro su euro il proprio debito e i relativi astronomici interessi è semplicemente illusorio perché fuori dalle possibilità reali di quel paese, e ciò nonostante la spesa dei greci per beni e servizi sia calata in pochi anni di almeno il 40 per cento e la disoccupazione si attesti al 26 per cento.

venerdì 30 gennaio 2015

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Gli sta bene a Odifreddi che s’è voluto immischiare nei premi letterari! Oltre alle immancabili cricche dell’élite kulturale s’è imbattuto in quella sionista e dei relativi simpatizzanti. Due giurati, Daverio e Calimani, non gradiscono averlo tra i piedi, troppo politicamente scorretto il suo giudizio sulla Shoah e le camere a gas. Daverio è uno molto amico della lobby e Calimani ha un ruolo di primo piano nella comunità ebraica veneziana. Ora Odifreddi può rinsaldare la sua fama di martire della verità storica, contro il canone imposto per legge. Però stia bene attento a definire “opinioni” le camere a gas, perché Faurisson fu rimosso dall'insegnamento e privato della pensione a causa delle sue tesi. Siamo tutti Charlie, si diceva appena due settimane fa.

giovedì 29 gennaio 2015

Radikalenerlass


Si parla molto della crisi della politica, delle istituzioni, dello scadimento morale e, per tagliar corto, del disagio sociale profondo che ha molti motivi nell’economico ma che la difficile situazione materiale spiega solo in parte. Per quanto riguarda la crisi della politica mi pare evidente che ciò che è venuto maggiormente a mancare nel tempo è il legame con la cultura, e dunque l’influenza del sapere sul potere. Ho già accennato al fatto che non c’è leader politico degli ultimi decenni denotato di una caratura intellettuale tale da essergli riconosciuta unanimemente, e nessuno di loro ha prodotto alcunché di significativo sul piano teorico-scientifico, al massimo ci si occupa di cinema e di vini. E, del resto, di quale cultura stiamo parlando oramai? E, in fondo, a chi interessano queste cose?


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mercoledì 28 gennaio 2015

Tempo


Quanto al capitalismo, vorremmo innanzitutto osservare che fu l’obbedienza ai suoi principi a contribuire in così larga parte al fallimento dell’Inghilterra (*).

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Che cosa accadrà nei prossimi mesi in Grecia? Sappiamo tutti su quali modeste risorse poggi l’economia ellenica. Chi ha finto di non saperlo per anni sono stati i tecnocrati di Bruxelles, le multinazionali e banche europee, soprattutto quelle di lingua tedesca. Anche la persona più ingenua capirebbe che la Grecia non può far fronte al suo debito, né oggi e nemmeno dopo, così come non può reggere l’euro (ma quest’ultimo è un aspetto meno urgente della questione, anche se sta in radice).

Anche la Finlandia s’è detta disposta, tra gli altri, a riconsiderare la situazione del debito greco. Del resto, che altro c’è da fare? Si apre dunque, di là delle dichiarazioni di principio di una parte e dell’altra, una fase di trattativa. Ovvio che nessuna delle parti può permettersi di perdere la faccia. Si tratta di non tirare troppo la corda.

Se si dovesse arrivare ad un esito soddisfacente nella trattativa, sarebbe un indubbio successo politico per l’attuale governo ateniese che non mancherebbe di suonare la grancassa. E però ciò aprirebbe pericolosi scenari su altri fronti europei. Una volta sbollita la sbornia post elettorale, sarà dunque una partita giocata più tra le quinte che sul proscenio, centellinare alle plebi ossicini da rosicchiare, dei grandi titoli sui media, dibattiti infuocati.

E nel caso tali accordi non approdassero a nulla di concreto? La borghesia greca non può permettersi colpi di testa, non si aprirebbe la strada ad Alba dorata, come qualcuno paventa, ma sarà trovata una soluzione meno estrema. Ad ogni modo si tratta di guadagnare tempo, come del resto succede sempre in democrazia, perché in questa fase storica solo il guadagno di tempo può salvaguardare gli interessi fondamentali e l’autolimitazione garantire l’ordine sociale.



(*) In regard to capitalism, we observe first that it was obedience to its principles that contributed so largely to England's failure (John F. Kennedy, Why England Slept, versione della tesi di laurea pubblicata nel 1940, Wilfred Funk, New York, p. 220).

Chi ricorda più quelle vittime?


Siamo sicuri che Hitler sia morto? Certo che no, egli si nasconde dietro molte maschere. E poi porre la questione in questi termini rivela una concezione idealistica della storia. Possiamo considerare Hitler come un mostro, ma egli fu innanzitutto il prodotto di una società e della sua storia, e non si può spiegare un’epoca con le categorie dell'assurdo e della follia.  Senza la prima guerra mondiale, Versailles, la crisi del primo dopoguerra, la crisi del Ventinove, l’impasse politico di Weimar (ah, le leggi elettorali!), il nazismo sarebbe rimasto tutt’al più una curiosità storica per specialisti. E però anche elencando questi motivi, pur molto veri, si resta sempre ancorati all’evenemenziale. Tuttavia, occupiamoci di efferatezze e lasciamo stare, per questa volta, le cause.

Che forse gli ebrei sono stati gli unici ad essere perseguitati ed uccisi? Appena un poco prima di loro non era capitato agli armeni? E con quanto sprezzo razzista è avvenuta l’espansione europea a partire dal XV secolo? E come non ricordare le stragi compiute da santa romana chiesa? E andando ancor più indietro nella storia?