giovedì 20 gennaio 2011

Todos caballeros



Dov’è finito il “dopo Cristo”? Povero cristo, non se ne sente più parlare. Il chiacchiericcio mediatico e in rete ha ben altro di cui occuparsi. E la famiglia Agnelli? A godersi i profitti (le perdite le socializza), zitta zitta. Aveva lasciato l’incarico a caballeros come Marchionne, Eugenio Scalfari e Fassino di convincere gli operai che devono “competere” con i salariati cinesi e polacchi, giammai con i colleghi tedeschi o francesi, i quali evidentemente non devono competere con gli italiani che, com’è noto, sono dei fannulloni nati!
Intanto il generalissimo Bananni (non si chiama così?) “tratta” la resa incondizionata del contratto nazionale a favore di quello aziendale con Federmeccanica. Tranquilli, il chiacchiericcio sui nostri Cipputi ritornerà ad alzarsi di volume non appena si stancheranno di correre dietro alle mutande di politicanti, ruffiani e signore in carriera. Ci sentiremo tutti solidali, incazzati. Torneremo a parlare senz’altro di Termini Imerese, ma non di Pratola Serra (AV), dove si producono, alla FMA, motori per la Fiat e dove da lustri è praticato quello che oggi si chiama modello Marchionne. Anche lì tante promesse (investimenti, "fabbrica integrata", finanziamenti governativi, bla bla) ma ora si lavora solo 8 giorni al mese. Per i 1647 lavoratori c’è la cassa integrazione e per gli altri 594 dell’indotto va anche peggio.

La flotta subacquea cinese


La marina da guerra cinese, People’s Liberation Army Navy (PLAN), è composta da tre flotte: del Mare del Nord, dell’Est e del Sud; sembra che ci siano due flottiglie di sommergibili in ogni flotta, con alcuni 033s, 035s, 039s, 039As e dodici esemplari della classe Kilo (fabbricaz. sovietica su mod. UBoat XXI). Gli 033 sono sommergibili della vecchia classe Romeo, estremamente vecchi sono in gran parte stati ritirati dal servizio o servono a qualche flottiglia in ruoli di formazione. Gli 035 sono sommergibili classe Ming, il primo sottomarino progettato internamente dai cinesi sulla base della classe Romeo, presentavano non pochi problemi nella fase iniziale. La variante originale del 035s è stata ritirata dal servizio a partire dagli anni 1980. In seguito è stata sviluppata una variante 035G. Questa variante ha iniziato la produzione nel 1987, ben 18 anni dopo i primi 035. Lo 035G e la variante successiva 035G1 hanno continuato ad essere prodotti fino al 1996. Lo 035B (noto anche come 035G2) è stato prodotto tra il 1997 e il 2001. Sono stati prodotti circa 8  di questi battelli, attualmente in servizio.

Il tipo 039 (classe Song) è il nome con la quale è conosciuta una classe di sottomarini d’attacco attualmente in servizio e largamante utilizzato dalla PLAN. Ha avuto non pochi problemi e anche qualche incidente clamoroso. Attualmente siamo alle versioni 039A e 039G1 (questa di circa 12 esemplari). I motori dei quali sono dotate le unità sono di costruzione dell’azienda tedesca MTU (ex EQT-Tognum, ora Daimler). La classe Song è la più moderna classe di sottomarini convenzionali in dotazione alla PLAN. Sono state fatte prove per lanciare missili antinaveYJ-82, ma i test effettuati negli anni 90 – dicono gli specialisti occidentali – non hanno dato risultati soddisfacenti. Uno sviluppo attuale dello 039 è lo 041 classe Yuan lanciato nei cantieri Wuchang e Jiangnan. È prevista una dozzina di esemplari. È in corso di realizzazione anche un altro sottomarino, di notevoli dimensioni, sul tipo giapponese della classe Soryu.

Il sottomarino da 5.000 t tipo 091 (classe Han) è il primo battello a propulsione nucleare usato dalla Marina cinese, ed il primo SSN progettato e costruito in Asia. Da esso è derivato lo 092, il primo SSBN (lanciatore missili balistici) della classe Xia, con lo scafo aumentato per alloggiare i tubi per i missili SLBM tipo Julang-1 e 2.

Lo 093, classe Shang, è una classe di sottomarini nucleari d'attacco (SSN) sviluppato dalla PLAN. Queste unità andranno a rimpiazzare la precedente classe Han. L'unità capoclasse venne varata, nei primi anni del decennio scorso. Si ritiene abbia una lunghezza di 110 metri, un dislocamento in immersione di 7000 tonnellate e una velocità di 30-35 nodi, caratteristiche comparabili a quelle dei Los Angeles. L’armamento è probabilmente costituito da 2 tubi lanciasiluri da 650 mm e da 4-6 tubi da 533 mm. Può essere anche usato per lanciare missili anti nave YJ-82. Due battelli di questa classe sono già in servizio e saranno seguiti da altri 4 nei prossimi anni. Anche se rappresenta un importante passo avanti nella capacità di guerra subacquea cinese, non può competere sul piano degli omologhi occidentali.

