Ieri sera ancora non sapevo che oggi avrei potuto gustare (termine appropriato) il settimo e forse miglior articolo che Alvar González-Palacios dall’agosto scorso sta scrivendo per la Domenica de Il Sole 24 Ore sul tema delle antiche e prestigiose dimore della old England. L’autore, che seguo appassionatamente dagli anni 1970, è il più competente esperto a livello mondiale di arti decorative, argomento che tratta con chiarezza e grazia. L’ultimo articolo ha per oggetto la Ham House, vicino Londra, una dimora ducale che, mi spiace ammetterlo, non ho visitato.
Ham House non fu una delle dimore più vaste del regno ma certamente quella più curata e lussuosa. In origine fu proprietà di William Murray, la cui figlia Elizabeth sposò un Tollemache (pronuncia: tolmash). Rimasta vedova, Elizabeth impalmò il duca di Lauderdale, «grosso, grasso e di pelo rosso; di maniere rozze, chiassoso sempre, non era cortese ma altezzoso, poco degno di un sapere che tutti gli riconoscevano, con un’ottima padronanza delle lingue antiche e, come la duchessa, buon lettore di storia e dotato di impeccabile memoria. Col trascorrere degli anni si dette anche lui alla divinity [teologia] prima di passare a certe ossessioni erotiche. […] Si ricordava come egli fosse andato alla privy chamber per danzare in gonnella riuscendo ad allontanare la malinconia del re con grande successo». We’re british!
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