Del
corridoio vasariano avevo già scritto recentemente in questo post. Ora
sembra che qualcosa si muova per iniziativa dei lavoratori del Polo museale fiorentino (che
sicuramente agiscono anche per altri, leciti, obbiettivi). Chissà. L’unica cosa
che non mi torna è il prezzo del biglietto indicato nell’articolo del Fatto, a
me risulta ancora molto più caro. La cosa che non sapevo è che c'entrasse Letta Gianni, dunque non sapevo ancora a cosa attribuire l'odore di guasto.
sabato 30 novembre 2013
Caste
Dal
2010 al 2012 le retribuzioni nette dei lavoratori dipendenti sono diminuite di
64 euro al mese, passando da una media di 1.328 euro a 1.264 euro. A fine
biennio, se si considerano 13 mensilità, un lavoratore ha incassato in un anno
832 euro meno del 2010. Il calo, rileva
la Banca d'Italia, è stato generalizzato per tutti i settori produttivi e
per tutte le aree geografiche.
I
sindacati non hanno nulla da dire in proposito, troppo affaccendati sui loro
patrimoni immobiliari, sulle loro partecipazioni, sui contributi statali, e del
resto i loro bilanci sono tutt’altro che trasparenti dato che non esistono bilanci
consolidati delle confederazioni sindacali.
Ricevono
per i patronati 260 milioni dall’INPS, cui si aggiungevano altri milioni
dall'INPDAP e 15 milioni dall'INAIL (legge 152/2001). Poi altri soldi dall’Inps,
cioè somme che versiamo con i nostri contributi, pari a 45 milioni circa su
base annua per i finanziamenti ai CAF per il calcolo dell' ISE, e sempre dall’Inps,
cioè sempre soldi nostri, altri contributi per 60 milioni di euro per le
dichiarazioni dei redditi dei pensionati.
L'Inps,
poi, garantisce al sindacato un flusso annuo di circa 372 milioni per le quote
associative dei pensionati, trattenute direttamente sulle pensioni con il meccanismo
della delega di carattere permanente (salvo revoca), nonché a titolo di
ritenute sulle prestazioni. Infine, attraverso il meccanismo della trattenuta
in busta paga, assicurato dai contratti dopo che il referendum del 1995 aveva
cancellato l'obbligo di legge per le imprese, ai sindacati arriva una cifra
stimabile in almeno 600 milioni di Euro.
venerdì 29 novembre 2013
Saper cogliere le opportunità
Il Dow Jones Industrial Average ha toccato i 16.000 punti, l'indice azionario
Standard & Poor 500 ha raggiunto 1.800, e il Nasdaq ha ancora una volta
superato 4.000. Il Dax tedesco è in rialzo da nove settimane consecutive,
sfonda la soglia di 9400 punti, l’Ibex spagnolo registra il maggior rialzo
della giornata dopo la promozione di Standard & Poor's, Londra gode di
ottima salute e Parigi non è da meno. E allora la crisi dov’è?
In quel 41,2 per cento di giovani italiani ufficialmente disoccupati, una
percentuale che da sola dovrebbe accompagnarsi con moti di piazza e barricate.
Invece nulla. In Spagna, al riguardo, va anche peggio, per non dire della
Grecia. Ma non si muove foglia, questo è il sistema sociale migliore, basta saper
cogliere le opportunità. E, del resto, passa per pacifico il fatto che
ribellarsi è inutile e tutto ciò che parla anche vagamente di comunismo è
utopia, esperienza sconfitta dalla storia.
Indifferenti
Dice niente che si dedichino
decine di ore di trasmissione di talk-show sempre ai soliti argomenti, ed a uno
in particolare, e però si tace su una vicenda di gravità assoluta quale quella delle discariche abusive di
rifiuti tossici e radioattivi in Campania? Sarà perché sono coinvolti tutti, a
vario livello, dai coletti bianchi alla camorra passando inevitabilmente per la
politica? Sarà perché – come afferma testualmente il commissario della Criminalpol Roberto Mancini – il traffico e lo sversamento dei rifiuti inizia nel
1988 con le Coop rosse? Chi e perché ha insabbiato l’informativa datata 12
dicembre 1996 della Direzione centrale della polizia criminale nella quale non
solo si indicano i reati ma si fanno i nomi dei rei?
Quell’informativa
faceva seguito all’operazione “Adelphi”, del 1993, “che vedeva protagonisti i
medesimi soggetti”. Malgrado tale inchiesta del 1993 e “malgrado le
dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Perrella Nunzio e Schivone
Carmine, tali attività proseguono senza soluzione di continuità e consentono ai
vari” personaggi coinvolti di “acquisire credibilità e ricchezza, in spregio a
un bene comune quale è l’ambiente ed irridendo quanti, tra gli ambientalisti e
quei pochi organismi investigativi sensibili al problema ed estranei ad una
cultura rispettosa dei potentati politici ed economici, tentano di sollevare il
velo sulla pericolosità di tali traffici” (p. 7).
Si
dirà, in perfetto stile qualunquista: che me ne fotte se hanno ridotto la
Campania a un tumorificio, io e la mia famiglia abitiamo a centinaia di
chilometri! Bravo, stronzo. Ma anche a voler considerare cinicamente la
questione, c’è da osservare che gli alimenti prodotti in quelle zone finiscono
sulle nostre tavole, nelle mense dei nostri figli. Fotte niente lo stesso, ora
c’è il Ruby bis.
*
giovedì 28 novembre 2013
Il giorno del ringraziamento
Oggi negli Stati
Uniti d’America è grande festa, quella del giorno del ringraziamento, Thanksgiving Day. Protagonista sulle
tavole americane, come tutti sanno, sarà un grasso tacchino ripieno di frutta
secca e prugne, accompagnato da salse e altre … (fate voi, i gusti degli altri non
si discutono, basta evitarli).
Secondo il Rapporto
annuale del New York City Coalition
Against Hunger, nella capitale economica e culturale degli Usa un bambino
su cinque non viene nutrito a sufficienza. Dice il Rapporto: “Mentre i benestanti hanno a disposizione
cibo più raffinato che mai, un nostro vicino su sei sta combattendo contro la
fame. Il recente taglio federale ai buoni alimentari peggiorerà la situazione”.
Tra il 2010 e il
2012, circa mezzo milione di bambini della città non hanno avuto
un’alimentazione sufficiente, il 10% in più del periodo 2006-2008. In generale
è successo a 1,3-1,4 milioni di newyorchesi. I problemi peggiori riguardano il
Bronx, dove il 36% dei residenti e il 49% dei bambini non si è nutrito in modo
adeguato, ma anche a Brooklyn e Manhattan i numeri sono in crescita.
*
Mentre l’Italia era
distratta a metà da un’altra festa e l’altra metà piangeva a dirotto, il governo
ha provveduto ad aumentare salari e stipendi e molto di più le tasse.
Secondo Il Sole
24ore, in busta paga troveremo 3,5 euro (tre euro e mezzo) in più al mese per
chi dichiara 15mila euro l'anno, e vantaggi
discendenti man mano che ci si
allontana, in alto o in basso (!!) da
questa fascia. Si tratta di aumenti quasi
al netto. Una cuccagna.
Iscriviti a:
Post (Atom)


