mercoledì 1 ottobre 2014

Ma che cos'è questa crisi?

Con nota di numerelli ad uso degli estimatori di Piketty che questi numerelli in Marx dice che non riesce a trovarli, poveretto.

“Ah la crisi…
Ma cos’è questa crisi?
ma cos’è questa crisi?
Metta in scena un buon autore
faccia agire un grande attore e vedrà…
che la crisi passerà!”


La crisi è una tendenza necessaria del modo di produzione capitalistico, e tuttavia presso la pubblicistica borghese i motivi della crisi non sono per nulla chiari e anzi regna la più totale confusione. E ciò non deve stupire posto che la coscienza si realizza nelle forme dell’ideologia della classe dominante, la quale non ha il minimo interesse a far chiarezza sul punto perché ciò metterebbe in pericolo il suo potere e i motivi conservativi che lo sostengono.

Per classe dominante dobbiamo intendere anzitutto la classe sociale che possiede non solo il controllo dell’economia, ma anche il controllo della produzione, della circolazione e interpretazione della comunicazione, facendo sì che il suo progetto di società sia quello accettato e prevalente. In tal senso l’ideologia è essenzialmente la falsa coscienza espressa nella forma di teorie e di discorsi.

C’è forse qualcuno degli economisti, politologi, sociologi e tuttologi borghesi che s’è preso la briga di mettere a confronto le proprie tesi sulla crisi con la legge generale dell’accumulazione capitalistica? Si comportano come dei medici che invece d’indagare l’eziologia di un morbo disputano sull’efficacia dei loro rimedi, quasi unanimi nell’indicare nel salasso l’approccio d’elezione.

martedì 30 settembre 2014

Figurine


Tra le figurine del mio album personale ne mancano alcune, tra le quali quella di Mario Tronti, che non ho mai incollato. Leggo ora una sua intervista (*) nella quale, tra l’altro, dichiara di sentirsi un “teologo politico”, ma soprattutto uno sconfitto, un ex in tutto che ha provato a distrarsi con il Tai Chi, e di avere una figlia che avrebbe “voluto farsi monaca, poi ha scelto con la stessa profonda coerenza quel mondo che io ho solo sfiorato”, ossia l’Oriente. Questioni strettamente personali, uno scorcio d’ambiente.

Del resto la dissoluzione di una determinata forma di coscienza, specie per un uomo per il quale il comunismo e il marxismo sono stati una dichiarazione di fede, è sufficiente a dissipare un’esistenza e ad uccidere un’intera epoca, ed è perciò che Tronti afferma: “Viviamo un tempo senza epoca”. Parabole così, e anche più tristi, ne abbiamo viste e udite raccontare tante negli ultimi decenni.

lunedì 29 settembre 2014

Il diritto di non avere padroni


I lettori ingenui – che non sono minuta schiera altrimenti non si spiegherebbe l’andamento di molte cose – leggendo questo articolo di Furio Colombo potranno convenire con il giornalista della bontà e pacifica verità di ciò che egli scrive. Racconta nella sua dolente prosa di come la rovina del capitalismo nel suo trionfo corrisponda al venir meno di un capitalismo dal volto umano, laddove dal secondo dopoguerra si era venuto creando “un mondo dell’ottimismo” e invece oggi, con un’inversione di tendenza, il capitalismo cerca, ohibò, con molto successo d’inasprire le più radicali ineguaglianze.

domenica 28 settembre 2014

La sacrosanta causa (dei padroni)


«La giusta causa per licenziare: prima lo si poteva fare a discrezione del "padrone". Dopo fu la giusta causa una difesa da questa discrezionalità priva di motivazione, che avrebbe dovuto essere provata dall'imprenditore di fronte al giudice del lavoro. Il dipendente non perdeva infatti soltanto il salario ma anche la dignità di lavorare.

Povera Elena, con quel nome, vittima più dell'invidia che del pregiudizio



Ieri ho trascorso un piacevole pomeriggio in compagnia dei personaggi ritratti nei dipinti di Vittorio Corcos (1859-1933) in mostra a Padova a palazzo Zabarella. Per chi ama l'arte e il genere, si tratta di un’occasione poiché la mostra è finora l’antologica più completa sul pittore livornese, il quale operò a cavallo tra i due secoli, segnatamente nell’epoca che celebrò i trionfi della borghesia e che va sotto il nome di belle époque. Che per la borghesia quella fosse un'epoca speciale non c’è dubbio a vedere i ritratti di Corcos,  celebrato maestro in Europa.