sabato 12 agosto 2023

Riposa in pace

 

Ieri mattina, il Sole 24ore, con la scusa di un cruciverba che gettai nel cestino uscendo dall’edicola, prezzava tre euro tondi. Oggi ha una scusa diversa per salire sul gradino più alto del podio dei quotidiani e scucire al lettore euro 3,50: l’inserto Imparare a risparmiare. Prima forma di risparmio, per quanto mi riguarda, sarà quella di non acquistare il quotidiano di Confindustria. Salvo quello di domani, domenica, poiché non voglio perdermi un solo step della scalata in classifica del libro della Cara Estinta.

Come si arriva ad amare uno scrittore? Il nostro desiderio si cristallizza su questo o quell’autore, di cui improvvisamente ci mettiamo a leggere i libri con frenesia. Sembra di aver trovato un nuovo amore: niente ci dà più gioia. Ma vi pare possa essere il caso della Cara Estinta? Ammetto, di suo non ho letto nulla e mai leggerò.

Pregiudizio? Anche. Ma vi pare che con tutto ciò che c’è da leggere mi venga voglia di leggere i suoi libri? Non voglio fare commenti ironici e sgradevoli il giorno del suo funerale, ma era una che vedeva solo ciò in cui credeva. Essere di sinistra è spesso complicato, ma non per lei. Il riflesso pavloviano – sono di sinistra, quindi penso e mi comporto così, qualunque siano le circostanze – è molto allettante. E così comodo. Una volta che sei nella giusta postura, tutto ciò che devi fare è lasciar andare la retorica e le allusioni.

Mi pare di non aver detto una cattiveria. Riposa in pace, Michela Murgia.

Necessario a chi?

 

Proletari di tutti i paesi, fate figli. Se non troveranno impiego come forza-lavoro, potranno essere usati come carne da cannone alla prima occasione. A meno non abbiate abbastanza contante per corrompere i capi, sottocapi e gregari del reclutamento militare, come avviene in Ucraina, e far dichiarare i vostri eredi non idonei per morire al fronte.

La guerra in Ucraina è un esempio, con un livello di spargimento di sangue mai visto in Europa dalla seconda guerra mondiale. Centinaia di migliaia sono stati uccisi e circa 50.000 ucraini sono rimasti invalidi. Eppure non c’è un solo tifoso di questa guerra che defletta. Certamente non Biden, un pericoloso terrorista internazionale al pari dei suoi predecessori, che giovedì ha invitato il Congresso a stanziare altri 24 miliardi di dollari per la guerra in Ucraina, dei quali 14,1 miliardi in aiuti militari diretti.

Ad oggi, il Congresso ha approvato una spesa di 113 miliardi per la guerra, inclusi 70 miliardi direttamente per le armi. Miliardi in più che serviranno a perpetuare quello che è un massacro di proporzioni già storiche, con totale indifferenza per la vita della popolazione ucraina. Gli Stati Uniti continueranno a finanziare la guerra “finché sarà necessario”. Necessario a chi?

Nei media statunitensi compaiono dichiarazioni sempre più franche sulla disastrosa situazione in cui si trova l’esercito ucraino e sul totale fallimento della sua controffensiva. Come non bastasse, anche in Ucraina nei giorni scorsi s’è abbattuta un’ondata di caldo che ha portato le temperature a 40 gradi. Dopo l’esplosione della diga di Kakhovka, il secondo più grande serbatoio di acqua dolce che riforniva quattro province attraverso un sistema di canali, 700.000 persone hanno perso la principale fornitura di acqua potabile.

Dei miliardi ricevuti, il governo di Zelensky ha stanziato solo 4 milioni di dollari per fornire fonti d’acqua alternative alla popolazione e per gli usi agricoli. Il ruolo della diga come serbatoio per l’irrigazione è stato essenziale per trasformare una regione tipicamente soggetta a siccità regolari nella regione agricola più produttiva dell’Ucraina.

Solo nel 2022, l’economia ucraina si è contratta di oltre il 30%. Dall’inizio della guerra più di 6,2 milioni di ucraini sono partiti e devono ancora tornare nel Paese, e oltre 5 milioni sono ora considerati sfollati interni. Molti rifugiati non torneranno mai più, la popolazione è scesa a 31,2 milioni dai 52 milioni nel 1991 e circa 44 milioni prima della guerra del 2022.

Quando c’è la mano di Washington e delle capitali europee nelle vicende del mondo, si può star certi del disastro. L’elenco dei Paesi coinvolti è lungo e noto. L’imperialismo occidentale non ha soluzioni da offrire, se non i suoi “aiuti” in dollari per poi trasformarli in armi. Non lo fa gratis, ovvio. Hanno bisogno di marionette come Zelensky, da scaricare non appena non si rivelino più utili.

venerdì 11 agosto 2023

Qualcosa di diverso?


Non avevo mai vissuto un luglio (e la prima decade di Augusto) di temperature così fresche, con punte di freddo notturne. Mai era accaduto che dormissi con una coperta, tutt’altro, salvo quando salivo in quel paesotto che i meridionali asburgici chiamano Sterzing. E tutto ciò mentre gli orsi bianchi fanno la sauna e ai loro antipodi i pinguini si sentono mancare il ghiaccio da sotto le zampe. Chi sono i responsabili e quali le cause, spartite in percentuale, lo sa solo quella parte di umanità che coltiva nelle sue serre climatizzate delle certezze assolute, mentre, per converso, il fenomeno è negato in radice da chi vede complotti anche nella precessione degli equinozi. Se ti posizioni in un limbo di scetticismo equidistante, per gli uni passi da eretico (se ti va bene) e per gli altri per uno sciocco che non vuol vedere ciò che a loro appare così chiaro.

