giovedì 12 gennaio 2017

Vanno a votare



Piergiorgio Oddifreddi sostiene che “il novanta per cento delle persone è stupido”. Dettaglia il matematico: “In un paese di 60 milioni di abitanti come l’Italia, saranno all’incirca 54 milioni”. Non è solo provocazione, ne è convinto, tanto che ha scritto un Dizionario della stupidità. L’ho sfogliato in libreria, ma non saranno mancati gli acquirenti. Stupidi quelli? Forse. Magari non il 90 per cento, ma come percentuale siamo vicini.

Ieri ho letto un articolo che sostanzialmente conferma la tesi di Oddifreddi, anche se non parla esplicitamente di stupidità, bensì di una sua parente di primo grado. Il titolo dell’articolo: “Il 70 per cento degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)”. Racconta:

«Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento. E questo vuol dire che tra la gente che abbiamo attorno a noi, al caffè, negli uffici, nella metropolitana, nel bar, nel negozio sotto casa, più di 3 di loro su 4 sono analfabeti: sembrano “normali” anch'essi, discutono con noi, fanno il loro lavoro, parlano di politica e di sport, sbrigano le loro faccende senza apparenti difficoltà, non li distinguiamo con alcuna evidenza da quell'unico di loro che non è analfabeta, e però sono “diversi”.»

Confermo. Il guaio non deriva tanto da fatto che “parlano di politica”, ma che vanno a votare.

*


Stamani. Guardo il mio interlocutore negli occhi e intuisco che non sta capendo una mazza di quello che gli sto dicendo. Allora semplifico, vado con gli esempi terra-terra e poi, complice il fatto che nessuno mi vede, conto con le dita. Lui fissa le mie dita ma si capisce che gli si è estinto anche l’ultimo barlume di pensiero. Quando si riprende dal suo torpore è solo per insistere nella sua posizione, come se non avesse ascoltato. E trovo così immediata conferma dell’inutilità dei miei sforzi. Non gli stavo parlando del rasoio di Occam, ma spiegando con cortesia e pazienza che le sue congetture sulla lettura della bolletta dell’acqua vanno a fondo e annegano non appena le confronti con i numeri riportati nella bolletta stessa. E prendersela con l’operatore del call center, gli dico, è sbagliato, e bene ha fatto a riattaccare. Quest’ultima frase l’ha capita benissimo e si è adontato. Fanculo.

18 commenti:

  1. Suggerisco sempre di passar prima dal sempreverde articolo di Boni:

    http://www.dudemag.it/attualita/chi-parla-di-analfabetismo-funzionale-e-un-analfabeta-funzionale/

    Stefano

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    1. «…né le premesse metodologiche, né le spiegazioni che accompagnano i risultati delle varie ricerche, sostengono in alcun punto che la popolazione che non riesce a superare il livello 3 sia da considerarsi “funzionalmente analfabeta”: quella è una deliberata invenzione di De Mauro. Secondo gli stessi ricercatori che hanno condotto l’indagine ALL in Italia (e stando a una pubblicazione di Vittoria Gallina che De Mauro cita nel suo articolo), gli analfabeti funzionali nel nostro paese non sono l’80 né il 60 né il 30%, ma il 5,4%, una cifra ben lontana da quelle paventate (si veda qui, pp. 32-33). In realtà, come sostenevamo, nessuna definizione sensata di “capacità di orientarsi in una società contemporanea” può escludere l’80% della popolazione, quindi quel numero, scelto per attirare l’attenzione, si riferisce a una soglia di funzionalità elevata che esclude molti “alfabetizzati”». In che senso sarebbe aria fritta?

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    2. legga qui sotto i commento di Icaro, mi sembra c'entrare la questione da un punto di vista che mi sento di condividere

      tutta la gente che si è lasciata (non solo recentemente) turlupinare dalle banche, pensa sapesse cosa faceva? e poi ho fatto riferimento non solo all'alfabetizzazione ma alla stupidità congenita di molte persone

      vero che non siamo tutti delle volpi h 24, ma c'è molta gente che h 24 x 365 g presenta uno standard intellettivo molto basso, e ciò non dipende dal grado di alfabetizzazione. l'alfabetizzazione è spesso una buona maschera.

