martedì 4 febbraio 2020

La democrazia in America



Il Partito Democratico dello Iowa ha rifiutato di pubblicare i risultati dei caucus tenuti in tutto lo stato lunedì sera per determinare l’assegnazione dei delegati per la nomina del candidato del partito alle elezioni presidenziali. I funzionari stanno ora dicendo che sperano di ottenere risultati per oggi. Vedremo.

L’azione è un intervento senza precedenti da parte dell’apparato del partito nel processo di scelta del candidato presidenziale del partito, chiaramente diretta contro il senatore del Vermont, Bernie Sanders, dato per vincente e in testa nel risultato parziale delle urne. Gli avvocati dell’ex vicepresidente, Joe Biden, candidato alle primarie e dato per ampiamente perdente nello Iowa,  hanno inviato lunedì sera una lettera al Partito Democratico locale chiedendo una verifica del metodo utilizzato per il “controllo di qualità” nel conteggio del voto prima che vengano pubblicati i risultati. Ciò potrebbe mantenere segreti i risultati del voto dei caucus ben oltre la data odierna.

È la democrazia in America: quando un candidato non gradito minaccia di vincere, allora si riconteggiano i voti, com’è accaduto in Florida nel 2000, e ora alle primarie nello Iowa. Gli Stati Uniti hanno una rispettabile tradizione di brogli, di candidati e presidenti sparati, come dimostra, tra gli altri, lo strano e poco conosciuto caso del governatore della Louisiana.

lunedì 3 febbraio 2020

Benettòn al muro!


In un post della settimana scorsa ho parlato del presidente del consiglio del gruppo Volkswagen, Herbert Diess, il quale annunciava, in un discorso incendiario davanti ai dirigenti dell'azienda, una “ristrutturazione radicale” e il “massacro delle vacche sacre”.  Disse anche che il valore azionario dell’azienda dovrebbe salire a 200 miliardi di euro, più che raddoppiando dai circa 90 attuali.

Nei giorni scorsi, Bernd Osterloh, già rappresentante sindacale della IG Metall, e oggi presidente dei comitati aziendali del gruppo e membro del consiglio di sorveglianza di Volkswagen AG (*), durante una conferenza stampa a Wolfsburg ha dichiarato di non vedere alcuna alternativa alla strategia adottata dall’azienda: “Questa è la strada giusta da seguire”. La società e il comitato aziendale hanno già deciso di eliminare uno su cinque dei circa 100.000 lavoratori tedeschi del gruppo Volkswagen (oltre 600.000 in tutto il mondo).

Come dovrebbe essere noto, ma lo ricordo ai più distratti, dal mese di settembre 2018, tutte le nuove omologazioni di autoveicoli debbono avvenire rispettando il ciclo WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure), e dal primo gennaio 2021, tutti i veicoli di nuova immatricolazione dovranno dichiarare un valore di Co2 entro 95 grammi per chilometro percorso, mentre dal 2030 questo parametro dovrà scendere a 59 g/km Co2 (il Co2 è un gas che si forma nei processi di combustione dall’unione del carbonio contenuto nei combustibili con 2 atomi di ossigeno presenti nell’aria).

sabato 1 febbraio 2020

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Nel novembre 2019, la produzione della prima auto elettrica VW di nuova concezione, la ID.3, è iniziata nel padiglione 5 dello stabilimento Volkswagen. Per chi crede ancora che il passaggio all’auto elettrica non avrà significative conseguenze sui livelli di occupazione, oppure che questo fatto sia ancora indeterminato, propongo un trafiletto, tradotto, tratto da un articolo di Die Welt



Che ciò abbia "senso e sia necessario" non si discute, ma che crei anche dei problemi di occupazione e di reddito, di sostenibilità di un sistema sociale, è altrettanto certo.  E che nel medio-lungo periodo tenda a cadere il saggio del profitto in rapporto agli investimenti (pur aumentando la massa del profitto) è dimostrabile con semplicissime operazioni algebriche. E questo fatto, nel suo insieme, produrrà anch'esso delle non lievi conseguenze.

venerdì 31 gennaio 2020

Fa più vittime l'idiozia che il coronavirus



L’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso ieri, tardivamente, di dichiarare formalmente l’epidemia 2019-nCoV, il nuovo coronavirus identificato per la prima volta nella città cinese di Wuhan, come “Emergenza sanitaria pubblica d’interesse internazionale (PHEIC). La classificazione PHEIC è stata istituita dallOMS nel 2005 a seguito della pandemia di SARS 2002-2003. È stato dichiarato in cinque occasioni, in risposta all’influenza suina del 2009, alle epidemie nel 2014 di Ebola e poliomielite, al virus Zika del 2016 e alla rinascita del 2019 di Ebola in Africa centrale.

