venerdì 21 gennaio 2022

Rapporti di forza e aspirazioni europee di autonomia

 

Le crisi ucraina e taiwanese andrebbero lette in parallelo se vogliamo tentare di capire qualcosa dei giochi ai piani alti della diplomazia. Tuttavia nelle righe che seguono mi limito a offrire un punto di vista (parziale e criticabilissimo, per carità) della situazione creatasi ai confini con la Russia e sul ruolo dei vari attori, tenendo la questione della contesa Usa-Cina solo sullo sfondo.

Ritorsioni

 

La Serbia espelle due canguri dallo zoo di Belgrado.

Boonie e Kiki sono stati arrestati questa mattina nel loro recinto da funzionari doganali e posti in custodia in attesa dell’espulsione. Hanno cercato di difendersi con pugni e calci, ma la resistenza è stata di breve durata.

I due canguri sono stati considerati per anni aggressivi e non si sono integrati: non parlano ancora una parola di serbo. Si dice che si stia già pensando all’espulsione di altri due australiani: la coppia di koala Doudou e Nachos, considerati timidi e assonnati.

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Francoforte (Ansia) - Il prossimo 3 febbraio scade il periodo transitorio ufficiale di due anni durante il quale sono valide le vecchie banconote firmate da Mario Draghi. Chi ha ancora le banconote di Draghi, dovrebbe cambiarle il prima possibile.

Da tale data saranno valide solo le banconote firmate dall’attuale capo della Bce, Christine Lagarde. La conferma arriva da un portavoce della Bce stessa: “Consigliamo a tutti di dare un’occhiata al portafoglio, sotto il materasso e dietro al mobiletto che voi ben sapete”.

Chi utilizza ancora banconote con la firma Draghi come mezzo di pagamento oltre il termine del 3 febbraio deve aspettarsi di essere multato per aver immesso sul mercato denaro fuori corso. Pertanto, nelle prossime settimane, dobbiamo assicurarci di non accettare accidentalmente tali banconote, ad esempio come resto alla cassa.

Dopo tale data e fino al 29 febbraio 2022 le banconote firmate da Draghi possono ancora essere scambiate presso la filiale principale della Banca Centrale Europea a Francoforte (sportello 14), previa esibizione del super green pass. 

giovedì 20 gennaio 2022

Perché pagare per quegli sconsiderati?

 

Poi mi dicono che non è il momento di fare ironia data la situazione, e però abbiamo fatto di tutto per infastidire l’antivax e anche il provax. Non parliamo dei protocolli kafkiani a scuola, che da soli meritano la palma della stupidità ministeriale. E tornando indietro di un paio d’anni c’è solo da sguazzare nel campionario delle ridicolaggini. C’è un punto su cui i talebani della democrazia televisiva sono concordi: rafforzare l’infantilizzazione permanente della società con la scusa della pandemia.

Un esempio da imitare ci viene dalla Francia, dove il ministro dei Trasporti, tale Jean- Baptiste Djebbari, secondo Le Figaro e altri giornali, ha dichiarato: «Sui mezzi pubblici è possibile mangiare e bere “velocemente” se necessario, anche se il consumo di cibi e bevande è formalmente vietato».

Sentiamo ancora cosa è uscito dalla boccuccia di questo comico d’oltralpe: «Se hai un imperativo bisogno di bere o mangiare in treno perché sei fragile o semplicemente perché hai questo bisogno fisiologico [sic!], puoi togliere la mascherina e bere o mangiare velocemente e rimetterla subito dopo. Quello che vogliamo evitare [...] sono i fenomeni, che sono marginali ma che esistono, della persona che si toglie la mascherina e mangia patatine per diversi minuti o anche per diverse ore. È questo tipo di abuso che vogliamo evitare».

Peccato che questo divieto sia limitato a un periodo. Ciò che serve è un divieto permanente di mangiare schifezze tipo le patatine fritte! Sentirli sgranocchiare è un disturbo acustico intollerabile. Inoltre, da ciò deriva anche un aggravio per la sanità pubblica quando la cattiva alimentazione produce inevitabilmente i suoi danni. E ciò vale anche per le bevande zuccherate. Per quale motivo dovremmo noi, che ci nutriamo in modo sano ed ecologicamente sostenibile, pagare per quegli sconsiderati?

Wannsee

 

Ottanta anni fa, il 20 gennaio 1942, in una villa al civico 56/58 del sobborgo di Zehlendorf, più precisamente in località Heckeshorn, che forma un rigonfiamento sull’isola di Wannsee, sulla riva del lago Großer Wannsee, oggi appena nella periferia a sud di Berlino, in una stanza di medie proporzioni con ampie finestre sul parco, si tenne una riunione tra 13 gerarchi nazisti.