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    3. Marius Gebirge13 gennaio 2017 17:01

      Incolpare i piccoli risparmiatori ignoranti per i raggiri della banche, fatti con lucida volontà di raggirare, mi sembra, come dire?, paradossale. E coincide, stranamente, con il pensiero di illustri accademici iperliberisti, che pretenderebbero l'istituzione di patenti per gli investitori (i piccoli investitori, ovviamente).

      Mi pare che ci si dimentichi, fatalmente, dell'esistenza di incolmabili asimmetrie informative in questioni complesse come quelle finanziarie e che, per evitare che tali asimmetrie si trasformino in un iniquo vantaggio per chi si trova in una posizione di potere, esistono organismi di vigilanza. Se c’è qualcuno da incolpare, oltre ai banchieri, sono proprio i controllori.

      Non capisco, poi, cosa si voglia dire con "c'è molta gente che h 24 x 365 g presenta uno standard intellettivo molto basso": cosa s'intende per "standard intellettivo"? E quando è "molto basso"?

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    4. i piccoli risparmiatori (?) ignoranti dovrebbero sapere che un investimento (di qualsiasi natura economica) comporta sempre un rischio. dovrebbero poi sapere che più è alto l'interesse promesso maggiore è il rischio. dovrebbero poi sapere un'altra cosa elementare: che prima di firmare bisogna leggere. se non si comprende ciò che è scritto, bisogna farselo spiegare da una parte terza. se non si capisce ancora, allora è meglio lasciar perdere quell'investimento. in fin dei conti ci sono anche i ...bot (anche questi non esenti da rischio ...).
      insomma quando ci si trova di fronte a "incolmabili asimmetrie informative in questioni complesse come quelle finanziarie", si lascia perdere.
      quando è molto basso? quando continuiamo a comportarci come pinocchio con le sue monete d'oro nel campo dei miracoli.
      l'instupidimento è organizzato, questo glielo posso concedere senz'altro. ma non diamo sempre la colpa al gatto e alla volpe.

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    5. Marius Gebirge13 gennaio 2017 19:11

      Non riesco a comprendere come si possa, nel caso dei raggiri bancari, concentrarsi sul vecchietto che non sa leggere i prospetti informativi e non sulle colpe macroscopiche dei banchieri e delle autorità di vigilanza. Davvero non riesco a capire. Anche perché sono gli stessi identici discorsi che fa Giavazzi (GIAVAZZI!). Non la preoccupa avere le stesse opinioni di un iperliberista?

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    6. Marius Gebirge13 gennaio 2017 19:15

      Quanto allo standard intellettivo, a detta sua basso (?) di molta "ggente", se non ci vogliamo limitare all'amena conversazione, dovremmo fare riferimento a dati e definizioni rigorosi. Parlare di Pinocchio, delle monete d'oro e del gatto e la volpe non ci aiuta molto a capire, senza offesa.

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    7. forse lei è nuovo di questo blog. io e Giavazzi non abbiamo le stesse opinioni su nulla, ma non ci sarebbe nulla di male se, incidentalmente, ci trovassimo d'accordo su qualcosa. per quanto riguarda i famosi "vecchietti", la posso assicurare che, salvo rari casi (veramente rari), la situazione è ben diversa. per motivi che non sto qui a spiegarle, conosco decine di "vecchietti" incappati nelle vicende della popolare di vicenza.
      una persona adulta, peraltro, deve sapere che non si scommette la propria liquidazione e i risparmi di una vita su un'unica azione o una obbligazione, fossero pure i bund tedeschi. se una persona adulta fa una cosa del genere, non vuol dire che è vecchia o solo ignorante, vuol dire che è stupida.

