mercoledì 19 gennaio 2022

Secondo voi perché?

 

Secondo il Global status report on alcohol and health 2018 dell’OMS (*), circa 2,3 miliardi di persone sono bevitori di alcol. Il consumo totale di alcol procapite nella popolazione mondiale di età superiore ai 15 anni è passato da 5,5 litri di alcol puro nel 2005 a 6,4 litri nel 2010 ed era ancora al livello di 6,4 litri nel 2016. I livelli più alti di consumo procapite di alcol sono osservati nei paesi della regione europea dell’OMS.

Durante questa pandemia virale le cose su questo fronte (come in tanti altri) temo non siano migliorate, al contrario. Conosco poche persone disposte a confidare con franchezza la loro tendenza episodica o cronica ad affogare le loro serate, le loro notti, a volte le loro giornate sotto torrenti alcolici, fino a sognare a volte di voler fare i baristi. Tutto questo rimane invisibile, fluttuante, incerto, però si trinca di più eccome quando sei costretto in casa. Altri dati ufficiali qui sotto cliccando “continua a leggere”.

martedì 18 gennaio 2022

Esclusivo: le prime immagini dal telescopio James Webb

 

Washington (AP) – Dopo oltre 20 anni, la partecipazione di migliaia di scienziati e un costo di dieci miliardi di dollari, il James Webb Space Telescope, a raggi infrarossi, lanciato il 25 dicembre 2021, si è già posizionato è a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra dispiegando completamente il suo specchio primario rivestito d’oro da 21 piedi. e ha realizzato le prime immagini che sono superlative.

Come previsto, le foto sono scure, posto che sono riprese nello spazio. Ciò che potrebbe sorprendere dal punto di vista di un astronomo, tuttavia, è che nelle regioni esterne dell’universo, laddove è puntato il telescopio, si possono vedere delle luci che sembrano lettere alfabetiche e formare addirittura delle parole.

“Ci aspettavamo cose molto sorprendenti, ma non di questo tipo”, ammette il portavoce della NASA Neil Davis. “Non abbiamo mai visto formazioni stellari così bizzarre, perché questa è l’unica cosa di cui può trattarsi. L’universo è pieno di meraviglie, lo indagheremo molto da vicino nei prossimi mesi”.


La comunità scientifica è molto perplessa anche perché tutte le foto sembrano mostrare lo stesso soggetto prescindendo da quale che sia la direzione in cui il telescopio è puntato per fotografare. “Vediamo sempre la stessa misteriosa costellazione”, afferma Davis. La teoria della relatività di Einstein ora dovrebbe probabilmente essere ripensata.

Altre due immagini dal telescopio spaziale:



Il portavoce della NASA ha concluso: “Lavoreremo sodo per essere presto in grado di fornire al mondo una spiegazione scientifica per queste immagini mozzafiato. A ogni modo, la missione può essere considerata già ora un completo successo”.

Una nuova follia speculativa


Avete mai sentito parlare di un certo Neil Papworth? Mai filato un tizio con un nome così buffo, vero? Pare che il 3 dicembre 1992 Papworth sia stato il mittente del primo messaggio, quello che oggi chiamiamo comunemente sms. Lo inviò al collega Richard Jarvis, da un computer della compagnia di telefonia mobile britannica Vodafone, cliente di una società per la quale entrambi erano impiegati. Il messaggio diceva semplicemente “Buon Natale”.

Quel primo sms è stato appena venduto all’asta per la modica cifra di 107.000 euro. Che cosa s’è comprato l’acquirente? I ricchi sono annoiati dai loro soldi, da sempre. Quello che è stato venduto il 21 dicembre scorso è un documento digitale unico firmato per mano da Nick Read, attuale boss di Vodafone, che attribuisce all’acquirente la proprietà dell’sms.

Questa roba è chiamata NFT, che sta per “token non fungibile”. È una pura proprietà intellettuale di un bene (l’sms stesso) che tutti possono vedere, e anche utilizzare a piacimento: se riceviamo il famoso sms di Neil, nulla impedisce di registrarlo, di trasferirlo a chi ci pare il prossimo dicembre, ecc..

Ebbene, poiché tutto questo è un po’ troppo intangibile, l’acquirente ha ricevuto una foto del cellulare su cui è visualizzato questo sms, oltre alla stampa del codice del computer collegato al messaggio.

A febbraio 2021 è stato venduto (leggo da wikipedia) dalla casa d’aste Christie’s una cosiddetta opera d’arte di un cosiddetto artista digitale statunitense, la “cosa” è stata considerata la prima opera d’arte NFT.

A livello intellettuale la faccenda è affascinante: gli NFT, il cui reale significato nessuno capisce, sono proprietà unica di una persona che non può in alcun modo impedire agli altri di fare ciò che vogliono con l’oggetto corrispondente. La questione sta tutta nel fatto che su questo pianeta ci sono circa 56 milioni di milionari che non sanno cosa fare con i loro soldi, il che rende gli NFT un fenomeno economico.

È stato creato un universo parallelo al nostro, chiamato metaverso, dove avvengono transazioni reali, e non piccole. Così, sempre lo scorso dicembre, un superyacht è stato venduto per l’equivalente di quasi 600.000 euro su un sito di aste, pagati in criptovalute. È possibile “navigare” con esso in un gioco chiamato The Sandbox (vedere il link per credere), la grande barca, che è ormeggiata non lontano da un’isola privata, ovviamente acquistata.