Tale riunione, che ebbe la durata di 90 minuti, colazione compresa, è ricordata come la Wannseekonferenz. Attorno ad essa si è “diffuso un mito” secondo cui si decise lo sterminio degli ebrei. Non andò così, poiché tutti erano già d’accordo sulla “soluzione finale”.

Nel verbale di quella riunione, l’unico documento pervenutoci, costituito da un dattiloscritto di 15 pagine, si parla, già nell’oggetto, di “soluzione finale della questione ebraica”, ma non si dice nulla in dettaglio, nel senso che non sono citate modalità specifiche di uccisione, camere a gas o simili.

Preciso subito, a scanso di equivoci, che le formulazioni escogitate in quel verbale possono essere considerate l’epitome del linguaggio mimetico nazionalsocialista. Tuttavia, ripeto, in esso non si parla in modo dettagliato delle modalità di “soluzione finale della questione ebraica”, e non costituisce un resoconto letterale di quanto può esservi stato detto. È fantasia cinematografica la musica diegetica che prenderebbe spunto dal fatto del tutto immaginario che alla fine della riunione sia stato messo il disco con il quintetto per archi in do maggiore (D. 956, Op. post. 163) di Schubert.

Il documento, di cui non sono disponibili né una bozza di verbale né una stenografia, si apre con l’elenco dei partecipanti, tra questi non figura Reinhard Heydrich. In esso si ricostruisce brevemente le difficoltà incontrate dagli ebrei europei per emigrare, di varia natura, a cominciare dal fatto che non sempre trovavano accoglienza in altri Stati. Si passa poi a discutere della deportazione dell’intera popolazione ebraica d’Europa, dunque di organizzare e assicurare il necessario coordinamento.

A pagina 6, figura un dettagliato elenco dei paesi europei con indicate le cifre che riguardano il numero della popolazione ebraica. C’è pure l’Italia, comprese, si dice, la Sardegna e l’Albania (sic!). Si tratta di undici milioni di persone, anzi, di ebrei, per dar retta a tale delirio. Alla fine di pagina 7 e all’inizio della successiva vi è scritta la cosa forse più interessante e che non dovrebbe lasciare dubbi quantomeno sugli inquietanti propositi dei nazisti:

«Sotto la guida appropriata, gli ebrei nel corso della soluzione finale dovrebbero essere impiegati per il lavoro nell’Est in modo appropriato. Nelle grandi colonne del lavoro, divise per sesso, quegli ebrei adatti [normodotati] al lavoro saranno condotti in questi territori per costruire strade, per cui la maggior parte di loro sarà eliminata per cause naturali. Poiché si tratterà degli elementi più resistenti, qualsiasi residuo finale che potrebbe sopravvivere dovrà essere affrontato di conseguenza, perché loro, che rappresentano un’élite naturale, devono essere considerato in caso di risparmio come la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica».

Furono prodotte in totale 30 copie del verbale. Ogni partecipante sembra averne ricevuto solo una copia, pertanto si può quindi presumere che anche altri destinatari non presenti alla riunione abbiano ricevuto copia del verbale, che fu scoperto due anni e mezzo dopo la fine della guerra in Europa, nell’autunno del 1947, nel corso de preparativi per il processo Wilhelmstrasse, uno degli ultimi processi di Norimberga (caso XI).

Alla riunione era presente Adolf Eichmann, capo della Sezione IV B 4 presso l’Ufficio principale della sicurezza del Reich. Si tratta di un ufficiale delle Ss di grado intermedio, Obersturmbannführer, vale a dire tenente colonnello. La sua segretaria, Ingeborg Wagner, al processo del 1962 a Francoforte sul Meno contro Otto Hunsche, ex dipendente di Eichmann, sostenne di aver stenografato la riunione di Wannsee, ma di non essere mai stata interpellata a tale riguardo dagli storici.

Le specificità del protocollo di Wannsee, sia nel suo significato documentario che nella sua dimensione simbolica, si adatta bene per farne da un lato la pietra angolare della soppressione degli ebrei, e dall’altro per fornire materiale polemico ai negazionisti. Il documento presenta delle singolarità indubbie, tuttavia le obiezioni opposte dai cosiddetti negazionisti sulla sua autenticità non mi hanno personalmente convinto. Del resto non è necessario questo documento per stabilire alcuni fatti, tantomeno, come ho già detto, per quanto riguarda i propositi di omicidio di massa. Tuttavia un alone di mistero circonda questo documento e le circostanze del suo ritrovamento, che ho attentamente esaminato, restano tutto sommato sconosciute.

