lunedì 28 ottobre 2013

Maledetti pensionati mangia a ufo, stramaledetti artigiani evasori


Galli Ernesto dalle pagine del Corriere se la prende con chi scarica sugli altri le responsabilità del disastro italiano. Se la prende con quelli di Destra e di Sinistra (sempre in maiuscolo, per carità), conservatori e riformisti (a chiacchiere) tutti accomunati nel “peccato nazionale”, in sostanza accusati di vivere a scrocco e di aver ridotto l’Italia a un paese disastrato.

Centinaia di migliaia di pensioni d’invalidità “elargite a chi non le meritava” (forse a chi non spettavano?), un sistema pensionistico che per anni ha consentito a decine di migliaia di italiani di destra come di sinistra di andare in pensione con un’anzianità ridicola,  troppi lavori pubblici decisi da amministrazioni di ogni colore e costatati dieci volte il previsto, troppi posti assegnati in base a una raccomandazione, l’evasione fiscale, i padroni che non investono, eccetera. Il solito lungo elenco, e Dio solo sa che queste cose, di per sé, sono assolutamente vere, e che le parole di Galli, per il sentimento che esprimono, sono sante. 

Magari Galli Ernesto avrebbe potuto citare quale esempio concreto del nostro declino industriale, il caso Fiat. È colpa della Fiom se le auto della gamma (?) Fiat di maggior “successo” sono la Panda e la Cinquecento prodotte all’estero? Lo smantellamento di Lancia e Alfa Romeo è colpa dei cassaintegrati fannulloni? Le informazioni finanziarie drogate, gli abbellimenti di bilancio di Parmalat e la vicenda Cirio, l’espulsione da interi settori produttivi della nostra industria, a chi le mettiamo in carico? Ai pensionati con meno di mille euro il mese?

domenica 27 ottobre 2013

La fragile coscienza borghese di Scalfari


Quale similitudine più frusta, parlando di storia individuale o collettiva, dell’immagine offerta dalla ruota che gira? Una similitudine assai comune, efficace e d’immediata comprensione che prende spunto dalla circolarità dei cicli naturali, ossia dalle “leggi eterne” che muovono il mondo. Il risultato di tale movimento è tanto più imprevedibile quanto più esso poggia da un lato sulla spontaneità naturale e dall’altro su motivi casuali d’interesse e di passione che spingono la mano dell’uomo a girare la ruota.

Se l’idea del movimento circolare concorda con molti processi naturali, tuttavia il processo storico reale segue, o può seguire, per altre strade. Per dirla con Braudel, l’uomo segue “un destino ch’egli fabbrica a stento”, ma per quanto a stento, soggiungo, l’homo faber può produrre, a un determinato stadio del suo sviluppo, dei rapporti sociali sottratti alle più divaricanti contraddizioni e cioè realmente umani.

Se possiamo dimostrare – scriveva Engels – che la nostra comprensione di un dato fenomeno naturale è giusta, creandolo noi stessi, producendolo dalle sue condizioni e, quel che più conta, facendolo servire ai nostri fini, l’inafferrabile “cosa in sé” è finita. Gli uomini – scrivevo anche recentemente – non sono una colonia di topi: pur soggetti alle leggi della natura, nella conoscenza di queste leggi e nella possibilità legata a questa conoscenza, possono farle agire secondo un piano per un fine determinato.

sabato 26 ottobre 2013

Il merito di Berlusconi


Pietro Giarda, l’ex ministro di Monti per i rapporti con il parlamento, prima di lasciare la seggiola ha depositato 295 pagine di un suo rapporto sulla spesa pubblica. Insomma, nella permanenza al dicastero il suo copia incolla è stato di mezza paginetta al giorno, anche meno se consideriamo grafici e tabelle. È su tale rapporto del'ex ministro con le orecchie a Dumbo, e non sulle carte del ministro Bondi, che Carlo Cottarelli si accinge ad usare l’ascia per tagliare le “inefficienze” e gli “sprechi” di spesa. E che vi siano inefficienze, sprechi e sovrapposizioni mi pare non vi siano dubbi. Si pensi solo al fatto che polizia e carabinieri costano 14 miliardi all’anno, senza dire della guardia di finanza, delle capitanerie di porto, della forestale, delle polizie provinciali, prefetture, eccetera. Senza dire del resto.

Meno noto è il fatto – ma sono dettagli – che per fare questo ingrato lavoro, il Cottarelli Carlo esige uno stipendio “vicino al tetto di 294mila euro”. E, soprattutto, un contratto triennale inattaccabile, dunque al riparo dallo spoil system, qualunque siano i risultati della sua immane e (vedremo) inane fatica. Però, informano i giornali, ha rinunciato all’auto blu. Già me li vedo il Cottarelli e il suo pool di funzionari prendere l’autobus e obliterare il biglietto!

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venerdì 25 ottobre 2013

Lo scoiattolo e le vipere


File nottetempo per mettere le mani sul gadget di casa Apple. Nei negozi italiani arriveranno i nuovi iPhone 5s e 5c e il 2 novembre sarà la volta degli iPad Air, il nuovo tablet super leggero. Il lancio diventa un evento, i principali operatori telefonici e alcune catene di elettronica hanno organizzato una notte bianca, tenendo aperti fuori del consueto orario alcuni dei punti vendita.

È giusto tenere aperti i negozi di notte, di giorno questi ragazzi debbono dormire.

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Un decennio or sono, da poco entrato in circolazione l’euro, in una pasticceria di Castelfranco Veneto (centro storico ben conservato, ma estinta la gente seria e gli antichi traffici), ebbi la sciocca idea di lasciare sul tavolo, per la cameriera, un euro di mancia. Questa s’adontò, visibilmente, come se l’avessi trattata da pezzente. Quasi dovetti alzarmi e chiedere scusa. Non era un’avventizia lei, ma la figlia del padrone. A Napoli non sarebbe successo, lì la mancia s’offendono se non gliela dai. E anche nella mia Venezia, aperta sul Levante, avrebbero accettato di buon grado, fosse stata pure la dogaressa in persona a servire pasticcini. Forse, pensai allora, con la lira, con due biglietti da mille, l’effetto sarebbe stato diverso? Con quella tanghera, certamente no. E comunque è un argomento a favore dell’uscita dall’euro, vero?

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giovedì 24 ottobre 2013

Ah, se ci fosse stato il Rottamatore a quei tempi ...



L’Italia dovrebbe essere un paese a forte vocazione turistica, tanto più oggi che rischiamo di finire fuori dalla top tin dei più ricchi del pianeta, nonostante l’attivo della bilancia commerciale, il valore delle esportazioni superi quello delle importazioni, le quali hanno raggiunto i 195 miliardi nel primo semestre di quest’anno, dieci in più dell’anno scorso. 

Per quanto riguarda il turismo sappiamo come stanno le cose, ossia molto male. Non solo perché alle gondole veneziane hanno imposto la targa e il coprifuoco, o per l’incuria nella quale è lasciata una parte cospicua del patrimonio artistico (patrimonio dell’umanità solo a parole, quanto a spese è patrimonio quasi esclusivamente a carico nostro), ovvero per la gestione criminale del territorio e del paesaggio, ma anche per l’approccio che in generale gli “operatori” pubblici e privati del settore riservano al turista. Un approccio che definire truffaldino è spesso esatto.