venerdì 17 giugno 2022

100 milioni di libri al macero

 

In un’intervista di Oleksandra Koval, Direttrice dell’Istituto del Libro Ucraino, a Interfax- Ucraina, si legge:

“[...] per studiare letteratura straniera, e la letteratura russa è proprio questo, è necessario un certo equilibrio. Ora siamo convinti che la letteratura britannica, francese e tedesca, la letteratura degli Stati Uniti e delle nazioni dell’Est, abbia dato al mondo molti più capolavori della letteratura russa”.

L’evocazione di tale aspetto quantitativo rappresenta bene il personaggio Koval e la sua russofobia. Sotto l’aspetto qualitativo non va meglio. Per esempio Pukin e Dostoevskij «hanno gettato le basi della “misura russa” e il messianismo», dunque è questo il motivo per ritenere che i classici della letteratura russa siano “in realtà una letteratura molto dannosa, che può davvero influenzare le opinioni delle persone. Pertanto, è mia personale opinione che questi libri debbano essere rimossi anche dalle biblioteche pubbliche e scolastiche”.

Prosegue così: «Penso che verranno scritte molte riflessioni e ricerche scientifiche su come i classici russi abbiano influenzato la mentalità dei russi e su come abbiano indirettamente portato a una posizione così aggressiva e ai tentativi di disumanizzare qualsiasi altro popolo del mondo, inclusa l’Ucraina».

La Koval sostiene che le biblioteche scientifiche potrebbero conservare «letteratura scientifica specializzata i cui autori potrebbero avere opinioni anti-ucraine» per il momento, «ma solo se il libro scientifico in questione non ha connotazioni ideologiche». Dunque autori come Karl Marx, Rosa Luxemburg o Bertolt Brecht, pur tedeschi, verranno rimossi dalle biblioteche ucraine. E poi chissà quali e quanti altri.

Questo il programma della Koval: «stimo che ora potrebbero esserci più di 100 milioni di copie del patrimonio di biblioteche pubbliche che necessitano di sequestro». Si tratta della rimozione/distruzione di metà del patrimonio bibliotecario ucraino.

Ovviamente non poteva mancare la giustificazione anche in chiave economica riguardo un simile provvedimento di rimozione e censura: «A mio avviso, l’ostacolo principale nel processo di rimozione della letteratura che può essere rapidamente eliminata non è la difesa degli interessi di Tolstoj, ma semplici, mercantili, ma allo stesso tempo chiari interessi dei bibliotecari. Il fatto è che a seconda del numero di fondi, alla biblioteca viene assegnata una determinata categoria. Di conseguenza, gli stipendi di tutti i dipendenti dipendono dalla categoria della biblioteca».

Il ministro della Cultura e della politica dell’informazione ucraino, Oleksandr Tkachenko, ha dichiarato «che i libri di propaganda russa confiscati dai fondi della biblioteca ucraina possono essere usati come carta straccia».

Prosegue anche la campagna di “decolonizzazione” cambiando i nomi delle strade e delle fermate della metropolitana. Per esempio, riportava il NYT il 7 giugno, Lev Tolstoj sarà cancellato da una fermata della metropolitana di Kiev. Tale campagna ha assunto un carattere velenoso che assurdo, se si considera che il confine tra cosa e chi è ucraino o russo è spesso sfocato. Pyotr Tchaikovsky, che ha ridefinito la musica classica occidentale, aveva radici ucraine, e così come molti altri artisti e scrittori, come Nikolai Gogol, Mikhail Bulgakov, Anna Akhmatova, oppure il poeta sovietico Mayakovsky, nato da madre ucraina.

Indipendentemente dal fatto che i nazionalisti ucraini siano direttamente influenzati dall’ideologia nazista, e non pochi di loro lo sono, questo “rogo” del libro rivela la loro visione fanatica, autoritaria e sciovinista. Che cosa ne pensino gli altrimenti loquaci intellettuali occidentali non è dato sapere. Ne vedremo delle belle, signori democratici del cazzo.

7 commenti:

  1. https://bit.ly/39s75aB

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  2. Gli intellettuali ovviamente tacciono!

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  3. Queste faccende mi mettono più nervoso di 1000 morti in guerra. So di averlo già detto, ma sono proprio stufo, e disposto a dimostrarlo.

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  4. Libri antiukraini? Ma se esistono i libri anti<> allora esisteranno anche quelli antitaliani... E dove trovarli?

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