Quando parliamo di dignità del
lavoro, di qualità della vita e di benessere, di che cosa esattamente parliamo?
Un sistema sociale che vede
disoccupati oltre il 40 per cento dei suoi giovani (in vaste aree del paese si
arriva a superare il 50%), e in cui la disoccupazione complessiva è a due
cifre, può essere considerato un sistema sociale fallito. Queste poche cifre
costituiscono il bilancio di un disastro, una condanna senza appello di questo
sistema economico-sociale, delle sue politiche che richiamano ed esigono obbedienza
verso gli assurdi imperativi mercantili e monetari, da cui dipendiamo e siamo
prigionieri.
Come ho già scritto, il più grande
dei problemi politici della modernità, il compito difficile, è quello di
conciliare libertà e democrazia. E a che cosa serve la democrazia se non è
subordinata alla libertà dal bisogno?