Dalla classe 093 deriva anche il sottomarino lanciamissili 094 Jin, mentre è già in sviluppo battello denominato 095, sviluppo della classe Xia (lento, rumoroso e con reattore inaffidabile, sembra ne siano stati costruiti solo due esemplari di cui uno è andato perso), in risposta alle scarse prestazioni dei precedenti 093. Dotato di tecnologia russa, avrà tubi lanciamissili da crociera con gittata di 3.000 km.

mercoledì 19 gennaio 2011

La terza guerra mondiale di Grillo



Ogni tanto mi diverte leggere cosa scrive il blog di Grillo (ovviamente quasi mai è lui a scrivere). Ricordo quando già alla fine del 2007 e poi ancora nel 2008 e 2009, quindi anche all’inizio dell’anno scorso dava l’Italia in default, non più in grado di piazzare i suoi titoli di Stato. Naturalmente la situazione del debito è gravissima, ma le fosche e allarmistiche previsioni per un ravvicinato default non si sono avverate, può darsi che succeda qualcosa tra quest’anno e il prossimo, ma negli anni scorsi non è successo nulla di quanto paventato.
Oggi c’è nel sito un post dal titolo La Terza guerra mondiale. A supporto una mappa tratta dal Financial Time (si può scaricare da questo sito) che mette a confronto, dal mero punto di vista quantitativo, le forze aeronavali delle due potenze Usa e Cina.
Le considerazioni espresse sono queste:
«La Cina è ancora lontana dal gigantesco apparato militare USA che conta, ad esempio, 11 portaerei verso nessuna cinese, 900 aerei da combattimento vs 290 e 56 cacciatorpedinieri vs 28. Il tempo è dalla parte della Cina se non viene interrotta prima la sua espansione militare e economica».
Esatto, ma più in là il blog di Grillo non si spinge. Il tempo è dalla parte della Cina, ma la tecnologia e il potenziale produttivo sono ancora e continueranno ad essere dalla parte degli Usa e della Nato. A preoccupare gli Usa semmai sono i missili intercontinentali, la capacità cinese di intervenire nello spettro elettromagnetico e contro-spaziale, nonché nell’àmbito informatico. Altra incognita riguarda il sistema missilistico BF-21B, ovvero la capacità cinese di colpire unità in movimento con una salva di questi missili (data un tempo per altamente improbabile). Ciò che è certo è l’impegno cinese a tutti i livelli per dotarsi di una forza navale d’avanguardia.
Curioso il fatto che uno dei programmi televisivi più popolari in Cina negli ultimi anni è stato, nel dicembre 2006, il documentario a puntate "L'ascesa delle grandi potenze". Ha stimolato e diffuso un dibattito pubblico sulle lezioni della storia e l’attuale emergere della Cina come grande potenza. Secondo il documentario, tutte le grandi potenze di successo hanno posseduto una grande flotta navale (anche il Giappone aveva una grande flotta, ma conosciamo l’esito …).
I leader cinesi hanno sempre usato i media controllati dallo Stato per promuovere l'orgoglio popolare, per rafforzare il loro prestigio con programmi di alto profilo che servono diversi interessi nazionali, ma che sono anche simboli di status di grande potenza. Basti pensare alla realizzazione della diga più grande del mondo (nonostante i numerosi danni ambientali e problemi demografici), il completamento del terminal di Pechino, il più grande del mondo, lo sviluppo della rete ferroviaria ad alta velocità (ne ho parlato in un precedente post), quindi il progetto di un jumbo jet che rivaleggi con il Boeing 747 e l’A380, ecc. Inoltre, il programma spaziale cinese è molto ambizioso, esso comprende piani per una stazione spaziale orbitante e l'esplorazione di Marte.
La Cina invece non ha e non avrà per molto tempo una capacità d’intervento congiunta a livello di scacchiere complessivo. Per quanto riguarda la forza aerea, nonostante il recente J20 cinese, gli F-22 e F-35 sono di un altro pianeta. Insomma, la capacità operativa delle forze cinesi è ancora assai modesta e comunque non bastano le armi per fare una guerra.
(Ho già scritto alcuni post riguardo all'argomento, segnalo questo perché è il più curioso).

