mercoledì 4 marzo 2020

Quando tamponare non basta più



Il taglio di emergenza della Federal Reserve di 0,5 punti era nell’aria come avevo facilmente previsto nel post dello stesso lunedì scorso. Annunciando la decisione, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha detto di credere che l’azione della Fed fornirà “una spinta significativa all’economia”. Non è vero, ma che altro avrebbe dovuto dire?

Sono passate poche ore e già ieri Wall Street era di nuovo in caduta con quasi un meno 3 per cento del Dow Jones dopo aver aperto con un guadagno di 300 punti. A un certo punto l’indice era sceso fino quasi di 1000 punti. Oggi pomeriggio vedremo come aprirà, ma già gli “asiatici” non promettono bene.

L’indice S&P 500 ha chiuso ieri in calo del 2,8 per cento dopo aver registrato lunedì il suo massimo rialzo di un giorno da due anni, e il Nasdaq è diminuito anch’esso di quasi il tre per cento.

C’è da osservare che la decisione della Fed ha un impatto notevole sulle banche, i cui margini di profitto con il taglio si riducono ulteriormente con un tasso d’interesse di riferimento inferiore. Non per nulla le azioni bancarie, insieme all’alta tecnologia, hanno spinto il mercato verso il basso.

martedì 3 marzo 2020

Tranquilli, CR7 giocherà



Vero che le Azzorre e le Madeira sono del Portogallo, ed entrambi gli arcipelaghi parte della cosiddetta Macaronesia, ma non sono le stesse isole. Quanto a CR7, secondo la stampa lusitana, sta cercando un jet privato per rientrare in Italia. 


 Neanche Spinoza.it ci sarebbe riuscito.

lunedì 2 marzo 2020

Il crollo della produzione cinese


Togliamogli la bottiglia, quella dell'8 per mille e il bicchiere dell'IMU.

Nonostante i toni rassicuranti e incoraggianti del China’s National Bureau of Statistics (NBS), relativi alla ripresa della produzione industriale, è il caso di segnalare che l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) della Cina è calato in modo significativo, per usare la lingua dei mandarini (Guānhuà).

In realtà si tratta di un crollo verticale come dimostra il grafico (linkando qui). In febbraio il PMI manifatturiero cinese è stato del 35,7 per cento, in calo di 14,3 punti percentuali rispetto al mese prima. Un PMI inferiore a 50 indica una contrazione dellattività economica; si tratta quindi di un minimo storico, inferiore a quello registrato durante la crisi finanziaria globale.

Un sottoindice degli ordini di esportazione è sceso a 28,7, in calo di 20 punti rispetto al mese precedente, a causa di ordini annullati e ritardati, sempre secondo lNBS. Un indice manifatturiero correlato che tiene traccia dei piani di acquisto nei settori dei servizi è precipitato a un minimo record di 29,6, indicando importanti contrazioni nella spesa per trasporti, costruzioni e consumi. Lindice delle attività nel settore delle costruzioni, dunque un settore rilevantissimo per l’economia, è stato del 26,6 per cento, in calo di 33,1 punti percentuali rispetto allo scorso mese.

Un crollo del genere avrà effetti importanti sull’economia mondiale perché la Cina lanno scorso ha rappresentato circa il 40 per cento di tutta la crescita globale. Anche prima della manifestazione del coronavirus, la Cina aveva registrato un calo del suo tasso di crescita al 6,1 per cento, il più basso in 30 anni, con l’aspettativa che sarebbe comunque diminuito ulteriormente nel 2020.

domenica 1 marzo 2020

Il cervello programmato di Edoardo Camurri



Edoardo Camurri si può ascoltare con frequenza su Radiotre, verso le 9, dove fa il verso della persona che sa citare molte cose ed è perciò autorizzata ad esprimersi in modo “culturale”. Non bastandogli, su Il Foglio scrive:

«La paura e la paura della morte sono il campo di battaglia ideale per giocare a questi esperimenti».

Quali? Lo spiega con un esempio:

«Quando Timothy Leary, lo psichiatra di Harvard che divenne il profeta dell’Lsd, parlava di “neuropolitica”, intendeva esattamente questo: grazie alle nuove conoscenze scientifiche e alle nuove pratiche tecnologiche, la politica ha la possibilità di lavorare sempre di più sulla riprogrammazione cerebrale delle persone. Leary aveva in mente le tecniche del lavaggio del cervello tradizionali che si basano sulla regressione della vittima a una fase infantile del suo sviluppo per poi risintonizzarla, grazie a un nuovo imprinting, su princìpi e valori diversi».

La “politica” farebbe di suo e artatamente tutto ciò? Suvvia, non scherziamo.

«Per dirla in un altro modo: il cervello più antico presente in ogni essere umano funziona sulla paura, la paura della morte, e sulle risposte immediate per fuggire il pericolo. Si tratta di un cervello, necessario alla sopravvivenza più elementare, che non presuppone alcuna consapevolezza logica e valoriale».

Succede nel comportamento di qualunque animale, non solo nell’uomo come dice Camurri. La paura è un’emozione primaria, un comportamento che allude al primo sistema di segnalazione, quello pavloviano di stimolo-risposta, in tal caso  lo stimolo di autoconservazione, tipico anche nel topo di biblioteca come in quello di fogna.

Ogni soluzione è già in noi



Come con il coronavirus, che fino a quando è rimasto ristretto al focolaio cinese ci ha visto altezzosi e unanimi scagliarci contro i ritardi comunicativi dei mandarini rossi, anche per ciò che riguarda la situazione finanziaria globale il nostro interesse è marginale e di pochi, almeno fino a quando gli effetti della crisi non avranno un’impennata televisiva.

Allora twitteremo le nostre rette considerazioni sull’arida materia puntando il dito e anzi il pugno contro linfingardaggine della politica. Proprio come con il coronavirus, sospesi tra il raffreddore e la peste nera, sentendoci tutti dottori non mancheremo di proporre rimedi e terapie della felicità, sopravanzando chiunque con una geniale e inedita battuta di spirito. Il segnale deve essere chiaro: dopo il panico, abbiamo bisogno di positività, di rassicurare e di rallegrare, mascherine accoglienti e amuchina gel-aloe come se fosse antani.

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