Questo è solo l’inizio di una nuova follia speculativa, perché la buona vecchia speculazione borsistica e immobiliare, in realtà, non bastava più. Che volete che vi dica, ho vissuto la maggior parte della mia vita nel secolo scorso e già mi trovavo a disagio. Nel secolo presente, lo ammetto, sono proprio fuori posto, non ci capisco più nulla. Questa montagna di spazzatura aprirà gli occhi di alcune persone sulla realtà del capitalismo attuale? Passo la mano ai giovani, più scaltri e intelligenti di me. 

lunedì 17 gennaio 2022

Parliamo di soldi

 

Se c’è chi pensa il contrario, si metta tranquillo. Non c’è stato nessun complotto, né bisogno di un piano particolareggiato perché lo stato delle cose finisse per aderire perfettamente alle esigenze del capitale e di quei ceti sociali economicamente forti che vivono di profitti, di rendite e di speculazioni, la cui principale occupazione consiste nel mungere la mucca statale quanto più possono e però mostrando odio per tutto ciò che è pubblico.

La vecchia politica specializzata ha perso il suo tempo e deve confessare di essere finita in un fosso. Il riformismo, inteso come strategia fine a se stessa, aveva il proprio scacco garantito in anticipo, esattamente per le stesse ragioni dei riformismi del passato. E non si possono fare sconti nemmeno alla prospettiva della rivoluzione, che in Italia è sempre stata storicamente del tutto irrazionale rispetto ai rapporti di forza.

domenica 16 gennaio 2022

Non è libera una società dove ...

 

Sabato notte, dopo quarant’anni esatti, ho rivisto Fitzcarraldo. Lo vidi al Rossini o al Malibran? Peccato, non lo ricordo. Sicuramente vidi due spettacoli in successione con lo stesso biglietto. Da allora non l’ho più rivisto. La cosa è un po’ strana, vista la mia raccolta di DVD, seppur modesta. Da allora ho preferito sognarlo quel film, frequentemente.

Fatta eccezione per i pochi cinefili, abbonati a quei Cahiers du cinema ora caduti nelle mani di una squadra composta da una ventina di “personalità” eterogenee, tra banchieri e capi alla moda, i nuovi virgulti non hanno visto questo film straordinario, né è probabile la loro curiosità li spinga a vederlo, né penso lo apprezzerebbero come merita. Generazioni più a loro agio su altre visioni.

Non sto parlando dei lampioni a gas o delle carrozze trainate da cavalli, ma dell’altro ieri. Ogni città poteva contare almeno in una decina di cinema, che avevano l’odore della prima repubblica, quando non del “ventennio”. Poi prevalse la televisione, le reti pubbliche e private, i cinema declinarono lentamente ma inesorabilmente. Chiudeva l’Accademia, una sala dove molti anni prima avevo trascorso, a modico prezzo, tanti pomeriggi, nonostante il puzzo di fumo e di chissà che altro. Il teatro Italia si trasformava in un supermercato, e altre sale per breve tempo diventavano d’essai.

Altre sale ancora, tristemente e banalmente, subivano un declassamento peggiore per mera sopravvivenza (onanismo vintage, lo chiameremo oggi nell’era di quell’internet che ha fatto della pornografia la sua specialità). Entravano ormai prevalentemente persone mature e anzi vecchie, il passo strascicato, con serietà e silenzio, habitué in declino, dei sopravvissuti a un triste culto. Avrebbero potuto raccontare storie di fedeltà, coerenza e persino di devozione a quel tipo di cinema.

Oggi siamo travolti dal porno, fruibile da qualsiasi ragazzino col suo smartphone, ma per esempio film come Lolita di Kubrick, ispirato all’omonimo romanzo di Nabokov, che racconta la storia torrida e appassionata tra un uomo maturo e una di quelle che lui chiama ”ninfette ”, non si possono più realizzare poiché lo spettro dell’ostracismo smorzerebbe rapidamente gli entusiasmi di finanziatori e distributori. Ogni epoca coltiva le proprie idiosincrasie e soprattutto le ipocrisie.

Gli omicidi sono illegali e immorali quanto la pedofilia, eppure sono ammessi film di gangster o serial killer. Solo perché vedi un film di gangster o dell’orrore non significa che hai intenzione di rapinare una banca o comprare una motosega per fare a pezzi le ragazze. E qui, come per altri tabù odierni, si aprirebbe un lungo discorso.

Vorrei semplicemente ricordare il caso di David Hamilton, le cui fotografie erotiche di ragazze sono state pubblicate per decenni senza provocare scandalo, fino a quando una vedette televisiva l’ha accusato di averla violentata quando era minorenne, rivelazione di cui si può presumere non sia estraneo il suicidio del fotografo nel 2016. E molte altre vicende simili.

Ovvio che i pedofili siano perseguiti e puniti, ma non è libera una società in cui gli artisti non possono creare opere come Lolita, dipinti come quelli di Gauguin, Freud, Balthus o foto come quelle di Hamilton. Non è libera una società dove i cittadini non siano considerati persone responsabili, ossia in grado di giudicare e decidere, salvo che quando si recano alle urne con la testa riempita di cazzate.