No upgrade, please


«Elaborare una teologia per il nostro tempo, che risponda alle attese del mondo, che ne assuma il linguaggio e le aspirazioni: è l'incombenza abitualmente assegnata a quanti fanno di professione il teologo.
[…] La teologia fissa lo sguardo sulle cose invisibili, e perciò la sua materia, a cominciare dalla Trinità, rappresenta la realtà più concreta che si possa immaginare. Secondo quanto dichiara Paolo:  "Noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne" (2 Corinzi, 4, 18) per cui non hanno bisogno di aggiornarsi (Quelli che riflettono sull'invisibile, di Inos Biffi, L'Osservatore Romano - 19 gennaio 2011)».

Le possibilità dell’assurdo sono inesauribili, tuttavia non esiste nessuna giustificazione per spingere le persone a credere tutte nelle stesse assurdità se non la volontà di asservirle.  E chi meglio dei briganti che dominano la società ha interesse al mantenimento e diffusione di queste assurdità organizzate che sono chiamate religioni?
La chiesa cattolica, per esempio, sa bene che le chiese sono vuote e i confessionali deserti, l’eucaristia è diventata un optional e il matrimonio semplicemente un atto civile; ma sa anche che nei santuari c’è ressa di chi cerca nell’invisibile qualcosa in cui credere e sperare: ecco uno dei due motivi principali per i quali la fabbricazione di beatitudini e santini procede con ritmi stacanovisti. Cos’altro aspettarsi da una società che produce cancro e sindromi psicosomatiche, paure spettacolari e coazione al consumo, dove l’unico visibile ammesso è quello mediatico? Non resta altro che asservirsi a Dio, lasciando il diritto alle anime di fango dei commedianti di far parlare il suo fantasma. E fondamentalmente senza alcun bisogno di aggiornarlo!

martedì 18 gennaio 2011

Quella ciofeca del caporale di Mirafiori


Non ha digerito il risultato, sorprendente, del bluff. Si aspettava il piatto pieno di Sì ed invece ha dovuto ingoiare una dose di No davvero indigesta. Dopo decine di alka selzer, il dott. Sergio Marchionne si è sdraiato sul lettino di Ezio Mauro:
"Noi, che siamo presenti in tutto il mondo, dal punto di vista culturale siamo stati una ciofeca, e la colpa è soltanto mia”.
Un’autocritica? Ma va, gente con quel pelo sullo stomaco non è abituata a perdere. Non gli bastavano le nuove “regole”, ha voluto stravincere cancellando con il voto del ricatto la dignità di chi lavora in fabbrica. Invece, lo sa bene, ha perso la faccia e con essa anche la maschera buonista. Ecco il significato della frase: “dal punto di vista culturale siamo stati una ciofeca”. Brucia molto il culo a quest’uomo che fa mostra di voler essere estremamente frugale, nonostante guadagni decine di milioni di euro, di essere stato surclassato proprio sul piano mediatico, dell’immagine, come un Veltroni qualsiasi. Ammette insomma di aver perso questo round, ma si rifarà. Ed infatti precisa, distillando odio di classe in gocce di saggezza obiettiva alla quale la stampa padronale ci ha abituato:
“Ho sottovalutato l'impatto mediatico di questa partita, ho sottovalutato un sindacato che aveva obiettivi politici e non di rappresentanza di un interesse specifico, come invece accade negli Usa. La Fiom ha costruito un capolavoro mediatico, mistificando la realtà, ma ci è riuscita”.
La frase, oltre che ingiuriosa, è minacciosa, disseminata di cattivi pensieri più di una battuta di Berlusconi. Dice: dal punto di vista culturale, alias mediatico, non dal lato della sostanza. Questa resta incisa nell’accordo imposto con la violenza: o mangi ‘sta minestra, oppure ti metto per strada e poi lo spieghi tu alla tua famiglia il perché e il percome.
Nel mondo costruito dai ricchi e governato dai grandi satrapi globali, non c’è più posto per i riti sindacali e i miti legali, l’equivalenza sociale e dei diritti. Basta con i figli di puttana, sia quelli che non firmano i contratti e vanno a declinare il loro cahier de doléances in televisione, così come per gli operai che non vogliono leccare il bastone, gli schiavi che piagnucolano per la tendinite e le cervicobrachialgie. Se non avete voglia di lavorare statevene a casa, morti di fame. Questo mandava a dire in soldoni il dott. Marchionne, ma ha ammesso che ha sbagliato stile; e anche l’appello reiterato del dott. Eugenio Scalfari alle motivazioni spirituali della fede moderna e universale, cioè la crisi e la “competizione” mondiale, non hanno fruttato granché. La prossima volta, c’è da scommetterci, faranno meglio.