lunedì 10 febbraio 2014

Rossobruni




Sono ovunque, attivi e ben mimetizzati, adescano e intossicano. Vedi QUI.

15 commenti:

  1. ma la Le Pen, che si definisce economicamente a destra, parla della sua situazione economica?
    Ho letto giusto dieci righe, prime di leggere l'url "nuovaalabarda"

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  2. Carissima Olympe, per quanto riguarda Casa Pound, non penso ad una organizzazione rossobruna, ma ad una organizzazione neonazista tout court, con "aspirazioni" vagamente culturali. Come un decennio fa parte dell'estrema destra cercò di inglobare Gramsci (pure il poveretto Marcello Veneziani contribuì) nel loro infimo bazaar ideologico in quanto...italiano. Il problema sono i cosiddetti Comunitaristi ed altri rossobruni effettivi, poi di fatto bruni, che come le SA di Ernst Rohm (ma anche i weimariani nazionalbolscevichi) ostentavano parole d'ordine e pose anticapitalistiche. Il problema che si tende a sottovalutare è la realtà dell'anticapitalismo reazionario, ed in parte quello romantico, già Marx scrisse mirabili, ed auree, parole sul socialismo reazionario nella III parte del Manifesto. Sarebbe bene dedicargli un post, che dici?
    Mordecaj

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    1. per rossobruni non intendo i fascisti di casapound

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  3. Sarebbe interessante conoscere a quante persone arriva questo tipo di informazione e soprattutto quanti siano interessati,in grado di affrontarne la lettura e comprensione. Oggi,in Italia.

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  4. Épater le bourgeois gauchiste.

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  5. Diego Fusaro
    Sul “Corriere della Sera” di oggi (15 febbraio, p. 29) ho spiegato per quali ragioni non andrò a parlare di Marx a "Casa Pound". L’aver accettato da parte mia l’invito di “Casa Pound” a discutere a Roma il 21 febbraio del pensiero di Marx ha suscitato un moto d’indignazione in alcuni ambienti antifascisti. Purtroppo, le mie intenzioni di filosofo sono state fraintese in senso politico e sono stato addirittura tacciato di avere simpatie fasciste e quindi, in quanto “nemico del popolo”, condannato all’ostracismo. Ho perfino ricevuto insulti e minacce contro la mia persona e la mia incolumità. Rimbomba una caccia alle streghe di marca staliniana che pensavo fosse stata superata da un pezzo. La buona fede mi faceva sperare in un dialogo serio e pacifico, tra posizioni diverse ma animate dalla volontà di confrontarsi. Questo era lo spirito con cui avevo aderito all’iniziativa. Ma evidentemente non è la situazione opportuna per dialogare con chi la pensa diversamente. Speravo e spero sempre nel dialogo, perché rifiutarsi di dialogare significa perdere in partenza: le idee si sconfiggono con le idee. Non sono mai stato fascista, né mai lo sarò. Socrate mi ha, però, insegnato a dialogare con tutti. Vi immaginate Socrate che, in un ipotetico dialogo di Platone, così si rivolge al suo interlocutore: “con te non dialogo, sei fascista!”’? Con questo, non intendo certo sostenere di essere il “nuovo Socrate”, come taluni hanno malignamente sostenuto. Semplicemente, preferisco ispirarmi a lui e non a coloro i quali, per il semplice fatto che ho accettato di dialogare con “Casa Pound”, hanno proposto di risolvere il “caso Fusaro” con qualche “bastonata” (sic!), magari andando a Roma a insegnargli con mano cosa è vivo di Marx (sic!). Faccio per inciso notare ciò che in verità è già ampiamente noto: il dialogo con la destra è aperto da tempo. È merito di Massimo Cacciari averlo aperto, parecchi anni or sono. Dialogare con la destra, vuoi anche con quella più radicale, non significa certo “contagiarsi”: significa, al contrario, riportare il confronto dal piano delle bastonate di piazza a quello delle idee, dove socraticamente le idee giuste trionfano e confutano quelle false. Questo voleva essere il senso del mio intervento a “Casa Pound”: evidentemente, altri preferiscono che il confronto resti sul piano delle bastonate di piazza. E chi non accetta questa logica barbara è, per ciò stesso, etichettato come fascista in pectore, come pericoloso nemico del popolo che si presta al dialogo con il mostro… Le idee di Marx e del comunismo come comunità di liberi e uguali sono quelle a cui non ho mai smesso di richiamarmi: le ritengo giuste e a tal punto fondate da non dover temere alcun confronto. Le mie idee restano stabilmente – lo ripeto ancora una volta – quelle legate al progetto marxiano di emancipazione del genere umano e di realizzazione di una comunità composta da individui liberi, uguali e fratelli. Ho accettato l’invito di “Casa Pound” per difendere le idee di emancipazione sociale, le stesse per cui Marx ha combattuto per tutta la vita. Misurarsi dialogicamente con chi la pensa in modo diverso, vuoi anche opposto, non vuol dire fare sodalizio o abbandonare la propria posizione. Sono e resterò sempre per il dialogo. Se si nega il dialogo, si torna al campo della violenza e delle bastonate. Io, personalmente, preferisco rimanere nel campo del dialogo. Ciascuno faccia la sua scelta.

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    1. per l'appunto, ognuno faccia le sua scelta. la mia l'ho fatta da tempo: non c'è alcuna utilità e possibilità di "dialogo" con certa gentaglia, e tirare in ballo le "le idee di emancipazione sociale" di Marx è solo mistificazione.

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    2. http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/marx-a-casa-pound-15052.html

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    3. http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/marx-a-casa-pound-15052.html

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    4. chi è fusaro ho avuto modo di dirlo a suo tempo, il resto (ossia le posizioni degli altri e quella di fusaro in replica) non mi riguarda e non m'interessa. non ho un anno di tempo da buttare, nemmeno un minuto, e non minaccio di bastonare nessuno.

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  6. mi dai il link su come la pensi su Fusaro che mi interessa? Sul serio.

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    1. http://diciottobrumaio.blogspot.it/2011/07/lo-spettro-del-legionario-1.html

      http://diciottobrumaio.blogspot.it/2011/07/diego-fusaro-marx-sconfessato-dalla.html

      http://diciottobrumaio.blogspot.it/2011/07/non-e-marxista-ma-e-disinvolto.html

      e, forse, può interessarti anche questo a proposito di frasette celebri:

      http://diciottobrumaio.blogspot.it/2011/07/strumento-della-reazione-borghese.html

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