lunedì 6 luglio 2026

Albania in rivolta

Questa foto ritrae la manifestazione di sabato scorso a Tirana. I media italiani hanno ricevuto l’ordine di trattare sottotono la notizia. Eppure queste manifestazioni vanno avanti da un mese e non sono più solo contro un resort di lusso che la famiglia del presidente degli Stati Uniti intende costruire, ma contro il duopolio dei partiti socialista e democratico che governa da tre decenni.

Tutto è iniziato lontano da Tirana, sulla costa meridionale dell’Adriatico. Il 23 maggio, residenti locali e ambientalisti si sono riuniti nel villaggio di Zvërnec dopo che una parte della laguna protetta di Vjosa Narta era stata recintata con filo spinato. Sull’isola disabitata di Sazan e sul tratto di costa adiacente è prevista la costruzione di un resort di lusso, per un costo di circa 1,4 miliardi di euro: un progetto di Affinity Partners, la società di Jared Kushner, genero e inviato speciale del fascista americano Donald Trump.

Il progetto è stato reso possibile dalla Legge n. 21/2024, un emendamento alla Legge sulla tutela della natura del 2017. Dal febbraio 2024, tale legge ha consentito la costruzione di resort a cinque stelle superior, anche nelle zone centrali delle aree protette. La legge non è stata introdotta dal governo, bensì da un gruppo di parlamentari, una manovra che ha aggirato la necessaria valutazione d’impatto e l’udienza pubblica. Il governo ha inoltre concesso al resort lo status di “investimento strategico”, sulla base di una legge del 2015 che prevede permessi accelerati e agevolazioni fiscali.

L’operazione immobiliare avviene per mezzo di una struttura fiduciaria olandese dietro la quale si celano proprietari anonimi; le controversie sulla proprietà dei terreni nell’area del progetto sono in corso da anni; nel frattempo, le spiagge che prima erano accessibili a tutti vengono chiuse. La laguna ospita il fenicottero rosa, da cui il nome dato al movimento dai media albanesi: Rivoluzioni dei Fenicotteri.

A seguito delle proteste di massa, il 1° giugno la procura anticorruzione ha avviato un’indagine sull’acquisizione dei terreni e sullo status di tutela, e il 17 giugno il Parlamento europeo ha chiesto una moratoria e il ritiro dell’emendamento. Tuttavia la rivolta è andata oltre la vicenda immobiliare che ha per oggetto la laguna. Gli striscioni rivelano il vero obiettivo: il rovesciamento del duopolio tra il Partito Socialista di Rama e il Partito Democratico di Berisha, che si sono alternati al potere per oltre trent’anni.

Rama ha smantellato lo stato sociale, limitato diritti e tutele dei lavoratori, ignorato la povertà e spinto decine di migliaia di giovani albanesi all’emigrazione: il Paese è infatti il più povero dell’Europa occidentale e l’esodo, soprattutto giovanile, ha spopolato intere regioni. Berisha, a sua volta, si limita a sfruttare il malcontento per reinventarsi, vuole prendersi il merito del movimento, pur essendo lui stesso parte del sistema.

Rama sta portando avanti a ritmo serrato privatizzazioni e le cosiddette “riforme di mercato” per raggiungere l’obiettivo dell’adesione all’UE entro il 2030. Si è autodefinito un “fanatico dell’UE”. Se Rama si dimettesse e Berisha prendesse il suo posto, non cambierebbe nulla. Contro l’oligarchia c’è una sola opzione: scendere in piazza ogni sera e sabotare il sistema. La prima azione efficace di resistenza e non collaborazione è quella di ritirare in massa tutti i propri soldi dalle banche. Se le banche pongono resistenza, occuparne le sedi centrali e la borsa. Questo è un modo concreto per svelare il vero volto della democrazia capitalista.

3 commenti:

  1. La prima azione efficace di resistenza e non collaborazione è quella di ritirare in massa tutti i propri soldi dalle banche. Se le banche pongono resistenza, occuparne le sedi centrali e la borsa. Questo è un modo concreto per svelare il vero volto della democrazia capitalista.

    👍👍👍👍👍👍👍👍

    RispondiElimina
  2. Al tg hanno cose più importanti a cui pensare: il nuovo sgarbo del loro ex eroe alla ducessa e il matrimonio della figlia di Eros Ramazzotti. E quanto è cattivo e disperato Putin ovviamente.
    Pietro

    RispondiElimina
  3. Mi ricorda qualcosa :
    La Russia di Eltsin
    di Antonio Rubbi (Autore)
    «La Russia? Un paese allo sfascio». La lapidaria sentenza di Putin sulla Russia ricevuta in eredità da Boris Eltsin. Un paese spogliato delle sue principali risorse, indebitato sino al collo, indebolito nella sua autorità internazionale e interna, infestato dalla malavita e dalla corruzione, guidato per dieci anni da un presidente-monarca e da una cerchia di persone dedita solo al potere. Antonio Rubbi ricostruisce il cammino della Russia nel decennio eltsiniano utilizzando una esperienza maturata sul campo, la conoscenza diretta degli avvenimenti e di gran parte dei personaggi citati, scritti e documenti venuti alla luce solo di recente.

    RispondiElimina