Siamo degli esseri straordinariamente strani noi umani, e dunque sarà per questo, penso, che gli alieni, ossia quelli che ci scrutano dai loro oggetti volanti, si tengono ben distanti e ci snobbano. Temono d’invischiarsi in una faccenda che potrebbero non sapere più come gestire, sfuggire loro di mano, sebbene a sei dita e nonostante la loro ovvia superiorità tecnologica e sociologica.

Ahimè, dobbiamo morire per rincontrare della gente decente. Tutto s’affretta a scomparire, e già dirlo suona banale. La vita non mi ha quasi mai offerto l’opportunità di confrontarmi con dei bei sepolti, ma con qualcuno di loro è stato possibile. Tutti gli altri solo attraverso i loro libri. Il mio cimitero domestico ne contiene abbastanza per distrarmi.

Parlare di scrittori che non fanno più parte del mondo, dal momento che sono morti. Così sfuggono a questa commedia odierna. A Henry James non piacevano le commedie di Cechov. Lo racconta Somerset Maugham, che ebbe l’avventura di conoscere James a teatro a Londra, quando il romanziere americano non era ancora naturalizzato britannico. Come poteva uno scrittore romantico scaltro come James non apprezzare un drammaturgo scaltro come Cechov? Gli autori che amiamo a volte sono come gli amici che abbiamo: dobbiamo rinunciare a mescolarli.

Ed è esattamente ciò che accadrà lunedì sera, la vigilia di ferragosto. Tizio non vorrebbe esserci alla cena perché c’è Caio, e Sempronia è indecisa se venire perché ci sarà Tizia. Ogni anno la stessa storia. Per poi ritrovarci tutti a tavola, e sentire Sempronia dire a Tizia: “Ti trovo benissimo, cara, come ti dona questo vestito, ma dimmi dove l’hai acquistato”. Eccetera.

Edith Wharton conobbe bene James e lo celebrò. Edith morì oggi del 1937. L’autrice di The Age of Innocence, che molti ricorderanno per aver visto il film di Scorsese con la vera contessa Ellen Olenska, ossia Michelle Pfeiffer. Gli americani si fanno carico della nostra educazione cinematografica e non solo di quella. Del resto c’è chi crede che Truffaut e Antonioni siano calciatori.

Il salotto di Regina e Julius Beaufort, con il Tissot e lo scandaloso Bouguereau in bella vista. Lo stesso artista dal quale ho preso in prestito un dipinto per il layout di questo blog. In genere oggi si preferisce Ikea, delle sculture a forma di stronzo. Tutti devono fingere di vedere quello che dicono bisogna vedere. Altrimenti è tutta colpa tua. Tempi di perversione dei linguaggi e regressione generale. Date le premesse, ci si poteva aspettare qualcosa di diverso? 

mercoledì 9 agosto 2023

Tanto per sapere

 

Sono anni che cerco di capire che cosa sono gli extra profitti delle banche e delle società energetiche. I profitti vengono gonfiati dalla speculazione, dalle posizioni di monopolio, dall’inflazione, eccetera? Inoltre, proverò anche a capire, ma dubito che ci riuscirò, quale sia la differenza tra gli utili “giusti” e quelli “ingiusti”. L’elettricista che ieri pomeriggio è venuto a casa mia, nel presentarmi il conto ha realizzato solo un guadagno giusto o anche ingiusto?

Vorrei chiedere ai membri del governo, nonché agli esponenti dell’opposizione, dove hanno investono i loro soldini (sempre che non li tengano nascosti nella cuccia del cane). Quando le cose vanno molto bene e incassano un pingue capital gain, fanno distinzione tra utili “giusti” e quelli “ingiusti”? Tanto per sapere.

Tutto ciò è immorale? Karl Max ha scritto dei poderosi volumi, che quasi nessuno legge, in cui parla degli extra profitti realizzati a scapito della forza-lavoro, ossia la differenza tra il lavoro pagato e quello non pagato all’operaio. Quando ci renderemo conto di come funziona l’economia, non solo quella capitalistica?

Non vi piace Marx? Eccovi Adam Smith:

Le persone dello stesso mestiere raramente si ritrovano, anche solo per divertimento e distrazione, senza che la conversazione finisca in una cospirazione contro il pubblico, o in qualche marchingegno per aumentare i prezzi.
(La ricchezza delle nazioni, Libro I, Capitolo X, Parte II).

[...] Tutte le volte che i legislatori tentano di comporre le dispute tra i padroni e i loro operai, i loro consiglieri sono sempre i padroni.
(Ibidem, p. 247).

In particolare, i ricchi sono necessariamente interessati a dare il loro sostegno a quell’ordine di cose che solo assicura loro il godimento della loro condizione vantaggiosa.
(Libro V, Capitolo I, Parte II, Spesa per la giustizia). Nello stesso capito si può leggere un’interessante digressione sulla “distinzione di nascita”.

Queste e altre cose un grande economista poteva scriverle quando l’economia politica non era in mano a dei volgari apologeti.

La tipografia magica

 

Sta riprendendo forza la fola secondo cui una banca centrale nazionale può stampare cartamoneta a go-go. La tipografia magica che risolve tutti i problemi, a cominciare da quelli strutturali (e, per finire, quelli politici).

È vero che una banca centrale creando denaro crea potere d’acquisto aggiuntivo, ma quando un aumento dell’offerta di moneta supera significativamente la crescita della produzione di beni e servizi, ciò provoca inflazione, ossia un deterioramento del valore e del potere d’acquisto della moneta.