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    8. Un dettaglio. Possiamo distinguere grosso modo due tipi di investitori, coloro che si rivolgono alle varie SIM oppure singoli brokers e i 'piccoli' - non solo - che si rivolgono alle banche.
      Le direzioni impongono agli sviluppatori o ai dipendenti posti agli sportelli (quelli che sono rimasti)di piazzare la merce.
      A questo punto tutto sta 'nell'etica' professionale(!) dell'impiegato, perchè è di costui che si tratta, infornare più o meno
      la vecchietta o l'esodato di turno.
      Se il funzionario o l'impiegato (più il funzionario)dispone di un portafoglio consistente di clienti da difendere difficilmente fregherà quello che vede solo in lui l'istituzione e che lui solo responsabilizzerà in caso di perdite.(*)
      La direzione preferisce abbozzare piuttosto che rischiare l'emigrazione del funzionario
      e con lui l'intero pacchetto di clienti.
      E' solo questa la forza che fa reggere quel poco di etica del settore.
      Ricordo che tempo fa qualcuno si vendeva il bilocale per investire in Borsa, ma in tutti i casi non si trattava di ignoranza del Sistema ma di INGORDIGIA, non ci si accontenta di rendimenti 'umani' ma si vuole sempre di più;i meno giovani si ricorderanno quando negli anni Settanta, Privata Finaziaria dava il 17% di rendimento sui C/c.
      Allora moltissimi istruiti,sicuramente anche intelligenti,abboccarono senza fiatare.
      Proporrei una ulteriore tassonomia: gli ingordi stupidi e gli ingordi intelligenti e istruiti(altrimenti non si comprenderebbero per quest'ultimi gli investimenti in derivati et similia).
      Ritengo Pinocchio con + l'Omino di burro una felice traduzione didattica e didascalica per il popolo delle più complesse teorie economiche. Peraltro
      da piccoli ci hanno narrato e fatto credere che una bambina non più infante scambiasse un lupo per la nonna. Cataratta o rincoglionimento congeniti.

      (*) Tempo fa ho conosciuto un funzionario che negli anni segue il mio c/c anoressico: molto tempo addietro tentò di invogliarmi in un modesto investimento in titoli, gli dissi che per me la banca era lui e nel caso di perdite anche minime, avrebbe continuato a frequentare il proprio ufficio ma entrando dallo scivolo dei disabili. Da allora nei miei confronti è totalmente disponibile e 'trasparente'.

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  2. cosa c'è di più intelligente della presa d'atto che le cose NON si cambiano da dentro ed entrarci apposta? L'intelligenza, da noi, è conservatrice. L'unica stupidità possibile è quella comunista allora. Evviva il moralismo.

    La stupidità così come giudicata dagli altri dipende anzitutto dalla propria posizione sociale. Un vero borghese considera stupido qualsiasi comunista. Considera pigro il proletariato. E io considero i borghesi un branco di coglioni. Ma, tranquilli, è tutto normale sotto il capitale.

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    1. La stupidità ,per come la si voglia definire, ha una qualità importante e soprattutto trasversale, è decisamente democratica. Non è necessario essere veri borghesi o veri proletari per essere stupidi: non te la devi prendere con il Capitale ma devi far causa a mamma e papà.

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    2. hai letto ma non hai capito.
      Non la stupidità ma il giudizio sulla stupidità altrui dipende dalla nostra posizione sociale.

      La stupidità è democratica, vero (come l'intelligenza peraltro), ma tieni presente che la nostra democrazia è quella alla Pseudo-Senofonte e da noi si passa per stupidi pur di passare...
      La stupidità non è ereditaria, va per merito, è conquista personale. Hai voglia ad essere intelligente, in Italia, senza mamma e papà. Ciao.

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  3. Basta avere un minimo di vita sociale e uno straccio di «strategia di lettura» della realtà per rendersi conto di quanto i dati sull’analfabetismo siano veri.

    In ogni caso, dipende da quale posizione guardo la realtà (e i dati medesimi).