Pertanto condivido quanto affermano degli storici che si sono occupati del caso, “ci sono ancora alcune cose da scoprire sulla storia della conferenza di Wannsee e sui suoi verbali”.

mercoledì 19 gennaio 2022

I sopravvissuti


Non appena compare un’innovazione tecnologica, devi stupirti obbligatoriamente. Non c’è spazio per domande stupide del tipo: “A che cosa serve, è davvero indispensabile, quanta energia ci vorrà per far funzionare i server che alimenteranno questo macchinario?”. Se ragioni così è perché non hai capito niente.

Ogni nuovo gadget è il futuro. E il nostro futuro non sta a noi deciderlo. Altri più intelligenti provvedono per noi. Per vendere un nuovo gadget, devono persuadere i riluttanti. E qual è il gadget del prossimo futuro? Un paio d’occhiali. Quali occhiali? Quelli pubblicizzati da Rai News: “Metaverso, cresce la voglia di visori, occhiali e smartwatch”. Tu paga il canone, sciocco, al resto pensiamo noi. Sottotitolo: “Secondo i dati della società Idc la spesa sarà di 542,8 milioni dollari entro il 2025”. Che squisita esattezza il numerino dopo la virgola. Il metaverso è il futuro, affrettatevi prima che inizi il prossimo lockdown.

Che cazzo è sta roba di metaverso? È un universo virtuale al quale si accede attraverso, come detto, strani e costosi occhiali “intelligenti”, dalla forma di quelle maschere che usavano gli uomini preistorici al mare per vedere il fondale. Indossandoli tagli fuori il mondo reale e davanti ai tuoi occhi scorrono immagini digitali che dovrebbero dare piacere anche a quelli affetti dalla più resistente anedonia, e puoi incontrare persone che sono collegate in qualsiasi parte del pianeta.

Quelli molto intelligenti descrivono la cosa in questi termini: il metaverso, qualcosa in più di un mondo virtuale, una realtà estesa, un cyberspazio comune in cui balzare da un’attività all’altra muniti solo di avatar. Capito? Non servirà più andare in fabbrica o in ufficio, puoi fare tutto seduto sul divano di casa, cosicché poi anche il salario ti sarà versato da un avatar.

Presto trasmetteranno nei telegiornali della sera un commovente servizio da una casa di riposo, dove anziani stremati e prigionieri saranno addobbati con quegli avveniristici occhiali. Basta con infermiere brutte e scontrose, pappe di semolino, l’anziano finalmente vivrà in una realtà estesa fatta solo di meraviglie. Quale bastardo oserà dire che il metaverso è una truffa e vorrà privare i nostri anziani di un viaggio virtuale in cui a 95 anni si faranno strada nella foresta amazzonica o nuoteranno nel mezzo della Grande Barriera Corallina?

Se la sequenza dei vecchietti con i caschi in testa non ti ha commosso, c’è un piano B. I media ci hanno mostrato recentemente un allevatore turco che aveva dotato le sue mucche rinchiuse in una stalla di occhiali per la realtà virtuale in modo da fargli credere di essere in un pascolo estivo all’aperto. Uno studio (ce n’è uno ad hoc per qualsiasi cosa e il suo opposto) ha suggerito che le scene piacevoli rendono le mucche più felici e ne aumentano la produzione di latte.

Se non sei stato sensibile all’argomento dell’aiuto agli anziani, non potrai non essere sensibile all’aspetto economico: poiché hanno il casco in testa, le vacche producono 5 litri di latte in più ogni giorno! Con la sua mandria di 100, l’allevatore deve acquistare due paia di occhiali per vacca, 200 occhiali a quasi 1.000 euro ciascuno, ovvero 200.000 euro (con il cambio attuale della lira turca!), che però si ripagheranno rapidamente grazie alla meravigliosa sovrapproduzione di latte.

Ci fosse stata questa meraviglia tecnologica ai tempi di Calisto Tanzi, il Parma avrebbe vinto la Champions League per anni di fila.

Gli anziani rinchiusi nelle cosiddette RSA saranno più felici con gli occhiali in testa e dimentichi dei pannoloni pieni di merda non cambiati. Tutto ciò non ci ricorda il film 2022: i sopravvissuti (Soylent Green) con la regia di Richard Fleischer? Era il 1973, roba di spericolata fantascienza; domani mattina non più.

Vale anche per i capezzoli delle mucche, che produrranno di più abbassando il prezzo del latte mettendo così fuori gioco migliaia di allevatori. Tutto ciò non interessa realmente a nessuno. L’unica cosa che conta per i grandi teppisti come Zuckerberg e i mascalzoni che gli stanno dietro è trovare nuovi sbocchi per le loro attività e creare bisogni totalmente inutili con i loro gadget ad alto consumo di energia.

Questa gentaglia sta distruggendo il pianeta e la vita di milioni di persone. L’importante è che il governo intervenga per calmierare la bolletta della luce.