Nel designare 2019-nCoV un’emergenza globale per la salute pubblica, i funzionari dellOMS hanno tenuto conto delle evidenze che il tasso di trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina è in aumento. Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato ieri sera in una conferenza stampa: “Il motivo principale di questa dichiarazione non è dovuto a ciò che sta accadendo in Cina, ma a ciò che sta accadendo in altri paesi. La nostra più grande preoccupazione è la potenzialità per il virus di diffondersi in paesi con sistemi sanitari più deboli e che non sono preparati ad affrontarlo”.

Il 2019-nCoV è stato identificato per la prima volta a fine dicembre, quando fu dichiarata la quarantena, ma ben cinque milioni di persone si erano trasferite dentro e fuori da Wuhan, la più grande città della Cina centrale, comprese migliaia di persone che avevano viaggiato all'estero.

Le autorità cinesi hanno riferito ieri sera che il numero di casi confermati di 2019-nCoV ha raggiunto il numero di 8.100. Il virus si è diffuso dalla sua fonte a Wuhan attraverso la Cina continentale e ora in tutto il mondo. Almeno 100 casi, principalmente persone provenienti o che hanno visitato Wuhan, sono stati diagnosticati a Taiwan, Hong Kong, Macao, Singapore, Nepal, India, Sri Lanka, Tailandia, Vietnam, Cambogia, Malesia, Filippine, Australia, Corea del Sud, Giappone, Emirati Arabi Uniti, Germania, Francia, Finlandia, Stati Uniti, Canada e ora in Italia (molto colpevolmente, poiché si è permesso a persone provenienti da Wuhan di entrare nel territorio nazionale molto dopo che era stata conclamata l’epidemia locale). Dozzine di casi sospetti si stanno valutando in altri paesi.

giovedì 30 gennaio 2020

Viri devoti tra l'eternità e il nulla



La tragicità dell’infinito conflitto tra Armonia e Odio obbliga il sapiente a cercare la via della liberazione. Il poema mistico (Katharmoi) di Empedocle è letto perciò da Colli in stretto rapporto a quello fisico (Physika). L’esercizio del pensiero si trasfigura in liberazione e purificazione: se nulla si distrugge, gli elementi della vita rinasceranno attraverso il tempo in molteplici forme, e dunque ci è dato anche perseguire quella forma che tende a dissolvere la nostra apparenza fenomenica, avvicinandosi alla Realtà dello stesso Sfero. Questa sarà la vita del sapiente, degli esseri divini, che siedono alla stessa mensa degli dèi immortali, di coloro che sono riusciti ad armonizzare in sé così perfettamente gli elementi e a sentire cosi profondamente la propria unità col Tutto da distaccarsi dall’apparenza e affrancarsi dai lamenti e dalle angosce connesse all’alternanza di Philotes e Neikos.

[…] l’esplodere dell’Uno, dello Sfero originario, il divenire come mescolanza e separazione di elementi eterni — e il “ritorno” all’Uno, all’Armonia non manifesta più forte di ogni connessione sensibile, al termine del Grande Anno —, anche in ciò che pensano le attuali cosmologie? E sono pensieri che senza cancellare le lacrime dell’esistere forse aiutano a non restarne inondati, a sentire che l’esistenza che viviamo non è il tutto, ma una piccola parte della Vita, e che di questa Vita partecipiamo, alla sua immortalità, non destinati a dileguare come il fumo.


*

Così parlò il Filosofo della Laguna, Colui che non è destinato a dileguare come il fumo al termine del Grande Anno, ma continuerà ad esistere, nel grande ritorno cosmologico di tutte le cose allorigine, e siederà con i Sapienti alla stessa mensa degli dèi immortali, avendo ben cura di non provarci realmente a “sciogliersi nell’abbraccio del padre Etna”, ad imitazione dell’antico maestro. Il Massimo insomma è sicuro che non lascerà ai posteri dell'universo armonico solo una vecchia scarpa.

Siamo alle prese con uno dei problemi supremi in cui si gingilla la filosofia ma anche il pensiero comune, il rapporto tra l’essere e l’eternità. Non potendo invocare Dio come un becero qualunque, il serenissimo Filosofo ripiega su un postulato per così dire lavoiseriano, ma in realtà si rivolge a una dimensione metafisica parallela a quella religiosa, con abuso di maiuscole e paroline in greco antico che solo gli Iniziati al culto sanno interpretare nel significato autentico. Che altro? Una fifa matta di dileguare come una nuvoletta di fumo, ma questa è l’unica cosa chiara ad aver scritto in Vita Sua.