    Se prendo per buona la definizione dell’Unesco (che poi coincide con quella di De Mauro), e dunque che «una persona è alfabetizzata dal punto di vista funzionale quando può intraprendere tutte quelle attività che richiedono l’alfabetizzazione ai fini del funzionamento efficace del suo gruppo o della sua comunità», direi che tutto si tiene.

    Alla società odierna non servono persone capaci di capire in profondità i meccanismi che reggono l’agire umano; servono piuttosto persone che agiscano senza porsi troppi problemi, non in grado dunque di cogliere le «strutture culturali inconscie» che regolano la società. Persone che funzionano, insomma. E per funzionare basta poco.

    La stragrande maggioranza di persone fa un lavoro di tipo “manuale” (o per meglio dire “fisico”, comprendendo in esso anche quei lavori dove l’intelletto è usato in maniera meramente esecutiva e sottoposto a gerarchia). Per svolgere un simile lavoro l’alfabetizzazione necessaria è minima.

    Questa condizione è ottimale per chi guarda la realtà da un punto di vista, diciamo così, dominante. Che importa a un Marchionne qualsiasi di un’alfabetizzazione totale? Meglio una massa sterminata di persone “stupide”, ovvero incapaci di cogliere cosa si cela sotto la rappresentazione della società che lui stesso, per quanto indirettamente, propone.

    Forse questa «stupidità» è voluta; forse l’analfabetismo è esso stesso funzionale al mantenimento del sistema.

    Diverso, ovviamente, il punto di vista di chi mira a cambiare il sistema. Per esso, constatare quotidianamente la stupidità generale è doloroso. Se l’interlocutore non capisce il discorso sulla bolletta dell’acqua come può comprendere, ad esempio, la contraddizione tra forze produttive e rapporti di produzione?

    Ma forse, alla fine della fiera, non è così fondamentale che le capisca. Le condizioni materiali magari lo spingeranno ugualmente ad agire per il cambiamento. E «nel fuoco della controversia», si sa, si impara presto. Anche la cuoca …

    Icaro

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    1. il mio post rappresenta più che altro uno sfogo. la questione è ovviamente più complessa (anche più complessa di quanto lei sostiene qui), ad ogni modo condivido sostanzialmente ciò che dice

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    2. La stragrande maggioranza di persone fa un lavoro di tipo “manuale” (o per meglio dire “fisico" [...]Per svolgere un simile lavoro l’alfabetizzazione necessaria è minima.

      Una semplice osservazione:
      non conosco a sufficienza il settore industriale, ma in quello delle attività artigianali la complessità dei materiali attuali in genere richiede un livello di alfabetizzazione che supera il possibile minimo.Di qui qualche problema.
      La situazione si aggrava considerando l'ingresso oggi di manodopera straniera con una nulla o scarsisssima conoscenza della lingua italiana (l'esame previsto è obbligatorio per un diverso livello di assimilazione burocratica).

      Vi è inoltre una considerazione generale: appena ben scolarizzato, nessuno vuol fare il lavoro fisico, in particolare moltissimi giovani, benchè disoccupati. Meglio l'ufficio con aria condizionata.Serviranno sempre per alcuni lavori coloro che non sono in grado di cogliere le strutture culturali inconsce.
      Vedremo cosa potrà succedere una volta che si attuerà il cambiamento.

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  4. Considerando che contrariamente ai secoli scorsi oggi le fonti di istruzione sono ampiamente accessibili, il vero dramma non sta nella percentuale , più o meno corretta, di "cretini" e/o " analfabeti" , quanto nel fatto che si tratta quasi sempre di "scelte volontarie".

    E purtroppo i diritti ricevuti in eredità e non rivendicati si perdono qualunque sia stato il costo, pagato da altri,per ottenerli .
    ws

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  5. Niente di nuovo.Basta sostituire il 2017 con 1017(togliersi un millennio dalle spalle).Al latino si sostituisce l'ammeregano e la sua "cultura" di fumetto hollivudde e tv.Insomma il medioevo presente con tutti i suoi schiavetti pronti a tutto .

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